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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 13:19

‘Sanremo giovani’, il rapper perugino D-verse in corsa per l’importante vetrina canora

E’ tra i finalisti di Area Sanremo, storico concorso musicale che mette in palio ben quattro posti esibirsi al festival nella categoria dei giovani

D-verse (foto Lorenzo Tardioli)

di D.N.

L’artista perugino D-verse, prodotto dalla 93 Records di Riccardo Cavalletti, è tra i finalisti di Area Sanremo 2021. Il giovane rapper, dopo aver passato tutte le selezioni è tra i finalisti dello storico concorso musicale, che mette in palio ben 4 posti per il prossimo Sanremo Giovani.

Trampolino di lancio I finalisti si esibiranno davanti alla commissione di ammissione composta da Franco Zanetti (presidente), Giuseppe Vessicchio (presidente), Piero Pelù, Mauro Ermanno Giovanardi e Marta Tripodi. Il commissario supplente è Maurilio Giordana. Il presidente onorario è Vittorio De Scalzi. I vincitori del concorso avranno la possibilità di sostenere un’audizione davanti alla commissione artistica della Rai, che decreterà i 4 artisti che parteciperanno alla serata finale di Sanremo Giovani.

Area Sanremo E’ una manifestazione organizzata e gestita dalla Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo. La direzione artistica è a cura di Massimo Cotto. A fine novembre saranno resi noti gli otto che parteciperanno alla finale di Sanremo Giovani, live su Rai1 mercoledì 15 dicembre in prima serata, dalla quale usciranno i due artisti che prenderanno parte al Festival di Sanremo 2022 insieme ai “Big”. Tutte le informazioni sono sul sito www.sanremo.rai.it.

 

D-verse Jacopo, vero nome di D-verse, classe ’97, inizia a scrivere rap intorno ai 13/14 anni, a 16 inizia a suonare live in giro per la città di Perugia e a 21 ha ormai suonato in tutti i club locali, spesso in apertura a noti esponenti della scena (Bassi Maestro, Kaos, Colle Der Fomento, E-Green, Murubutu, Claver Gold, Mezzosangue, Rkomi, Ernia, Drefgold, Carl Brave & Franco126 e altri). Nel 2017 esce il primo mixtape “Periodi” su Youtube che va a chiudere il cerchio del suo percorso nel circuito underground. Nello stesso anno, a novembre, esce il singolo “Samba”, un pezzo ballabile ed orecchiabile nonostante il suo testo critico e provocatorio. L’esperimento riesce bene e riscuote un discreto successo in città, pur essendo stato realizzato senza alcuna spesa di produzione né di sponsorizzazione. In seguito al successo di “Samba” inizia a collaborare con la realtà locale di “Bounce Records” che lo porta a lavorare insieme a Gheesa negli studi di MacroBeats. Dopo un periodo di stop e riflessione dovuto alla laurea e alla pandemia si ritrova indipendente ma ancora più determinato a far fruttare la sua creatività per inseguire il sogno di trasformare questa passione in un lavoro, mettendosi ulteriormente alla prova cimentandosi nell’esplorazione di sonorità più melodiche, senza mai abbandonare la forte impronta che gli ha lasciato il rap e la black music in generale.

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