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lunedì 18 gennaio - Aggiornato alle 19:11

Pagan, nuovo video di Augustine: ‘dark folk introspettivo’ per il ritorno della giovane ed intensa cantautrice

Il singolo anticipa l’uscita del prossimo album ‘Proserpine’ di Sara Baggini con l’etichetta La Cura Dischi di Perugia. La regia del videoclip è dell’eugubino Francesco Biccheri

Augustine, nome d'arte della cantautrice Sara Baggini

di D.N.

‘Pagan’ introduce sonorità e contenuti tematici del nuovo disco, musicalmente orientato verso un
Dark Folk introspettivo. È il nuovo singolo e ora anche video, uscito su YouTube, di Augustine che anticipa l’uscita dell’album ‘Proserpine’, prodotto da Fabio Ripanucci con la collaborazione di Daniele Rotella, presso La Cura Dischi a Perugia. La regia è affidata a Francesco Biccheri, con i disegni animati della stessa Sara Baggini, vero nome di Augustine.

Pagan Lo spunto autobiografico intimamente sofferto è trasceso fino a toccare realtà occulte, più profonde ed insondabili. L’immedesimazione con la dea latina dell’oltretomba apre la narrazione ad un simbolico precipitare nell’Ade. Pagan è una celebrazione della morte, una danza macabra. Ci si trova in una dimensione onirica, al cospetto di un rito – per l’appunto – pagano, intriso di una perduta sacralità, dove ogni gesto è solenne ed al contempo vacuo e gli oggetti hanno la gravosità dei simboli.

GUARDA IL VIDEO

Sara Baggini È una cantautrice, produttrice e poli-strumentista. Compositrice fin dalla prima adolescenza, si trasferisce da Sondrio a Perugia all’età di 19 anni, per frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove si laurea in Pittura presso il corso del prof. Sauro Cardinali. Dopo l’esordio nel 2010 con ‘One Thin Line’, e parallelamente ad alcune collaborazioni per formazioni elettroniche quali Alas Laika e Other Us, sceglie lo pseudonimo di Augustine, tratto dal nome dell’isterica, protagonista del saggio di Georges Didi-Huberman ‘L’invenzione dell’isteria’, poiché la paradossale condizione dell’isteria è assunta dall’autrice come paradigma del fare artistico, specialmente in quanto legato ad una complessa e problematica sensibilità femminile. Nel 2018 pubblica ‘Grief and Desire’, una sorta di romanzo autobiografico musicale, ben accolto dalla critica malgrado il carattere fortemente indipendente. Nel 2020 comincia a lavorare al nuovo album, ‘Proseprine’.

Francesco Biccheri Nato a Gubbio, durante il corso di pittura all’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, studia fotografia in camera oscura e video arte. Terminati gli studi, abbandona completamente la pratica della pittura, per dedicarsi alla fotografia (analogica e digitale) e al video, sia professionalmente che come forma d’arte. Partecipa a varie mostre e festival, come “Luoghi d’osservazione 7” a Lerici (SP) nel 2008, “II mostra internazionale di arte giovane” a Mosca (Russia), “Loop Festival” di Barcellona (Spagna) nel 2010, finalista al “Celeste Prize” nel 2010, “Dedalo” a Palazzo Penna (Perugia) nel 2011 e a Tubingen (Germania) nel 2013, “Tell mum everything is ok” a Palazzo Penna (Perugia) nel 2013. Vive e lavora tra Gubbio e Firenze. Tra i suoi videoclip possiamo ricordare: ‘Moka’ – Pat Pend (finalista al PVI 2008), ‘Lontano da qui’ – Matta Clast (2011), ‘Psychedelic Sally’ – Lil Cora & The Soulful Gang (2014), ‘Superman’ – Radiolari (2014), ‘Pane e Coniglio’ e ‘Questo è il paese delle meraviglie’ – Le Idi di Maggio (2014-2015), ‘La parte migliore’ – Maverik (2016), ‘Marci’ – Le Lune Storte (2017), Augustine (secondo premio al VIC 2019), ‘Hibiscus e In the Mountains’ – Augustine (2018-2019).

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