domenica 21 luglio - Aggiornato alle 23:56

Da Iverson al gospel fino ai più importanti trombettisti italiani: a Orvieto è tempo di UJ Winter

Venerdì al via l’edizione numero 26 del festival tra conferme e novità: il programma

Iverson sarà uno dei protagonisti del festival

Dai quattro più noti trombettisti italiani, cioè Enrico Rava, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso e Flavio Boltro, a grandi nomi del jazz a stelle strisce come Barry Harris a Ethan Iverson, reduce dallo splendido «Temporary Kings» suonato insieme a Mark Turner. Partirà venerdì a Orvieto l’edizione numero 26 di Umbria Jazz Winter, che arriva dopo i concerti di Natale del New Direction Tennessee State Gospel Choir del 23 e 24 dicembre, tenuti al carcere di Capanne e alla basilica di San Pietro. «Molti artisti presenti quest’anno a Orvieto – spiega il festival – hanno voluto approfondire aspetti particolari di quell’universo variegato che oggi è il jazz oppure della sua storia, dalle musiche del cinema italiano all’arte di Bud Powell e al bebop, dall’omaggio alla leggenda di New Orleans, la città culla del jazz, al ricordo di Fabrizio De André a vent’anni dalla morte con uno spettacolo tra jazz e canzone, ma anche letture e documenti originali. Quasi tutti gli artisti sono residenti e si potranno ascoltare quindi più volte durante i cinque giorni di festival, ed alcuni sono proposti in formazioni e progetti diversi».

TUTTO IL PROGRAMMA

I concerti I luoghi della musica saranno come di consueto il teatro Mancinelli, il museo Emilio Greco, le sale del Palazzo del Capitano del Popolo, tutti nel cuore dell’acropoli orvietana, e come sempre ci saranno i Funk Off a sfilare per le vie del centro. Musica non stop al Palazzo dei Sette e Jazz lunch e Jazz dinner al “Malandrino” e al “San Francesco”. Per chi vuole tirare fino a tardi in programma le jam session a partire dalla mezzanotte con la resident band formata da Piero Odorici e Daniele Scannapieco ai sax, Andrea Pozza al piano, Aldo Zunino al contrabbasso e Antony Pinciotti alla batteria); «una band di musicisti esperti – spiega UJ – che dal vivo sanno come restituire in modo perfetto il clima infuocato delle jam». Nel programma anche il concerto gospel che segue la Messa di Capodanno nel Duomo: i canti religiosi della tradizione afroamericana (quest’anno il New Direction Gospel Choir del Tennessee) sono una presenza fissa dei programmi del festival. Qualche ora prima tre veglioni in altrettanti locali con concerti prima e dopo la mezzanotte.

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