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sabato 22 gennaio - Aggiornato alle 21:35

Norman, un documentario e non solo per ripercorrere la storia del luogo simbolo della scena musicale umbra

Il locale musicale nato nel 1988 nella periferia di Perugia oggi avrebbe compiuto 30 anni: tre iniziative in programma per celebrare uno spazio unico ed irripetibile

norman documentario
L'ingresso del Norman

di Danilo Nardoni

Nei locali di una vecchia bettola nell’immediata periferia di Perugia, 30 anni fa, iniziava la storia del ‘Norman & Il presidente’, o meglio conosciuto solo come Norman. Cinque anni fa quello che è considerato a pieno titolo uno dei locali storici della scena musicale perugina e umbra e non solo, ha chiuso «senza feste o funerali, senza proclami né rimpianti» come afferma il protagonista di quella sua incredibile stagione lunga 25 anni, il ‘presidente’ Fabrizio “Fofo” Croce. Ha chiuso e basta. Quelli che non sono svaniti però non sono solo i ricordi di chi ha vissuto quegli anni con la musica al centro ma anche gli impulsi e l’eredità che quello spazio ha lasciato. Perché ci sono posti che vanno oltre il luogo fisico. Non basterebbe un anno per celebrare e omaggiare quelle pareti e quel palco che trasudano ancora di note e suoni, nonostante la polvere che oggi ricopre tutto. Figuriamoci un mese. Comunque quelli di aprile sembrano essere stati scelti come i giorni dedicati allo storico locale di Boneggio. Prima di tutto il documentario dal titolo ‘The story of Norman’, con l’anteprima al cinema PostModernissimo di Perugia in programma giovedì 18 aprile, realizzato da Nicola Bedont che ne ricostruisce la storia attraverso testimonianze dei protagonisti e tanti documenti ed immagini originali. Poi un incontro pubblico, con l’obiettivo anche di andare fino in fondo alla storia e al lascito di un posto del genere per una riflessione più ampia pure sui concetti di spazi, cultura e comunità (martedì 10 aprile, sempre al PostMod). Ed infine una festa, con protagonisti gli storici dj del locale, il 20 aprile al Rework di Perugia.

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Norman & Il presidente Perugia, fino al 1992 circa, grazie prima al Suburbia, poi a Rockin’ Umbria ed infine anche per merito del Norman è stata una delle capitali italiane del rock. In quegli anni a cavallo tra i due decenni si è formata una generazione molto preparata di appassionati che ha dato vita a moltissime band musicali. Il Norman ha aperto la notte tra il 31 dicembre 1987 e il 1 gennaio 1988. Questo storico locale che ha segnato indelebilmente tutte le tendenze che in 25 anni hanno ruotano intorno alla musica “alternativa”, in Umbria ha alimentato la passione e l’energia di un paio di generazioni senza specularci, semplicemente facendo quadrare i conti, cosa questa non secondaria. Dedito da sempre ai generi musicali meno commerciali e alle situazioni di intrattenimento diverse da quelle della classica discoteca, il Norman è stato un punto di riferimento per i gruppi emergenti a livello locale, nazionale ed internazionale e in oltre due decadi si è sempre distinto per la qualità delle sue proposte. In due sale venivano offerti ogni sabato sera dj set e selezioni musicali che spaziavano tra vari generi, oltre che concerti dal vivo a tutti i livelli.

Ricordi e rimpianti Tra i gruppi che si sono esibiti nel locale vanno ricordati nomi leggendari del rock internazionale come Dinosaur Jr., Steve Wynn, Breathless, Minimal Compact, Thin White Rope e praticamente tutte le migliori band italiane e i più bravi dj degli ultimi vent’anni. Il rimpianto più grosso che il “Fofo” ricorda sempre, quello di aver avuto i Nirvana tra le mani, poco prima della loro esplosione, con la possibilità di una loro esibizione nella “bettola” di Boneggio poi svanita per un soffio. Dal 1988 al 2012 sono stati tantissimi i momenti che sicuramente vale la pena ricordare. Come ad esempio il 5 gennaio 1988, con il primo concerto dal vivo ad opera dei Cab 04, prima band in assoluto a suonare al Norman. «Beh, tra i tanti concerti ed eventi – ricorda Fofo – mi piacerebbe menzionare i Dinosaur Jr. per la prima volta in Italia; i Breathless timidissimi e intimoriti da tanta gente davanti a loro; gruppi veramente alle prime armi come Ustmamò, Subsonica, Verdena che forse hanno capito sul palco di locali come il Norman di poter spaccare il mondo; l’ultima tournée mondiale prima della morte di J.L. Pierce di una grande band incompresa come i Gun Club; la nascita della House music ed il battessimo del fuoco di deejays poi affermatisi come Ralf, Viceversa, Ricky L.; serate Afro incandescenti con Mozart e Baldelli che per almeno una stagione hanno ricreato il vero clima della Baia degli Angeli. E via via potrei ricordare mille altre storie belle vissute al Norman».

Erede del Suburbia Il Norman arrivò seguendo la scia dei fermenti alternativi umbri degli anni ’80 come Radio Perugia Uno, il Suburbia, i primi gruppi new wave, fanzines importanti, il festival Rockin’Umbria. Nel 1988 partì così in questa sua avventura che è durata fino al 2012. E la musica negli anni ’90 ha avuto slanci impensabili e l’esistenza del Norman ha reso possibili tanti concerti, rassegne e performance artistiche di vario genere. Tutto grazie soprattutto a dj Fofo, ovvero Fabrizio Croce, l’anima di quel luogo e quello che ha portato avanti il tutto con un entusiasmo senza pari. Insomma, uno che cresciuto con quell’onda lunga di esperienze degli anni ’80 oggi ne conserva le tracce ben visibili e le mette ancora a disposizione dei tanti appassionati di musica. Il Norman nacque raccogliendo così l’eredità del Suburbia e di altre esperienze alternative nate a Perugia negli anni ’80 e si sviluppò divenendo il punto di riferimento per tutte le tendenze “underground”, unico nel suo genere nella regione e forse, in quel momento, nel centro Italia. «La sostanziale differenza con il Suburbia – spiega ancora Fofo – viene dal fatto che il Norman negli anni aveva acquisito una vocazione fortemente locale, divenendo punto di riferimento per chi fa musica nella provincia di Perugia: una sorta di altoparlante, vetrina, trampolino di lancio per gruppi musicali, deejays, sound-systems, artisti, creativi di ogni genere. Mentre il Suburbia aveva una vocazione fortemente internazionale e creò le basi perché a Perugia nascesse una scena “underground”».

La chiusura L’attitudine tutta particolare ed unica del Norman è rimasta intatta fino a cinque anni fa quando è arrivata la chiusura. Molti i motivi. A causa del naturale ricambio generazionale, forse la sintonia con i “giovani d’oggi” non era più totale come allora viene subito da pensare. Ed inoltre sono poi nate negli ultimi anni molte altre esperienze a livello regionale, anche molto interessanti, che hanno notevolmente frammentato la scena “underground”. Quando è nato, il Norman, si è formata attorno al club un’intera generazione: oggi quelle persone sono 40enni, in alcuni casi padri di famiglia. Negli attuali 20enni c’è uno spirito diverso, così come diverso è il modo di fruire, consumare, suonare musica: molti crescono con la presunzione di sapere già tutto e la consapevolezza di avere ogni cosa a disposizione (grazie ad Internet, soprattutto), senza la curiosità che avevano le generazioni prima, senza il gusto di confrontarsi.

Il documentario Trenta anni fa apriva così alle porte di Perugia il Norman. Testimonianze di alcuni dei protagonisti, memorabilia e filmati inediti sono stati raccolti in un documentario (‘The story of Norman’) da Nicola Bedont per ripercorrere la storia del locale e in qualche modo per ricostruire anche l’ultima rivoluzione culturale del XX secolo. Giovedì 18 aprile, le proiezioni del film ad ingresso gratuito saranno alle ore 20:30 e 22:30. Dalle 19 dj set a cura di Fabrizio “Fofo” Croce e dj Giopa. I biglietti sono disponibili da lunedì 16 aprile presso la cassa del cinema, in orario di apertura del PostModernissimo (il cinema non accetta prenotazioni telefoniche). Ovviamente, per chi non potrà essere presente il 18, il film sarà in programmazione anche dal 19 aprile in poi. L’idea del documentario sul Norman è nata nel giugno 2017, come racconta lo stesso regista che senza nessuna sponsorizzazione ha realizzato tutto di tasca sua, pensando a riprese e montaggio: «Ero ad una sagra con i miei amici a San Fortunato della collina e ad un certo punto mi sono ricordato che qui vicino a Boneggio c’era il Norman, visto che ai tempi del liceo con la mia band ci avevamo suonato. Spinto dalla curiosità di rivedere il posto andai a vedere e mi trovai davanti un locale abbandonato. Da lì l’idea di fare un documentario sul locale, con una storia incredibile dietro, e perché tra l’altro fare video e corti è il mio mestiere. Dopo poco tempo contattai il Fofo, gli parlai dell’idea e con lui, subito entusiasta, abbiamo iniziato a decidere quale artista contattare per fare le interviste: dj Ralf, Fast animals and slow kids, Riccardo dei Frost, B-blast, The Mighties, sono solo alcuni. Una cosa che mi ha colpito è stata la totale disponibilità degli artisti: ad esempio quando ho intervistato dj Ralf, lui è stato molto disponibile e gentile mi ha invitato a cena a casa sua e mi ha raccontato tantissime cose e poi inoltre ci siamo visti pure X-Factor in televisione. A completare il tutto anche il tantissimo materiale conservato da Fofo tipo foto, locandine e articoli di giornali. Poi per i video diversi artisti avevano delle vhs degli anni ‘90 e 2000 registrate dentro il Norman. Posso dire che è stata una delle esperienze più belle che ho fatto finora».

La serata In perfetto stile “c’era una volta” non poteva mancare anche la serata musicale per celebrare questi 30 anni di Norman. Durante la serata ‘20th Century boy&girl’ del Rework, il 20 aprile è in programma il party dell’anniversario. Il maestro di cerimonie Fabrizio “Fofo” Croce ha quindi messo in piedi una festa invitando tutti quelli che avranno voglia di celebrare questa storia. E, come si annunciava all’epoca: musica a 360° con i dj Fofo, Giopa & friends.

Norman e i suoi fratelli, l’incontro Trenta anni fa, quindi, il Norman. Poco dopo, i primi centri sociali come l’Ex-Cim. E ancora le fanzine, le etichette indipendenti, i festival autofinanziati. Perugia e l’Umbria hanno ospitato coraggiosi esperimenti di aggregazione, autoproduzione, cultura fatta dal basso. Com’è cambiata oggi l’esperienza della condivisione, dalla prossimità fisica all’engagement virtuale? I luoghi in cui si forma la coscienza collettiva intorno alla cultura non sono più indispensabili? Quella delle cosiddette sottoculture giovanili è stata forse l’ultima rivoluzione culturale della storia recente? Il Norman, che nacque raccogliendo l’eredità del Suburbia e di altre esperienze alternative nate a Perugia negli anni ’80, diventando presto un punto di riferimento per l’underground regionale e non solo, non poteva che essere catalizzatore anche per un incontro-dibattito. Martedì 10 aprile dalle ore 18 al PostModernissimo di Perugia con un incontro pubblico dal titolo ‘Norman e i suoi fratelli, figli unici?’, organizzato dall’Associazione culturale St.Art, si discuterà di spazi, cultura e comunità con Fabrizio “Fofo” Croce (operatore culturale e anima del Norman), Nicola Bedont (regista del documentario ‘The story of Norman’), Andrea e Ivan Frenguelli (registi di ‘Ex-Cim doc’, il documentario sulla storia del centro sociale di Perugia). Ora che di locali “underground” cominciano ad essercene parecchi, bisognerà però attendere nuovi fermenti culturali, una nuova rivoluzione musicale per riavere lo slancio che ci fu all’inizio degli anni ’80, all’inizio e poi alla fine dei ’90? Anche a questa domanda si cercherà di dare una risposta durante l’incontro.

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