martedì 11 dicembre - Aggiornato alle 00:03

‘Roma città aperta’ chiude la retrospettiva su Rossellini. Ospite d’onore il figlio

Al Postmodernissimo proiezione e dialogo con Renzo Rossellini. Il giorno dopo Gianfranco Pannone presenta il suo ultimo documentario su Zavattini

Rossellini al cinema PostMod

di A.G.

Si concluderà lunedì 12 marzo la speciale rassegna del Postmodernissimo di Perugia sul cinema di Roberto Rossellini, dopo quasi due mesi di proiezioni e incontri e in ideale continuità con l’anteprima gratuita, tenutasi domenica 11 marzo, del documentario ‘ExCim’, dedicato al noto centro sociale perugino e realizzato da due dei fondatori del cinema perugino, Andrea e Ivan Frenguelli. Il compito di chiudere la retrospettiva è affidato alle immagini di ‘Roma città aperta’ e alle parole di Renzo Rossellini, figlio di Roberto e fondatore di Radio città futura.

Rossellini racconta Rossellini Regista e produttore cinematografico, Renzo Rossellini è stato aiuto regista del padre dal 1959 al 1970 e autore di uno degli episodi del film collettivo ‘L’amore a vent’anni’ (assieme ad Ophüls, Truffaut, Wajda e Ishihara). Con lui al Postmodernissimo gli amici di ‘Sentieri selvaggi’, che presenteranno l’ultimo numero della rivista, dedicato interamente al cinema del regista romano. Sul grande schermo una delle pellicole più significative della produzione rosselliniana. Roma, invenro 1944: l’ingegner Manfredi, comunista impegnato nel Comitato di liberazione nazionale, chiede aiuto a Pina, una popolana vedova con un figlio e in procinto di risposarsi, per portare a termine un’azione. La donna lo mette in contatto con don Pietro, un sacerdote disposto ad aiutare i partigiani. Manfredi è però in pericolo perché la sua amante, Marina, dipende da una collaboratrice della Gestapo che le fornisce la droga.

Pannone: la Bassa di Zavattini Ospiti al Postmodernissimo anche martedì 13 marzo: Gianfranco Pannone, uno tra i più grandi documentaristi italiani, presenterà nella sala perugina il suo ultimo lavoro ‘Mondo Za’, opera dedicata allo straordinario lavoro di Cesare Zavattini. Poetica ed evocativa, la pellicola recupera immagini di repertorio e testimonianze visive, registrando il rapporto tra il mondo esterno e l’immaginazione: la Bassa reggiana, quattro “personaggi in cerca d’autore” e Cesare Zavattini. Partendo da Luzzara, luogo d’origine dello sceneggiatore neorealista, il film intreccia passato e presente, creando un nuovo tempo attraverso la testimonianza di quattro uomini di età e condizioni sociali diverse: il pittore naif Leo, detto Pavone, Giovanni, pensionato ed ex militante comunista, il disoccupato Wainer e Prince, originario del Ghana.

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