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Quintorigo e Liberorchestra, gran finale a Young jazz. Per il festival «nella musica nessuno è disabile»

Ultimi due intensi giorni per la rassegna musicale: attesi anche i Clock’s Pointer Dance, The Maghreban e Simona Severini. Ancora visitabile la mostra fotografica

Quintorigo

di D.N.

Ultimi due intensi giorni per Young jazz festival. Prosegue infatti sabato 6 e domenica 7 ottobre la 14/a edizione della kermesse musicale con un ricco calendario di appuntamenti in vari luoghi della città, dall’Auditorium Santa Caterina allo Zut, dall’Auditorium San Domenico allo Spazio Astra fino al Serendipity. Una giornata quella di sabato 6 ottobre, la terza della kermesse, che propone concerti con i Quintorigo e il progetto Clock’s Pointer Dance, jam session con Tommaso Perazzo e il live notturno con The Maghreban. Il gran finale di domenica 7 ottobre è con la Liberorchestra diretta da Giovanni Guidi con ospite speciale Antonello Salis: l’orchestra ormai ufficiale del festival formata da una quarantina di musicisti del centro socioriabilitativo per persone disabili adulte di Foligno torna per emozionare e incantare il pubblico. In programma all’ora di pranzo anche un appuntamento in cui jazz e vino si incontrano con il concerto-degustazione che vede protagonista la musica di Simona Severini per una sorta di melting pot sensoriale. Sarà anche l’ultimo giorno possibile per visitare la mostra fotografica ‘Visioni’: dieci anni di Festival attraverso lo sguardo di alcuni tra i fotografi più affezionati alla manifestazione.

Quintorigo In prima serata il 6 ottobre, come ospiti principali, ci saranno i Quintorigo (ore 21.30, Zut, ingresso 10 euro): Valentino Bianchi – sax, Gionata Costa – violoncello, Andrea Costa – violino, Stefano Ricci – contrabbasso, Alessio Velliscig – voce, Simone Cavina – batteria. A venti anni esatti dalla comparsa ufficiale della band sulla scena musicale italiana, il quartetto romagnolo ha dato alle stampe ‘Opposites’: rivisitazione di classici e dialogo con essi, in 10 cover e 11 brani originali, con la massima libertà artistica, un nuovo imponente lavoro discografico a cui fa seguito quindi anche uno spettacolo live originale e dirompente. Il nuovo lavoro ancora una volta alza il tiro di un personalissimo percorso artistico e che gioca adesso con i chiaroscuri della musica del ‘900 passando da Duke Ellington a Monk, da Oliver Nelson a Ornette Coleman, da David Bowie alle tinte acide dei Rage Against The Machine.

Clock’s Pointer Dance Prima dei Quintorigo, il pomeriggio alle ore 18.30 all’Auditorium Santa Caterina (ingresso libero), ad aprire la giornata saranno i Clock’s Pointer Dance, per un concerto realizzato grazie al sostegno di i-jazz e del Ministero per i beni e le attività culturali. A proposito di sguardi e ‘Visioni’ sulla contemporaneità del jazz, Clock’s Pointer Dance è un quintetto costituito da una frontline (Paolo Malacarne, tromba; Andrea Catagnoli, sax contralto; Andrea Baronchelli, trombone) evocativa di sonorità tipicamente jazzistiche, e una insolita sezione ritmica caratterizzata da una matrice più marcatamente rock (Michele Bonifati, chitarra; Filippo Sala, batteria). Il quintetto si è formato in occasione del primo JAZZ(s)RA Forum di Annecy, Francia, nell’ottobre 2015 dove ha rappresentato l’Italia e la regione Lombardia, all’interno del progetto europeo Erasmus+. Nel mese di marzo 2016 il gruppo ha partecipato al DopoFestival della trentottesima edizione di Bergamo Jazz, la prima sotto la direzione artistica del trombettista americano Dave Douglas, riscontrando anche in quest’occasione l’apprezzamento della critica. Nel giugno 2017 ha visto la luce il loro primo album che sta catturando l’attenzione degli addetti ai lavori ricevendo ottime recensioni.

Jam session e Serendipity Il 6 ottobre tornano anche le jam session nel nuovo Spazio Astra. Dalle ore 23, ad ingresso gratuito, a condurre la serata sarà il Tommaso Perazzo Trio (Tommaso Perazzo piano, Marco Zenini basso, Marcello Cardillo batteria) in collaborazione con MusiCamDo. Il sabato di Young Jazz non finisce qui e andrà ancora avanti fino a notte fonda. In collaborazione con il Dancity Festival, al Serendipity e a partire dalle ore 1.30 di notte (ingresso 10 euro, 7 euro entro le 1), c’è in programma il live di The Maghreban. Ayman Rostom, questo il vero nome dell’eclettico produttore londinese, ama esplorare le infinite modulazioni del suono, come dimostra il suo album di debutto uscito a marzo di quest’anno per la R&S Records. Un incontro tra jungle, reggae, jazz e afrobeat. Dopo aver pubblicato diversi EP e remix per etichette come la propria Zoot Records, Versatile e Black Acre, e dopo essersi già fatto notare con lo pseudonimo di Dr. Zygote, questa volta si spinge oltre le sonorità house e hip-hop delle prime produzioni, spaziando tra i generi. Un live decisamente energico, fluttuante e colorato.

Liberorchestra È ormai da qualche anno che il gran finale di Young Jazz Festival è riservato alla sua orchestra “ufficiale”, la Liberorchestra. Appuntamento quindi domenica 7 ottobre a Foligno alle ore 21 (Auditorium San Domenico, ingresso 10 euro) per l’ultima iniziativa anche di ‘Jazz community’, sezione che caratterizza il festival e dedicata al sociale, con la formazione diretta da Giovanni Guidi, Rinor Marku, Maurizio Pirone e che vedrà quest’anno la partecipazione straordinaria, come ospite speciale, di Antonello Salis. Liberorchestra ogni volta emoziona e incanta il pubblico perché formata da una quarantina di musicisti che hanno svolto un laboratorio musicale coordinato dal 2011 dal direttore artistico di del festival Guidi all’interno delle attività previste nel centro socioriabilitativo semi-residenziale per persone disabili adulte ‘Il Laboratorio’ della Usl Umbria2 e gestito dalla cooperativa sociale La Locomotiva. Sul palco, insieme a loro, oltre al musicista sardo Salis, anche Joe Rehmer al basso, Federico Scettri alla batteria e la danzaterapeuta Alessandra Cappelletti. Liberorchestra è un’orchestra che dal 2011 ogni due anni torna sul palco del Festival; Liberorchestra parte dal desiderio e dalla capacità della musica di essere un veicolo comunicativo aperto a tutti andando oltre le difficoltà e la disabilità. Guidi, che ad ogni occasione si avvale di altri musicisti e collaboratori che seguono il percorso e la crescita dell’orchestra rendendola un percorso ogni volta diverso ed unico, riesce a trasmettere al pubblico l’emozione di un concerto cui è raro assistere, dove la bellezza, la dolcezza e il ritmo della musica si accompagna alla gioia pura di chi lascia da parte le proprie difficoltà per diventare il musicista dell’orchestra più bella di sempre. La valenza terapeutica della musica nel settore della disabilità è riconosciuta da tempo; nella musica nessuno è disabile e con Liberorchestra si riesce a dar vita ad una realtà dove il pubblico riesce ad apprezzare la musica prodotta da veri e propri musicisti, rispettando ed esaltando l’individualità e le potenzialità di ognuno.

Simona Severini Il 7 ottobre è previsto anche un appuntamento in cui jazz e vino si incontrano con il concerto-degustazione che vede protagonista la musica di Simona Severini (voce e chitarra) per una sorta di melting pot sensoriale. Al Relais Metelli (ore 12, ingresso 15 euro con prenotazione al 328.7288108) quindi degustazione di vini (presentati dalla sommelier Marta Gammarota) e concerto realizzato grazie al sostengo di i-jazz e del Ministero per i beni e le attività culturali. La musica di Simona Severini è un crossover originale che mescola jazz e musica pop trasportandoli in una dimensione cantautorale di forte impatto emotivo. Passa da sue composizioni alla rielaborazione di brani da Enzo Jannacci a Nick Drake mantenendo una grande continuità espressiva e un approccio sempre molto personale nel sentire la musica. Cantante e cantautrice dalla formazione poliedrica. La sua carriera si è inizialmente sviluppata nell’ambito della musica jazz contemporanea attraverso le collaborazioni con alcuni grandi musicisti italiani tra i quali Giorgio Gaslini, Enrico Pieranunzi, Gabriele Mirabassi, Enrico Intra, Tiziana Ghiglioni, Antonio Zambrini. Si è esibita nei principali festival e sale da concerto (Umbria Jazz, Jazz Expo, Auditorium Parco della Musica, Casa del Jazz di Roma, Blue Note di Milano, Auditorium Di Milano, Paris Jazz Vocal, Festival di Spoleto, Sunset di Parigi).

Mostra fotografica Fino al 7 ottobre sarà ancora possibile visitare la mostra fotografica ‘Visioni’ (dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20). L’esposizione, allestita in una sala dell’Auditorium Santa Caterina, racconta dieci anni di Young Jazz Festival attraverso lo sguardo di alcuni tra i fotografi più affezionati alla manifestazione folignate. Le immagini esposte sono di: Michele Cantarelli, curatore, Roberto Cifarelli, Riccardo Crimi, Elvio Maccheroni, Antonello Putignani, Francesco Truono, Giacomo Velini. Attraverso 42 immagini si passa dai ritratti live quasi scultorei di Cantarelli a quelli più mossi e animati di Putignani e a quelli “posati” di Crimi; dagli scatti ripresi durante i soundcheck a tratti lirici di Maccheroni a quelli solo apparentemente estemporanei di Velini; dagli scatti pregnanti la “joie de vivre” di Cifarelli a quelli ripresi in strada con grande sobrietà da Truono. Le fotografie testimoniano il passaggio a Young Jazz di artisti già affermati a livello nazionale ed internazionale come Enrico Rava, Stefano Bollani, Dave Douglas e Paolo Fresu, tanto per citare alcuni nomi, ma anche e forse soprattutto di giovani musicisti che, secondo la missione del festival, nel tempo sono diventati grandi come ad esempio Gianluca Petrella, Mauro Ottolini, Dan Kinzelmann e Giovanni Guidi, direttore artistico del Festival, che proprio a Foligno è nato e vive. L’osservazione tuttavia non si ferma agli attori principali ma si allarga ai luoghi, alle atmosfere, agli avventori e agli addetti ai lavori conferendo come risultato complessivo un quadro che, a volte a colori e a volte in bianco e nero, narra i diversi aspetti dello Young Jazz Festival.

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