venerdì 22 febbraio - Aggiornato alle 13:22

‘Idee musicali’, seconda edizione della rassegna: «Incontri» tra musica, arte e teatro

A Castiglione del Lago svelato il programma 2019 della giovane iniziativa che punta a proporre sul territorio un progetto musicale e culturale innovativo

Insensati Idee Musicali
I tre "insensati" ideatori della rassegna

di D.N.

Incontri: tra musica, arte e teatro. Ma anche tra musicisti, attori, studenti e pubblico. Incontri è il titolo e il filo rosso che confeziona la seconda edizione di ‘Idee Musicali’, il giovane Festival che lo scorso anno ha debuttato con successo a Castiglione del Lago, per iniziativa di tre giovani musicisti umbri, che hanno dato vita all’Associazione ‘Gli Insensati’ e che vogliono proporre sul territorio un progetto musicale fortemente innovativo. Gli ideatori del progetto, Margherita Sanchini, Catherine Bruni e Damiano Babbini, hanno presentato con una conferenza stampa il 31 gennaio scorso nella Sala della Musica F. Marchesini a Castiglione del Lago la nuova stagione 2019 di ‘Idee Musicali’: una piccola rassegna di concerti che inizierà domenica 10 febbraio.

Insensatezza Gli Insensati è un’associazione di promozione sociale che nasce con l’intento di creare eventi musicali nel territorio di Castiglione del Lago. Il nome richiama quello dell’Accademia degli Insensati, attiva a Perugia nel XVI secolo. Per gli intellettuali che componevano questa Accademia l’ “insensatezza” andava interpretata non tanto come irragionevolezza o mancanza di criterio (ironicamente, si intende), quanto come volontà di allontanamento dai “sensi”, dalla bassezza e dall’ignoranza, per mirare alle altezze dell’intelletto. Gli Insensati si rifanno dunque a questo significato più profondo, che richiama la fiducia nel valore dell’Arte in tutte le sue manifestazioni.
«Siamo tre musicisti – spiegano – cresciuti in questa Scuola che oggi ospita i nostri eventi e in questi luoghi, sui quali oggi vogliamo investire energie in prima persona, anche come forma di restituzione a un territorio che ci ha dato tanto. Ognuno di noi ha ad oggi la sua carriera da musicista e da docente, ma crediamo fortemente che questo luogo, e in special modo questa Sala della Musica, possano e debbano diventare un polo culturale d’eccellenza del comprensorio del Trasimeno e dell’Umbria in generale».

Idee musicali Da qui nascono le ‘Idee Musicali’ che quest’anno prendono il titolo di ‘Incontri’. La rassegna inizierà con L’Umbriae sonorae ensemble: in un concerto (10 febbraio) si incontreranno le diverse forme musicali attraversando epoche diverse. L’incontro è anche tra persone le cui vicende personali si intersecano e danno luogo a interessanti connubi artistici come quelli tra Bucchi e il grande artista Burri, tra trio, immagini e poesie (17 febbraio). Le parole saranno quelle di Anita Bucchi, la celebre coreografa, figlia del compositore musicista, le cui poesie verranno declamate dagli attori Nicola Cesarotti e David Berliocchi dell’Associazione “Accademia Visionaria”. A seguire il grande clarinettista Gabriele Mirabassi con l’ensemble Next, un incontro inaspettato ed emozionante tra vari generi musicali e tra grandi artisti (3 marzo). Ci saranno attori e musicisti che si incontreranno nella data dedicata a Stravinsky, al suo incontro con Picasso e alla splendida pagina della storia della musica che è l’Histoire du soldat (10 marzo).

Altre proposte Un cartellone ricco di nomi importanti dunque: «Musicisti e artisti – spiegano ancora gli organizzatori – che hanno creduto nelle nostre idee e nel nostro festival, facendoci omaggio della loro presenza. Accanto a questi nomi ci saranno a conclusione del festival, il 31 marzo, giovani musicisti della Scuola di Musica del Trasimeno, giovani che si avviano adesso alla professione e che speriamo possano in futuro calcare questo palcoscenico da professionisti, da qui “Terre future”». Il cartellone è quindi vario e diversificato, proprio perché sotteso a tutto questo c’è si l’incontro fondamentale tra musica, teatro e arte, musicisti, attori e artisti in senso lato, ma soprattutto quello tra artisti e pubblico, «perché questo sia solo l’inizio di un lungo percorso che veda la partecipazione attiva della collettività tutta, l’inizio di un processo che porti a una sempre maggiore vitalità culturale e artistica del territorio».

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