mercoledì 17 luglio - Aggiornato alle 00:56

L’Umbria e la musica che ‘spaccano’: edizione dei record per un festival in continua crescita

Tutti soddisfatti: «Gli appuntamenti sold out e la qualità degli artisti presenti consacrano l’evento, ormai di diritto tra i più interessanti e seguiti dell’estate musicale italiana»

Umbria che spacca 2019, il pubblico al Frontone per il concerto di Gazzelle

Tanta musica, originale, underground, emergente e di qualità. In tre giorni 25 concerti, circa 120 musicisti coinvolti, 3 palchi. I Giardini del Frontone e la Galleria nazionale dell’Umbria hanno fatto da scenario, dal 5 al 7 luglio scorsi, ad una settima edizione che ha consegnato di diritto il festival L’Umbria che spacca tra gli eventi musicali più interessanti e suggestivi dell’estate italiana. Un’edizione da record, «sotto ogni punto di vista» commentano soddisfatti gli organizzatori.

Da musicisti per musicisti «Musica, libertà e una tartaruga che vola» era scritto nel grande palco allestito ai Giardini del Frontone. La tartaruga è quella scelta per l’immagine ufficiale 2019 con il guscio a forma di Umbria. Una regione sempre grande protagonista perché il festival, oltre a dare spazio alle realtà più interessanti della scena musicale italiana contemporanea, ha come obiettivo quello di valorizzare le migliori band, solisti e producer umbri. «Un festival fatto da musicisti per musicisti e che si rivolge a tutti, fatto per rompere le barriere fra città, per unire e fare rete nel nome della musica. Umbria che spacca ha parlato ancora di musica, arte, condivisione, sostenibilità, bellezza, e di persone che vogliono essere felici ascoltando un concerto accanto ai propri amici» afferma a bilancio il presidente dell’Associazione culturale Roghers Staff Aimone Romizi, che ricorda pure come l’evento non sarebbe possibile senza i circa 50 giovani volontari coinvolti a sostegno del festival. ‘L’Umbria che spacca’ è quindi un festival in continua evoluzione che sente forte l’esigenza di rappresentare i giovani e il loro universo. Per questo l’obiettivo di questa ultima edizione è stato quello di offrire agli utenti un programma sempre più variegato e di qualità. L’evento è stato organizzato dall’associazione culturale Roghers Staff e realizzato grazie al patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Perugia, dell’Adisu e alla collaborazione con la Galleria Nazionale dell’Umbria, la Cooperativa A Piccoli Passi e gli sponsor: Coop Centro Italia (main sponsor), Liomatic e Wild Turkey Bourbon (Gruppo Campari Italia).

Concerti sold out Ai Giardini del Frontone le due serate iniziali del venerdì e del sabato ad ingresso gratuito, che avevano come ospiti principali i Tre Allegri Ragazzi Morti e Motta, hanno raggiunto ben presto la capienza massima, con gli accessi limitati dal conta persone, mentre la serata conclusiva di domenica con Gazzelle (unico concerto a pagamento) ha raggiunto già in prevendita il sold out. L’Umbria che spacca è stata anche l’edizione della conferma e consacrazione de ‘La Galleria che spacca’: Willie Peyote, Giorgio Canali e Umberto Maria Giardini in Galleria nazionale dell’Umbria hanno tenuto i loro concerti acustici in una sala Podiani gremita e abbinati alle visite guidate al museo cittadino, per un mix suggestivo di arte e note. Gli organizzatori, alla luce del successo, danno subito appuntamento al 2020, annunciando già l’edizione numero VIII de L’Umbria che spacca.

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