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mercoledì 14 aprile - Aggiornato alle 23:43

Pasqua in ‘zona rossa’ ma si ‘balla’ con la Birra Red Zone: nuova iniziativa per il rilancio del brand

Al via la vendita online della lattina firmata con il birrificio La Gramigna di Casa del Diavolo, luogo d’origine anche dello storico club: Double Ipa luppolata, corposa e dorata

Birra Red Zone in produzione al birrificio La Gramigna

di Maria Giulia Pensosi e Danilo Nardoni

Da anni non ha più la sua “casa” di Casa del Diavolo ma la sua immagine continua a muovere passioni, in tutti i campi. Prosegue ancora il riposizionamento, iniziato da qualche tempo e nel segno dei tempi, del famoso brand Red Zone: da discoteca regina del clubbing nazionale e non solo a molto altro. Si concretizzano così ulteriori parti dei progetti elaborati nell’anno più difficile, dal momento in cui gli eventi sono stati di fatto vietati, dalle semplici serate nei clubs ai concerti, con il Red Zone che ha ridisegnato in questi ultimi mesi il suo perimetro: dalla discoteca virtuale alla web radio poi trasformata in APP che è al traguardo dei 100 mila contatti, al capodanno in streaming che ha avuto un gran successo social. Ora è la volta anche della birra artigianale Red Zone, non dimenticando il legame stretto con il luogo d’origine. Con il week end pasquale rigorosamente in “zona rossa” sarà infatti lanciata la vendita online della birra Red Zone promossa già nei social e prodotta artigianalmente proprio dal birrificio La Gramigna di Casa del Diavolo, a pochi metri quindi dove sorge ancora quel che resta dello stabile che per anni ha fatto ballare l’Italia intera, e non solo l’Umbria.

L’idea A dare i primi dettagli dell’operazione è il dj Vincenzo “Viceversa” Cerquiglini, grafico storico e curatore del marketing negli anni d’oro del famoso club. Proprio in piena pandemia e grazie al “main man” Gianluca Calderozzi ha infatti sviluppato una serie di nuove iniziative per riposizionare sul mercato il brand ed ampliare le aree di applicazione del marchio Red Zone. «L’idea è nata nell’estate 2020 – spiega a Umbria24 Viceversa – poi ragionata e portata a termine quasi naturalmente su scelta di Gianluca con chi coltiva e produce birra proprio a Casa del Diavolo, che da sempre nell’immaginario è sinonimo di Red Zone Club». «Pensare globale, produrre locale, incentivando le eccellenze agroalimentari del territorio, una sfida per il lavoro di tutti nei duri tempi correnti» commenta ancora Viceversa.

Birra Red Zone L’idea della lattina colorata con sopra questo storico nome della club culture è nata quindi da una collaborazione tra il proprietario del birrificio, Alberto Castaldo, e il proprietario del marchio della discoteca, Gianluca Calderozzi, mossi dal comune obiettivo di risollevare una realtà d’eccellenza brassicola locale ed un brand che è da anni baluardo della vita notturna nel perugino. E la birra artigianale non poteva che essere una Double Ipa, luppolata, corposa, dal colore dorato. Le materie locali garantiscono un prodotto legato al territorio, ma versatile; una birra da discoteca in stile americano, molto giovanile e in voga oggi.

Birra Red Zone

L’immagine «Il Red Zone e La Gramigna, due realtà perugine che si sposano – racconta a Umbria24 Castaldo – per un matrimonio che cercherà sì di valorizzare il territorio, ma anche di espandersi esportando la località in tutta Italia tramite le serate in discoteca e la distribuzione del prodotto stesso». La decisione di confezionare e distribuire la birra in lattina è legata ad un discorso qualitativo e alla fruibilità dell’immagine e del brand: «Abbiamo scelto la lattina per rendere il prodotto pop e contemporaneo – continua Castaldo – ed inoltre rispetto al vetro ha uno stoccaggio migliore e si può spedire più facilmente, è meno fragile e il materiale mantiene intatte le proprietà e la freschezza della birra».

Promozione, mercato e sponsorizzazione Dal 4 aprile, il giorno di Pasqua, il prodotto sarà disponibile per l’acquisto sul sito del birrificio La Gramigna: chi ha ideato e realizzato l’iniziativa confida che si attende una ripresa dell’economia post covid-19 quindi anche per espandere il commercio e ‘lanciare’ il marchio nel miglior modo possibile. La promozione diretta è stata affidata a Sandrino “coach” Contu che da anni gestisce il gruppo social di successo ‘Io andavo al Red Zone’, dove di continuo vengono ricordate storie o postati foto e video delle storiche serate al club di Casa del Diavolo. «Per ora pubblicizzeremo e venderemo il prodotto solo online – annuncia Contu – e quando si potrà organizzeremo eventi veri e propri di presentazione della birra con note musicali nel vecchio stile Red Zone». Il target di riferimento è quello degli appassionati e, fa sapere Contu, sono già migliaia le lattine richieste e molte anche fuori dall’Umbria: «Nel mondo del clubbing si è già creato un certo interesse» sottolinea Contu per poi aggiungere: «Il prezzo è davvero concorrenziale per una fascia di birra artigianale come questa. Dopo un iniziale avvio online valuteremo se iniziare a portarla anche in luoghi selezionati, dai negozi di dischi a quelli per tatuaggi, fino ai bar amici. Poi insomma si vedrà, ora stiamo a vedere cosa succede con questa prima vendita online».

Birrificio Oltre all’immagine cult e a quello che evoca, parlando di birra artigianale il protagonista è proprio questo prodotto. E in questo senso La Gramigna, anche se realtà molto giovane, è certamente sinonimo di qualità. Il birrificio nasce nel 2016 a Casa del Diavolo, alle porte di Perugia, per opera di due ragazzi uniti dall’amicizia e da una forte passione per la birra e l’agricoltura. Dal 2013 le prime esperienze come Homebrewing con un impianto autoprodotto da 50 litri hanno permesso ai proprietari di sperimentare e testare i processi e le materie prime come acqua, malto, luppolo e lievito. L’unione del mondo agricolo con quello birraio ha così creato un prodotto legato al territorio con garantita tracciabilità. L’esperienza maturata negli anni grazie alla produzione di orzo polistico ha stimolato il birrificio a ‘spingersi oltre’ coltivando orzo da birra e sperimentando le prime colture di luppolo di varietà europee e americane.

Progetti futuri Dopo la birra a marchio Red Zone in pentola bolle anche dell’altro. «In vista dell’estate, sempre nell’ottica di “rinnovamento” strategico del marchio e in attesa delle stagioni delle riaperture – annuncia ancora Viceversa – sono in fase di realizzazione importanti appuntamenti in ambito turistico e culturale, anche di rilevanza nazionale a partire da una serie di iniziative a Cinecittà World di Roma. Siamo inoltre in procinto di lanciare, entro il 2021, la Red Zone Club Records, etichetta discografica per produrre musica rigorosamente su vinile». Perché il cuore della passione che muove i tipi del Red Zone torna sempre lì, a ruotare intorno alla musica e all’universo sonoro del clubbing. In attesa di tornare a ballare e “a risentir le note”.

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