sabato 17 febbraio - Aggiornato alle 23:31

L’odissea delle migrazioni in scena con Lella Costa e Marco Baliani a Bevagna

Al teatro Torti ‘Human’, lo spettacolo scritto e interpretato da Costa e Baliani. Dall’Eneide al nuovo millennio

RAVENNA FESTIVAL 2016. HUMAN Marco Baliani, Lella CostaFoto Fabrizio Zani / Daniele Casadio

di A.G.

Partirà giovedì 15 febbraio dal teatro Torti di Bevagna, dopo alcuni giorni di prove nella cittadina umbra, la tournée di ‘Human’, spettacolo scritto e interpretato da Marco Baliani e Lella Costa. Prendendo avvio dal tema delle migrazioni e dalla volontà di raccontarne l’odissea “ribaltata”, ‘Human’ trova poi il suo fulcro nello spaesamento comune a tutti gli esseri umani.

Il mito e la contemporaneità Poema che celebra la nascita di Roma da un popolo di profughi, l’ ‘Eneide’ di Virgilio è stata la prima ispirazione per lo spettacolo: in una lectio magistralis tenuta nell’aula magna dell’Università di Bologna, Marco Baliani è partito dal mito per interrogarsi e interrogarci sul senso profondo del migrare. Poi l’incontro con Lella Costa e la reminiscenza di un altro mito, ancora più folgorante nella sua valenza simbolica e profetica: Ero e Leandro, i due amanti che vivevano sulle rive opposte dell’Ellesponto. «La storia del nostro Novecento e ancora le vicende di questo primo millennio – raccontano Lella Costa e Marco Baliani – ci dicono che le intolleranze e le persecuzioni nei confronti degli inermi e degli innocenti continuano a perpetrarsi senza sosta, individuali o di massa. Con la nostra ricerca teatrale vorremmo insinuarci in quella soglia in cui l’essere umano perde la sua connotazione universale, utilizzare le forme teatrali per indagare quanto sta accadendo in questi ultimi anni, sotto i nostri occhi, nella nostra Europa, intesa non solo come entità geografica, ma come sistema “occidentale” di valori e di idee: i muri che si alzano, i fondamentalismi che avanzano, gli attentati che sconvolgono le città, i profughi che cercano rifugio».

Non solo teatro civile Costa e Baliani non vogliono però fermarsi al cosiddetto “teatro civile”: «Non vogliamo che lo spettatore se ne vada solo più consapevole e virtuosamente indignato o commosso. Vogliamo spiazzarlo, inquietarlo, turbarlo, assediarlo di domande. E insieme incantarlo e divertirlo, ché è il nostro mestiere». Per riuscirci, ‘Human’ esplora la linea che separa l’umano dal disumano, svelando contraddizioni, luoghi comuni, conflitti, ipocrisie e paure. «Vorremmo costruire un teatro spietatamente capace di andare a mettere il dito nella piaga, dove non si dovrebbe, dove sarebbe meglio lasciar correre. E andare a toccare i nervi scoperti della nostra cultura riguardo alla dicotomia umano/disumano. Senza rinunciare all’ironia, e perfino all’umorismo: perché forse solo il teatro sa toccare nodi conflittuali terribili con la leggerezza del sorriso, la visionarietà delle immagini, la forza della poesia».

Info e prenotazioni È possibile prenotare telefonicamente (botteghino telefonico regionale, 075/57542222, tutti i giorni feriali dalle 16.00 alle 20.00) oppure acquistare i biglietti on-line sul sito del Teatro stabile dell’Umbria.

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