giovedì 5 dicembre - Aggiornato alle 19:31

Lucio Leoni, il brillante e provocatorio ‘Premio Freak’ in concerto al Tabard Inn di Narni

Il vincitore della prima edizione del concorso dedicato alla figura di Freak Antoni fa tappa in Umbria con il tour di ‘Il lupo cattivo’, il suo nuovo disco di inediti

Lucio Leoni

di Dan. Nar.

Brillante e provocatorio, Lucio Leoni usa l’espediente del ‘Lupo Cattivo’ per parlare di emozioni universali e concetti senza tempo, per costruire una sorta di «saggio sull’esistenza» che non porti con sé una data di scadenza. Significati e i significanti si mescolano in costruzioni logiche o illogiche, per farsi dialogo interiore o racconto. Continua il tour di Lucio Leoni, che il 6 aprile fa tappa anche al Tabard Inn di Narni, per la presentazione del suo nuovo disco di inediti pubblicato da Lapidarie Incisioni/iCompany, distribuzione Sony. Un lavoro che gli ha permesso di vincere a dicembre la prima edizione del Premio Freak, il premio dedicato alla figura di Freak Antoni lanciato dal MEI, COOP Alleanza 3.0 e dall’ Associazione We Love Freak, con il sostegno della Regione Emilia Romagna.

Lupo cattivo ‘Il lupo cattivo’ è il terzo album per uno degli artisti, in Italia, capaci portare in canzone i monologhi viscerali tipici del teatro interiore, strutture rap e impeti punk, pur mantenendo un forte legame con la tradizione cantautorale italiana. Dieci brani originali e un’inedita rielaborazione di una canzone di Luigi Tenco, ‘Io sono uno’: Lucio le ha dato nuova veste, arricchendola con le parole, sempre di Tenco, estratte da un Intervento al ‘beat 72’ su ‘La canzone di Protesta’ (Roma, novembre 1966). Tra gli ascolti che hanno portato la nascita del disco, lo spoken word inglese degli ultimi anni (Tricky, Riz Mc, The Streets, Ghostpoet), il teatro e la narrazione fiabesca, dove voce e strumenti si fondono (La Gatta Cenerentola di De Simone e il prewar Folk americano), ma anche il post rock con le chitarre sporche ed oblique (Slint, Karate, Tortoise) ed esteti della parola prestati alla musica, come Stromae e James Blake.

Senso, suono, significato «Queste le linee guida – spiego il musicista – che mi hanno indirizzato dentro e fuori dagli ascolti, con un orecchio sempre aperto ed incuriosito alle realtà italiane più stimolanti (Bachi da Pietra, Uoki Toki, Giovanni Truppi) con il cuore legato ai grandi sommersi che trascinano instancabilmente la lunga tradizione dei cantori della parola (Cesare Basile, Alessandro Fiori, Paolo Zanardi, Filippo Gatti)». Il Lupo cattivo per Leoni «è reale». «Lo incontriamo tutti i giorni. A volte fatichiamo a riconoscerlo. I due anni che mi hanno portato alla scrittura di questo disco sono stati anni complessi, anni di lupi cattivi, anni che mi hanno insegnato a riconoscerne tanti, molti di più di quanti pensavo ne esistessero effettivamente. Elaborare ed affrontare un lupo cattivo non è scontato, ne semplice, ma necessario al percorso che porta dalla casa della mamma alla casa della nonna, con il cestino del pane intatto. Si impara che uccidere un lupo cattivo non è una soluzione plausibile. Si impara che il lupo cattivo è anche parte di noi e si impara a rispettare il lupo cattivo, che è bestia si ma anche noi lo siamo. Ogni brano è un lupo cattivo diverso, ogni brano è un incontro con un aspetto diverso di una qualche paura, sconfitta, sfida, pericolo e a modo mio ho provato a raccontarli per tornare a casa, perchè le favole non si mischiano mai ma avevo bisogno di trovare un sentiero di sassi che mi indicasse la via».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.