martedì 16 ottobre - Aggiornato alle 01:15

Narni, per Umbria Green Festival inaugurata la mostra collettiva ‘Fatti di terra (3)’

Vernissage domenica 7 ottobre presso «Stanza – ci sono cieli dappertutto». Opere di Claudio Pieroni, Enrico Partengo e Marco G. Ferrari

Mostra a Narni per Umbria Green Festival
Una delle opere della mostra «Fatti di terra (3)»

di A.G.

È stata inaugurata domenica 7 ottobre a Narni, in occasione dell’Umbria Green Festival,  la mostra ‘Fatti di terra (3)’. Presso il luogo per le arti ‘Stanza – ci sono cieli dappertutto’ sono esposte opere di Claudio Pieroni , Enrico Partengo  e Marco G. Ferrari. Durante il vernissage si è tenuta anche una jam session di musica e letteratura con interventi del sassofonista Enrico Ghelardi e dei poeti Maria Grazia Calandrone, Claudio Damiani, Laura Pugno, Beppe Sebaste, Silvia Tripodi e dell’antropologo Matteo Meschiari.

Umbria Green Festival e l’arte La mostra ‘Fatti di terra’, giunta alla sua terza edizione, si svolge nell’ambito dell’edizione 2018 dell’Umbria Green Festival, che si è tenuto dal 4 al 7 ottobre tra Terni e Narni e che vuole essere un’esperienza collettiva di informazione e sensibilizzazione verso i temi della sostenibilità, per guardare al progresso e a un benessere ambientale, sociale ed economico nella prospettiva di lasciare alle generazioni future una qualità della vita non inferiore a quella attuale. In questa edizione di ‘Fatti di terra’ a esporre le proprie opere sono Claudio Pieroni, Enrico Partengo, e Marco G. Ferrari. La mostra vuole essere una riflessione sulla problematica della proprietà del suolo e il paesaggio terrestre. Noi non siamo proprietari della terra in cui viviamo, la nostra nazione, come luogo fisico, non ci appartiene: in quest’ottica viene affrontata la tematica della migrazione come esperienza di passaggio e attraversamento.

Claudio Pieroni esporrà la sua opera inedita ‘Non sono venuto al mondo…’ che, da una parte, affronta la tematica della migrazione verso un Occidente idealizzato, salvo poi trovarsi a vivere in una sorta di realtà parallela fatta di clandestinità e di ghetti, d’incomprensione e di feroce incomunicabilità. Dall’altra, è un dissimulato omaggio a una delle opere più segrete e intense della storia dell’arte, il dipinto ‘Pallade e il centauro’ di Sandro Botticelli. Il titolo dell’installazione richiama un verso di René Daumal e la musica è di Damiano Tata.

SPIRIT LEVEL, 2015–16’ è l’opera di Marco G. Ferrari, un video a colori girato a Jaipur, Nuova Delhi e Koliyak (India) durante l’autunno del 2015. L’artista ha documentato tre luoghi che contengono o promuovono siti sacri. I posti filmati sono interconnessi tramite la sostanza dell’acqua: quella filtrata nella piscina di un albergo di lusso a Jaipur, l’acqua accumulata del pozzo a gradini di Hazrat Nizamuddin ki Baoli a Nuova Delhi e l’acqua che si sposta nell’alta e bassa marea del golfo di Khambhat, dove il tempio di Nishkalank Mahadev è situato a un chilometro dalla riva, visitabile solo durante la bassa marea.

Enrico Partengo Nei dipinti di Enrico Partengo la materia pittorica – terre, bitumi, grafiti – ha un legame diretto con il suolo e il paesaggio. Non a caso l’artista scrive: «la geologia è stata uno strumento per investigare e leggere il mondo». Filo conduttore delle opere di Partengo è il tema della memoria, intesa metaforicamente come memo­ria geologica. La “stratificazione” dei materiali spinge il soggetto nelle profondità del quadro creando qualcosa come un fantasma di un paesaggio. La continua cancellazione e ripresentazione del segno porta ogni lavoro a un’evoluzione illimitata nel tempo.

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