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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 01:46

Fondazione Uj, dopo le dimissioni di Bruni arriva Linzi. Speranze dopo l’apertura di Franceschini

Luciano Linzi e la presidente Marini (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Dopo le dimissioni dell’ex dirigente della Regione Aldo Bruni, esperienza durata circa un anno e finita senza che l’amore con la Fondazione Umbria jazz fosse mai del tutto sbocciato, l’ente ha trovato in Luciano Linzi il nuovo responsabile amministrativo: 55 anni, veneziano, una lunga carriera nel mondo della musica (dall’organizzazione dei concerti di Keith Jarrett al lavoro con tanti artisti italiani e internazionali fino alla direzione artistica della «Casa del Jazz» di Roma), Linzi ha fatto il suo esordio pubblico mercoledì mattina a Perugia durante la presentazione dell’edizione 2014 di Umbria Jazz: «Un festival – ha detto – che frequentavo da ragazzino col sacco a pelo». «Io invece stavo all’hotel Brufani» scherza dall’altra parte del tavolo il direttore artistico Carlo Pagnotta, che invece non scherza quando parla delle parole pronunciate recentemente dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini a proposito dell’attenzione che va riservata al jazz italiano.

IL PROGRAMMA

Apertura «Ringrazio Franceschini – dice Pagnotta – ma dall’altra parte vedo che ha dato molti soldi agli enti lirici. Vedremo come finirà». Insomma, un po’ di scetticismo. «L’11 giugno – continua – ci sarà una conferenza stampa a Roma sui festival jazz italiani e vedremo cosa succederà». Il lavoro da parte della Regione e in particolare da parte dell’assessore alla Cultura Bracco va avanti, incontri nelle ultime settimane ci sono stati e si spera che le parole si trasformino in euro. L’anno scorso l’edizione estiva del festival ha potuto contare su un finanziamento ministeriale di 50 mila euro, mentre ora l’obiettivo, in attesa che la commissione ad hoc si riunisca (notizie sono attese non prima di giugno), è quello di riuscire ad incrementare quella cifra.

Speranza Dalla sua intanto palazzo Donini conferma il suo impegno: «Dopo l’edizione del quarantennale – ha detto la presidente Catiuscia Marini – vogliamo superarci. In questi anni abbiamo garantito un impegno costante, nonostante il momento difficile, e ora guardiamo con un filo di speranza all’interlocuzione aperta con il ministero dei Beni culturali». Per il futuro poi rimane sempre l’obiettivo di allargare la famiglia della Fondazione, della quale fanno parte Regione, Comune di Perugia, Provincia e Camera di commercio di Perugia: «Proveremo ad aprire le porte – ha detto la presidente – ad altri soggetti importanti».

I giorni in cui si svolgerà il festival saranno importanti anche per un altro obiettivo di Perugia, quello di diventare Capitale europea della cultura 2019: «Questi – ha detto il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali – sono mesi decisivi e non è detto che in quei giorni ci siano in città osservatori. Per quanto riguarda il festival, da parte nostra confermiamo le risorse e il lavoro di ricerca degli sponsor. Un festival che quest’anno potrà godere di un Santa Giuliana (il vecchio stadio cittadino dove da anni viene installato il palco principale, ndr) ancora più bello e ordinato». Uno stadio sopra il quale, lungo il versante di piazza Grimana, verrà installata qualche barriera in più rispetto al solito».

Twitter @DanieleBovi

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