mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 04:22

‘Montelago celtic festival’, edizione 2017 in prima linea per rilanciare i territori montani dopo il terremoto

Torna nell’altopiano di Colfiorito, nel cuore dell’Appennino umbro-marchigiano, la festa di musica e cultura celtica più grande d’Italia

Il campeggio del festival (foto di M. Zanconi)

di Dan. Nar.

Dopo che la terra ha tremato, quello del Montelago celtic festival sarà un ritorno di fuoco. il Festival di musica e cultura celtica più grande d’Italia sarà infatti in prima linea per rilanciare i territori montani dopo il terremoto. Il 3, 4 e 5 agosto a Taverne di Serravalle di Chienti (Mc), nel cuore dell’Appennino umbro-marchigiano e precisamente nell’altopiano di Colfiorito, la «Festa Fantastica della Terra di Mezzo» diventa l’epicentro che riunisce le estremità e ricongiunge lo squarcio. La XV edizione della manifestazione vuole essere, infatti, un “terremoto” culturale, un’ode a tutti quelli che, seppure colpiti duramente dal sisma, hanno deciso di resistere; un punto di riferimento per raccogliere le energie ancora pulsanti, lavorando insieme perché l’anima di quei luoghi non venga dispersa.

Montagna come rinascita Montelago quindi riparte dalla cultura appenninica di cui rappresenta, da 15 anni, la quintessenza; dal recupero dell’identità, dalla riattivazione dell’aggregazione delle comunità di una terra ferita ma che non si è piegata. E proprio Montelago, una città fatata, disegnata dal profilo delle cime circostanti, senza abitanti né forestieri, senza mura e pilastri di vero o finto cemento, ma fatta di solide radici che affondano nella condivisione e nell’armonia, e di ali leggere capaci di assecondare il potere della natura, è il posto ideale per tornare a parlare di montagna non più come pericolo e distruzione, ma come rinascita e possibilità.

Epicentro Così, tra musica, danze e rievocazione storica da sempre fiore all’occhiello del Festival, spazio anche a numerose iniziative culturali e solidali, come la raccolta fondi promossa a sostegno di Epicentro, un grande Festival contenitore di arte e cultura voluto e attivato da Montelago, a cui stanno aderendo spontaneamente i principali Festival marchigiani. Per tutta la stagione autunno-inverno 2017/2018 sarà itinerante nel cratere sismico e porterà artisti, musicisti e scrittori di fama nazionale a contatto con gli sfollati e le comunità disgregate, sopperendo alle stagioni invernali dei comuni terremotati.

Musica, danza, rievocazione È la vocazione di Montelago, focolaio di incontri e fulcro di scambi, sempre più laboratorio di respiro nazionale e internazionale, dove nascono le idee e prima ancora le produzioni musicali, come quella che, nell’edizione 2017, coinvolge i The Sidh, formazione italiana, sul palco con le ballerine irlandesi di Innova e con i piper italiani e scozzesi, o la produzione degli austriaci Celtica Pipes Rock che realizzeranno un concerto e un film insieme all’Unione Corale Senese Ettore Bastianini, o ancora i tre concerti made in Scozia – Treacherous Orchestra, Ross Ainslie and Ali Hutton, Dosca – nati dalla collaborazione con il Festival Celtic Connections di Glasgow. Senza dimenticare la band olandese degli Omnia, la cui musica, figlia di vari itinerari culturali, sgorga da terre come l’Irlanda, l’Inghilterra, la Cornovaglia, la Persia e rappresenta un approccio originalissimo all’antica religione europea e alla sua tradizione musicale, rivissute attraverso la moderna spiritualità pagana.

Organizzazione Montelago celtic festival è un evento firmato Arte Nomade e organizzato in collaborazione con Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Serravalle di Chienti (Mc), Cosmari, Protezione Civile della Regione Marche, Università di Macerata, e con il patrocino di Ambasciata d’Irlanda in Italia, Federazione Italiana Rugby e Legambiente. Per info: www.montelagocelticfestival.it.

https://vimeo.com/218659111/cfec3e3637

Il trailer È affidato ad un suggestivo trailer il lancio dell’edizione 2017 di Montelago Celtic Festival. Due guerrieri, un druido, un dignitario, un’elfa e un nano alla ricerca di un luogo magico. Il risveglio, in un bosco. E il lungo cammino, seguendo le indicazioni di una vecchia mappa. Su, fino in cima alla montagna, attraverso sentieri insidiosi, fonti seducenti, paesi ignoti. Tutto conduce alla Grotta – scommettiamo quella della Sibilla appenninica e delle sue Fate – la stessa che per anni ospitò il Guerin Meschino, come narra la leggenda. E poi l’amuleto che svela, nella luce accecante, l’incantesimo della Città fatata. Diretto da Gianluca Grandinetti, puro talento maceratese di appena 26 anni, regista, filmaker, conosciuto a livello internazionale nei settori musica e moda, fresco di nomination come miglior regista emergente al Fashion Film Festival di Berlino, il trailer, prodotto da Arte Nomade, è già diventato virale e sta facendo il giro del web con centinaia di migliaia di visualizzazioni. Scenari fantastici tratti dalla Terra di Mezzo così simile a quella cantata nel Signore degli Anelli di Tolkien, abitata da popoli, gli Umbri e i Piceni, miti come le colline che li circondano, pronti ad accogliere chi viene da lontano, i forestieri, in un clima di pace e armonia. Gli Hobbit dell’Appennino capaci di inaspettati picchi come le pareti dei Sibillini, ma lontani dai clamori della cronaca mondana, diventano custodi di un mondo dalla vocazione fantasy dove, da tempo immemore, fiabe e superstizioni seguono trame comuni all’Epos del Nord Europa, tra danze vorticose, folletti dispettosi e indomabili guerrieri, per proteggere e rilanciare i territori montani specialmente dopo il terremoto.

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