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Jazz club Perugia, riparte la stagione dopo un anno di sospensione. Pagnotta: «Con quattro spiccioli concerti di spessore»

Nono cartellone con nove concerti e nuova location all’Hotel Brufani. Ad aprire sarà Eric Reed Quartet con Piero Odorici

Jazz Club Perugia, i concerti
Jazz Club Perugia, i concerti

di Danilo Nardoni

Nove appuntamenti. Nona stagione concertistica dopo la “rifondazione”. Il Jazz club Perugia è tornato e a quanto sembra è pure in buona salute. Dopo un anno di sospensione ricomincia infatti a sfornare concerti e tutti in una nuova location, la sala Raffaello dell’Hotel Brufani in pieno centro storico a Perugia. Nel solco dell’ormai lunga tradizione jazzistica perugina, ereditata dall’Hot Club Perugia che mosse i primi passi nel 1946, ancora una volta il Jazz club Perugia ha la possibilità di offrire ai propri soci ed in generale al pubblico, orfano nella stagione fredda dei concerti di Umbria Jazz, una interessante programmazione concertistica a partire da questo mese di ottobre e fino alla primavera 2018.

«Contributo meritato» Giovedì 5 ottobre si è tenuto l’incontro con la stampa per l’annuncio dei nomi in cartellone con il presidente del Jcp Nicola Miriano, il direttore Carlo Pagnotta naturalmente alla regia organizzativa ed artistica, Marcello Migliosi, vicepresidente Jcp, e Mauro Pianesi, dirigente della Regione Umbria per le risorse culturali. Assente, ma giustificata, Maria Teresa Severini, assessore alla cultura del Comune di Perugia. Sono infatti state tutte messe a tacere le polemiche che erano sorte lo scorso anno sui fondi destinati dal Comune alla stagione e che hanno portato anche alla sospensione. Sono stati annunciati quindi i 20 mila euro messi a disposizione dall’Amministrazione comunale: «Sono in sostanza i 40 milioni di lire che l’assessore Coli ci dava alla metà degli anni ‘70» sottolinea Pagnotta, e stavolta a quanto pare senza polemiche, che poi aggiunge: «Questa attività culturale, prima con l’Hot club e poi oggi con il Jazz club, va avanti dagli anni Quaranta e crediamo che questo seppur piccolo contribuito ce lo siamo meritato». «Siamo quindi felici – ha aggiunto – ri ricominciare una tradizione iniziata tanto tempo fa». In totale il costo complessivo della stagione è di 50 mila euro comprensivo anche dei 7 mila euro della Regione Umbria, degli 8 mila della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e dei 15 mila circa derivanti dagli incassi. Insomma, «una stagione di primo piano davvero realizzata con poco» secondo Miriano e per Pagnotta «con quattro spiccioli riusciamo a fare concerti di un certo spessore».

Programma Per quanto riguarda i concerti, il programma 2017-2018 presenta cose davvero interessanti. Si inizia con Eric Reed Quartet feat. Piero Odorici (mercoledì 18 ottobre) e poi a seguire: Matthew Whitaker Trio (venerdì 10 novembre), Melissa Aldana Quartet (mercoledì 22 novembre), Cyrille Aimée Quintet (sabato 25 novembre), Fabrizio Bosso Quartet “State of the Art” (venerdì 1 dicembre), Karima Quartet “A Christmas Tale” (venerdì 15 dicembre), Trio di Roma con Danilo Rea-Enzo Pietropaoli – Roberto Gatto (sabato 27 gennaio 2018), Antonio Farao’ Special Edition Trio + Guest Charles Tolliver (venerdì 16 febbraio 2018), Linda Oh Quartet (venerdì 23 marzo 2018). «Nei concerti programmati – ha messo in evidenza Miriano come prima caratteristica della stagione – c’è più jazz di quanto ce ne è stato in alcuni degli anni scorsi nei quali, per graduare la comprensione e la godibilità di tale genere musicale da parte del maggior numero di persone, si è tenuto qualche concerto in cui il jazz ortodosso è stato in parte “contaminato” con musica che jazz non era. In altre parole, un atto di fede nei confronti dello sperato e perseguito aumento della sensibilità estetica verso il jazz da parte di un’accresciuta platea ed un sistema per “contare” gli autentici appassionati di Jazz, come testimoniano i complessi artistici invitati». I concerti saranno preceduti dal consueto appuntamento enogastonomico preparato da Gaggi & Gaggi in cui sarà possibile degustare ogni sera i vini delle cantine del territorio. Il costo del biglietto è fissato su 20 euro a concerto. L’abbonamento, per il socio ordinario è di 120 euro, 50 per i minori di 20 anni. Non è prevista prevendita e i biglietti saranno in vendita direttamente all’Hotel Brufani, la sera stessa del concerto, a partire dalle 19.30. Tutti i concerti sono a posto unico non numerato. Gli abbonati hanno diritto al posto riservato nelle prime file.

Location Altra caratteristiche della stagione da evidenziare, per Miriano, «è che il JCP torna nel Brufani, storico hotel di Perugia. Non un casuale e poco significativo mutamento di luogo rispetto ad alcune pregresse stagioni del Club, ma un forte segnale relativo all’elevato e da non molti riconosciuto spessore artistico e culturale della musica jazz che a buon diritto viene fatta tornare nel centro della città, da tanti anni una, se non la principale, sede italiana della musica Jazz». «Ancora, ma ormai non credo che ve ne sia bisogno – ha proseguito – un segnale confortante di crescita intellettuale e di civiltà, di caduta di insensati pregiudizi e veti rispetto non solo, almeno per quanto riguarda l’Italia, agli anni ’30 quando, ad andar bene, il jazz era poco più di un esotico monosillabo e, ad andar male, musica bandita dal regime di turno in quanto espressione di sensibilità e cultura non “nazionali”, forse anche perché proveniente da una pleiade di artisti espressa da strati di popolazione socialmente e razzialmente subalterna, ma anche ad anni relativamente più recenti, come il 1955, quando il concerto di Louis Armstrong tenuto a Perugia venne negativamente commentato nel corsivo di un quotidiano locale dal titolo “Musica e forsennati” o quando, in tempi ancor più vicini, per molti il nome “jazz” ha rischiato di essere individuato come sinonimo di “rock”». Ma la location del Brufani non può certo nascondere l’ormai stancante problema degli spazi per la musica a Perugia. Pagnotta su questo punto non si tira mai indietro: «Sarebbe perfetto per i concerti del jazz club anche San Francesco al Prato ma a quanto pare ci hanno messo meno tempo gli egiziani a fare le piramidi».

Eric Scott Reed Primo, dei nove appuntamenti, sarà quello del pianista, Eric Scott Reed. Il grande musicista di Philadelphia salirà sul palco del Brufani alle 21.30 di mercoledì 18 ottobre. Sarà quindi l’Eric Reed Quartet a sancire la ripartenza della nuova stagione del Jazz Club Perugia con il “Tribute to Coleman Hawkins”. Con il pianista della Pennsylvania suoneranno: Dezron Douglas al contrabbasso e Willie Jones III alla batteria. Ospite del trio statunitense, il sax di Piero Odorici che sarà, appunto, il protagonista in questo importante esperimento dove si riporteranno in vita le melodie e lo stile del grande Coleman Hawkins “padre del sassofono jazz” . Un tributo ad “Hawk”, dunque, per un incontro tra culture musicali da non perdere. Eric Reed ha swing, espressività e capacità per coinvolgere emotivamente chi ascolta. Nel progetto lo vediamo impegnato in un raffinato ed elegante tributo grazie anche alla solida presenza, nella line up, di Odorici, la cui “pasta sonora” è la marca semantica perfetta per riportare in vita la musica e lo stile del grande Hawkins. Wynton Marsalis di Eric Reed, che ha lanciato giovanissimo sulla scena jazz internazionale, dice: «Ho conosciuto solo quattro o cinque musicisti con le sue capacità. È intelligente e curioso, non devi spendere molto tempo per spiegargli qualcosa, capisce tutto al volo». Sarà, dunque, molto interessante ascoltare quello che viene considerato dalla critica il pianista più “advanced” tra i musicisti della sua generazione e chi, come Odorici, dice di adorare i Jazz Club «perché c’è un contatto diretto con il pubblico». La sala Raffaello dell’Hotel Brufani, secondo gli organizzatori, si presta quindi ad ospitare combo per formule jazzistiche di ricerca di questo tipo.

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