sabato 16 novembre - Aggiornato alle 00:56

L’Umbria che spacca: concerti ma non solo. A Perugia anche solidarietà, food locale e arte

Settima edizione ai Giardini del Frontone: Motta, Gazzelle e Tre Allegri Ragazzi Morti gli headliner. Confermati i live acustici alla Galleria nazionale. Coop Centro Italia main sponsor

L'Umbria che spacca 2019: la conferenza stampa

di A.G.

Concerti, cibo 100% made in Umbria e solidarietà, mail-art da tutto il mondo, cultura giovanile e attività sociale: torna a Perugia ‘L’Umbria che spacca’, festival in programma dal 5 al 7 luglio ai Giardini del Frontone. Tra gli artisti di punta, Motta, Gazzelle, Tre Allegri Ragazzi Morti e I Hate My Village. Dopo il successo dello scorso anno, confermati anche i concerti acustici alla Galleria nazionale dell’Umbria, con visite guidate al museo cittadino per la seconda edizione consecutiva de la ‘Galleria che spacca’, dove sono attesi Willie Peyote, Giorgio Canali e Umberto Maria Giardini. L’Umbria che spacca continua a essere soprattutto vetrina per alcune tra le migliori band della regione, selezionate grazie al ‘Coopntest’.

Gli headliner Oltre 30 band e artisti umbri, per un totale di circa 120 musicisti coinvolti, ma anche la migliore musica in circolazione a livello nazionale e non solo per L’Umbria che spacca, manifestazione arrivata ormai alla settima edizione. Attesi come headliner Motta (6 luglio) e Gazzelle (7 luglio, unico appuntamento a pagamento), due dei nomi di punta dell’attuale panorama musicale italiano contemporaneo, e anche due formazioni simbolo della scena indipendente nazionale in programma per l’apertura del 5 luglio: una storica come i Tre Allegri Ragazzi Morti e una di recente formazione come gli I Hate My Village (in cui gravitano membri di Verdena, Bud Spencer Blues Explosion e Afterhours). Senza dimenticare il collettivo artistico romano denominato Sxrrxwland in apertura a Gazzelle con il loro “avant-pop” di frontiera. «L’Umbria che spacca ha il merito di riempire un grande vuoto – ha dichiarato l’assessore comunale al Marketing territoriale, Michele Fioroni, durante la conferenza stampa del 12 giugno –: dal punto di vista dell’offerta culturale la nostra terra non è sempre stata in grado di valorizzare la contemporaneità e la rappresentatività di genere, dando adeguato spazio alle band giovani e indipendenti. Oggi grazie a L’Umbria che Spacca questo gap è stato recuperato attraverso un percorso virtuoso: partito come voce fuori dal coro, il festival è diventato negli anni un patrimonio da tutelare».

La Galleria che spacca L’Umbria che spacca si trasformerà anche quest’anno in ‘Galleria che spacca’, mostrando al pubblico del festival il suo lato più intimo, con un palco allestito all’interno della sala Podiani della Galleria nazionale dell’Umbria. Si ripete la formula già testata nell’edizione precedente: visita guidata alla collezione della Galleria, concerto acustico e a seguire aperitivo di chiusura. Si inizia il 5 luglio con Willie Peyote, per poi proseguire il 6 luglio con Giorgio Canali e chiudere il 7 luglio con Umberto Maria Giardini. Durante la visita guidata, gli artisti commenteranno le opere in mostra, dopo la critica più “tradizionale” che sarà a cura del direttore della Galleria Marco Pierini. L’ingresso sarà gratuito ma riservato solo a 100 persone: tutti i dettagli per le prenotazioni sul sito www.umbriachespacca.it.

L’Umbria che mangia Per questa settima edizione, attenzione anche al cibo e alle degustazioni made in Umbria, attraverso la collaborazione con L’Antica focacceria umbra, eccellenza locale ideata da Maurizio Biondini: norcino per asse familiare, cuoco di strada per scelta, Biondini ha inventato la Focacceria Umbra per far conoscere la focaccia umbra, senza sale, ma sfondo ideale per salumi affettati al momento. I “Salumi antichi” sono il frutto di un’iniziativa dello stesso Maurizio per ottenere i gusti di una volta con lavorazioni moderne e sicure, progetto che ha coinvolto allevamenti, produttori di foraggi, laboratori alimentari e aziende umbre del settore. Qualità ma anche solidarietà: nel menù proposto durante i tre giorni del festival saranno presenti anche due primi piatti come la Norcina e l’Amatriciana. Parte del ricavato della vendita andrà devoluto alle associazioni I Love Norcia e Disabili di Amatrice, in prima linea per sostenere i rispettivi territori colpiti dal sisma.

Band umbre Non poteva mancare anche quest’anno il contest riservato a band, solisti e producer umbri o con sede artistica nella regione, che offre per l’edizione 2019 una doppia possibilità: salire sui palchi per una delle tre date del festival, aprendo agli headliner, ed essere selezionati per incidere un singolo nel nuovo studio di registrazione inaugurato presso L’Urban club di Sant’Andrea delle Fratte. Coop Centro Italia, come main sponsor del festival per il terzo anno di fila, anche nel 2019 è partner dell’associazione culturale Roghers staff nello sviluppo e nella promozione del contest, denominato a questo proposito “Co(op)ntest”. Il “Co(op)ntest” è un concorso musicale a partecipazione gratuita tramite il quale band provenienti dal territorio umbro vengono selezionate da una giuria tecnica composta da addetti ai lavori del mondo della musica live italiana. Prossimamente l’annuncio dei vincitori, tra le oltre 100 band iscritte al contest. Inoltre, per garantire anche altre modalità di partecipazione al festival alle band umbre, per il sesto anno consecutivo L’Umbria che spacca, in collaborazione con ADiSU, ospiterà la finale di Unimusic, il concorso per band e producer iscritti all’università.

Mail-art che spacca Ultima novità dell’edizione 2019 del festival è la Mail-art. Questa arte postale ha il suo maggiore sviluppo verso la fine degli anni ’80. Il tema è la condivisione tramite il mezzo postale di opere personali senza scopo di lucro, liberamente contaminate, ri-usate e stravolte da soggetto a soggetto, nell’ambito del network internazionale che si autoalimenta e si espande per i continenti. L’Umbria Che Spacca sarà inondata da 500 di queste piccole opere d’arte, formato cartolina, provenienti da tutto il mondo. Uno slancio internazionale reso possibile dall’impegno di Giovanni Romizi, già fondatore della rivista di racconti e mail art (mail – by soft – art)Adenoidi’, pubblicata prima su carta e poi su floppy disk dal 1989 al 1991, che porta L’Umbria Che Spacca nei posti più impensabili di tutti i continenti. Tutti i continenti avranno il loro spazio all’interno dei Giardini del Frontone, grazie all’esposizione di queste vere e proprie opere d’arte.

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