venerdì 22 febbraio - Aggiornato alle 14:21

Jimi Tenor: l’artista di culto atteso in concerto a Perugia con il suo nuovo disco

Sarà il Rework club a ospitare una data del tour di ‘Order of nothingness’. Sul palco anche il percussionista e produttore Max Weissenfeldt

Jimi Tenor in concerto a Perugia
Jimi Tenor

Artista di culto prolifico e polistrumentista istrionico, Jimi Tenor arriva a Perugia per presentare il suo ultimo disco ‘Order of Nothingness’. Venerdì 8 febbraio (inizio concerto ore 23.30, ingresso in cassa 15 euro, biglietto in prevendita 13 euro) sarà ospite del club perugino il sassofonista, compositore e polistrumentista finlandese Jimi Tenor, per una delle tre date italiane del tour di presentazione del suo ultimo disco ‘Order of Nothingness’. In consolle prima e dopo il concerto, Chiskee, Lorenzo Lavoratori, Stefano Tucci.

Musica da viaggio per la mente In oltre vent’anni di carriera, Jimi Tenor ha spaziato tra i generi, pur mantenendo sempre una personale visione di ricerca e sperimentazione. Dagli esordi techno-future ‘Jazz-Xperimental’ (Sähkömies, 1994) all’elettronica dalle sfumature pop di ‘Intervision’ (1997) e ‘Organism’ (1999), dall’ossessione per il soul (‘Out of nowhere’, 2000) a quella per il jazz di Sun Ra (‘Heliopause’, 2000), fino all’esplorazione di un più futuristico jazz-funk combinato all’afrobeat in compagnia di Tony Allen (‘Inspiration Information Vol. 4’, 2009) o dei Kabu Kabu (‘Joystone’, 2007, ‘4th dimension’, 2009,  ‘The Mystery Of Aether’,  2012). Anche se può passare intere giornate camminando nelle foreste o rintanarsi in studio nel momento creativo, il risultato della musica di Jimi Tenor è quanto di più lontano ci possa essere dai suoni della solitudine e ‘Order of Nothingness’ ne è una prova: un’esplosione di energia e vitalità che parte da Eden Ahbez fino ad arrivare a Yusef Lateef e tocchi di Highlife. «Non avevo nessun tema in mente», racconta, «volevo solo fare un album con alcuni beat groovy». Negli studi della Philophon Records a Berlino, questi beat sono arrivati lavorando insieme a due geni del ritmo come Ekow Alabi Savage (Ziggy Marley, Manu Dibango, Fela Kuti, Thirld World, Eek a Mouse, Vitamin X, Ebo Taylor) e Max Weissenfeldt (The Poets Of Rhythm, Whitefield Brothers, Dr. John, Lana Del Rey, Bombino, DJ Shadow, The Heliocentrics), sommersi da una moltitudine di strumenti esotici, con Tenor a creare ritmi e groove fluidi alternandosi tra strumenti a fiato e tastiere. Esplorazioni musicali che lui stesso descrive come «musica da viaggio per la mente». Max Weissenfeldt, nel suo ruolo di produttore dell’album, ha avuto il merito di tirare fuori il meglio dal lavoro. «Penso che mi abbia fatto provare più duramente di quanto faccio di solito e ha scelto anche canzoni che forse non avrei mai osato registrare. Forse è proprio per questo motivo che penso che questo lavoro abbia un suono unico». Un album in cui recupera alcune delle migliori intuizioni della sua carriera ultra ventennale, un’esplosione di energia e vitalità: Tenor non lascia spazio al superfluo e raccoglie il succo di un percorso artistico eclettico, visionario e sempre avanti sui tempi.

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