giovedì 19 aprile - Aggiornato alle 11:49

Perugia, mancano ‘Due minuti a mezzanotte’, mai così vicini alla fine del mondo

L’intervento artistico di Francesco Capponi che colloca l’intera città dietro l’orologio di Palazzo dei Priori attorno alla scrivania di Aldo Capitini

Ritorna in città Francesco Capponi, dopo l’intervento artistico-sociale dello scorso anno con l’opera ‘Quattrocento scontrini’    che ritraeva attraverso gli scontrini fiscali i volti dei ragazzi bibliotecai ‘fantasma’che con l’equivalente di un rimborso spesa lavoravano alla Biblioteca Centrale di Roma. Questa volta, sempre per in occasione di “Cazzotto – incontri d’arte nel centro di Perugia”  ci fa entrare tutti sotto la torre di palazzo dei Priori, dietro l’orologio, in quel luogo di riflessione filosofica sulla nonviolenza, sul pacifismo, l’antifascismo e su una visione libera da dogmi sulla politica e la religione, basata fortemente sul rispetto dell’altro e sull’omnicrazia.

L’opera: “Due minuti a mezzanotte” è una stampa su manifesto della foto di un orologio visto da dietro, dall’interno. Non un è orologio qualunque ma quello  visto così come lo si può vedere da una  sala all’interno della Galleria Nazionale dell’Umbria. In quella sala, dietro l’orologio, abitava e aveva la sua scrivania Aldo Capitini in quanto il padre era il custode della torre e campanaro del comune.

FOTOGALLERY: L’INTERVENTO ARTISTICO DI FRANCESCO CAPPONI

L’orologio è della stessa grandezza dell’originale ma posto a livello del piano terra e visto dalla parte posteriore, cioè con meccanismi verso la strada e lancette verso l’interno. L’opera si pone come un omaggio alla figura del filosofo perugino Aldo Capitini con l’intenzione di porre attenzione su di lui e sul suo pensiero a cinquant’anni dalla morte.

L’idea è di traslare simbolicamente la stanza/studio di Capitini all’esterno del perimetro delle sue mura fisiche ricollocandola idealmente dentro la città, tramite il rovesciamento della prospettiva visiva dell’orologio. In questo modo tutta Perugia simbolicamente viene ad essere il luogo dove pensare, ragionare, applicare i principi cardine della riflessione filosofica di Capitini.

L’orologio rovesciato è anche un’immagine che allude ad un modo altro di vedere il mondo, ridefinisce il concetto di passato e di futuro, applicando regole diverse al pensiero e guardando le cose da un altro punto di vista. L’opera vuole anche porre l’attenzione su di un luogo in disuso della città che andrebbe recuperato, magari proprio tramite un intervento di arte pubblica.

Due minuti a mezzanotte. Nell’installazione creata per cazzotto l’orologio è posizionato con le lancette (che si intravedono) su due minuti a mezzanotte a richiamare il Doomsday Clock, cioè l’orologio virtuale che è stato creato da alcuni scienziati per rappresentare visivamente quanto manca alla fine del mondo (indicata dalla mezzanotte) il cui orario viene rimesso annualmente a seconda degli eventi che avvengono nel mondo, delle guerre e dello stato di salute ambientale del pianeta. Nel 2018 esso ha preoccupantemente raggiunto per la seconda volta nella sua storia il massimo della vicinanza alla mezzanotte, cioè, appunto, due minuti. L’orario prescelto è un ulteriore monito sull’importanza di porsi in seria riflessione sui temi della pace e del rispetto per la natura.

Il sogno di Francesco ‘Il mio sogno sarebbe poter vedere quelle lancette in azione che cambiano orario, ripensare quegli spazi abbandonati e poterli trasformare per accogliere una vera opera d’arte pubblica dedicata alla pace, alla non violenza e alla figura di Capitini, una sorta di scultura-installazione che comprenda una riproduzione funzionante dell’orologio del comune rovesciato e retroilluminato’.

FOTOGALLERY: QUATTROCENTO SCONTRINI 

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