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lunedì 8 agosto - Aggiornato alle 22:39

Holydays Festival, Scopoli è ancora il centro della musica: trenta artisti in tre giorni

Torna la rassegna nella piccola località con protagonista il meglio della scena indipendente nazionale e internazionale. In arrivo anche Mdou Moctar e Rahbdomantic Orchestra

Rhabdomantic orchestra

di Danilo Nardoni

Ormai uno degli appuntamenti più interessanti che si svolgono nell’estate musicale umbra, tra sperimentazione e sostenibilità ambientale. Holydays Festival nasce nel 2015 come rassegna itinerante: dalle montagne agli skate park abbandonati, dai vecchi borghi alle piscine comunali, un gruppo di ragazze e ragazzi organizza concerti e allestisce location temporanee, cercando di cogliere le specificità di ogni luogo e rispondere alle esigenze che ne scaturiscono. Holydays Festival si terrà anche quest’anno il 29-30-31 luglio nel fantastico mondo di Scopoli, con tre giorni di concerti ad ingresso gratuito con offerta libera che vedranno la partecipazione di più di trenta artisti. Oltre alla musica si potrà partecipare a un trekking naturalistico-sonoro guidato, presentazioni di libri e discipline morbide. Nell’area del festival è disponibile un’area ristoro sempre aperta, poi bar, market e un’area campeggio attrezzata.

Protagonisti Tra i tanti nomi in line up segnaliamo naturalmente il concerto evento di MDOU MOCTAR in Italia per due soli concerti nell’ambito del tour mondiale che tocca, fra gli altri, Stati Uniti, Spagna, Francia, Regno Unito e Portogallo; suonerà domenica 31 luglio ad Holydays Festival 2022 per l’unica data del centro-sud. Il suo disco “Afrique Victime”, uscito per la “Matador Records” oltre ad essere un progetto concettualmente e politicamente forte, è anche un vivido diario di un umanità che ancora brama amore, pace e libertà. Sabato sera sarà la volta del collettivo RHABDOMANTIC ORCHESTRA di Manuel Volpe che presenterà “Almagre”, il nuovo album del gruppo, che vede la partecipazione della musicista e cantante colombiana Maria Mallol Moya. Afrobeat, spiritual jazz, salsa, melodie del mediterraneo, derive kraut rock, library music sono solo alcuni degli ingredienti utilizzati, condensati e rimescolati con lo scopo di restituire una visione fluida di ciò che comunemente chiamiamo world music. Il concerto è realizzato in collaborazione con Zut e UFO (Umbria Factory Off). Ci si avvicinerà al live di Rhabdomantic Orchestra passando, tra gli altri, dalla cumbia eccentrica e stralunata del colombiano JULIAN MAYORGA e i beat hip hop con derive post punk dei bolognesi SO BEAST. Venerdì si passerà dalla musica eterea degli olandesi THE ZENMENN, al garage rock degli svizzeri LEOPARDO, fino al jazz contaminato dei GHOST HORSE. I DJ resident del festival saranno PSYCHOPHONO, duo di diggers milanesi specializzati in perle world music, che si occuperanno – oltre che di infiammare la pista da ballo – della sonorizzazione ambientale dei tre giorni. A fargli compagnia dietro la consolle ci saranno la guida spirituale del festival PINCHADO, insieme a LAVALAMP, NIK THE ASS, YULIA KACHAN, DJ BEANS E JOEY REMO.

Festival Il festival ha iniziato a consolidarsi nel 2018 in una formula stanziale, trovando ospitalità nel pittoresco borgo di Collepino, arroccato sulla costa del monte Subasio, per poi spostarsi dal 2019 a Scopoli – piccolo borgo quattrocentesco situato nel cuore della Valle del Menotre – dove utilizza gli spazi offerti dalla Comunanza Agraria locale, con cui l’organizzazione logistica del festival è condivisa. L’obiettivo del festival è diffondere e sostenere la musica indipendente nazionale e internazionale, in tutta la sua pluralità, nel contesto di un’esperienza quanto più possibile attenta alla sostenibilità sociale e ambientale. Un“attenzione alla sostenibilità” intesa sia nel senso dell’adozione di una serie di scelte concrete, come politiche plasticfree e di riduzione degli sprechi, sia di una forma mentis secondo cui l’ambiente che ospita il festival è concepito in costante interazione con ogni suo singolo partecipante, e perciò necessità di essere vissuto con la maggiore attenzione, delicatezza e discrezione. Holydays Festival funziona come un sistema aperto, sia nel suo aspetto produttivo che di fruizione. Durante il periodo precedente al festival, un gruppo di circa 40 ragazze e ragazzi procede in discussioni e scambi di opinioni riguardo ai contenuti artistici, l’organizzazione logistica dell’accoglienza e dei concerti, in generale, l’effetto di certe scelte piuttosto che altre. Un dialogo che coinvolge, in maniera informale, anche altri soggetti interessati, in uno spirito di lenta condivisione e ricerca. Questo processo è permeabile sia al pubblico che agli artisti che si esibiscono. Spesso, infatti, semplici fruitori entrano poi attivamente nell’organizzazione del festival, portando idee e competenze, così come il supporto di molti artisti al festival si spinge al di là di ogni logica di lucro. Nel 2020 inizia “A Week from Monday”, un progetto di residenza artistica nato grazie alla collaborazione con la casa editrice Viaindustriae, la label Rous Records e il supporto della Comunanza Agraria di Scopoli. L’idea è quella di unire il processo della scoperta e della proposta di nuova musica a quello della produzione di un lavoro integrato che sappia cogliere la specificità del luogo, la sua “natura” e la sua “cultura” e cercare di restituire, in immagini e suono, ciò che Scopoli offre al nostro festival. Nel 2021, dato il perdurare della pandemia covid, Holydays Festival ha preso la particolare forma di Holydays Village. ripensando la struttura concreta del festival, verso una più profonda partecipazione di pubblico, artisti, organizzatori, relatori e guide.

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