sabato 4 aprile - Aggiornato alle 19:22

Giovanni Guidi ‘Digital tour’: il jazz torna nei club e nei festival italiani grazie alla Rete

Il pianista umbro ha annunciato l’originale tournée con i live dalle pagine social di locali ed eventi musicali. Altre date si aggiungeranno in corso

Giovanni Guidi (foto Roberto Cifarelli)

di D.N.

Riportare – per ora solo virtualmente – la musica jazz nei club e nei festival, per «tenersi in contatto, in attesa di poter ricominciare a condividere questi momenti insieme, vicini, guardandoci negli occhi e stringendoci le mani a fine concerto». Dopo un’anteprima mercoledì 25 marzo alle 21, per la pagina Segnalazioni Foligno, partirà ufficialmente dalla pagina facebook del ‘Crossroads – Jazz e altro in Emilia-Romagna’, venerdì 27 marzo alle 18, il ‘Digital Tour’ di Giovanni Guidi, giovane talentuoso pianista pupillo di Enrico Rava, con cui ha inciso recentemente l’album Roma e diviso il palco anche per l’Enrico Rava 80th Anniversary Tour. L’iniziativa tenuta pochi giorni fa per #StayON in collaborazione con Suoni Controvento lo ha in un certo senso ispirato. E da un concerto in streaming si è passati presto ad un tour vero e proprio, anche se virtuale.

Tutto in diretta «Sarà tutto in diretta – spiega Guidi – suonerò e potremo parlare. Non sarà come stare insieme, ma ci sentiremo più vicini». Dopo la kermesse Crossroads toccherà alle pagine social del gruppo Cuori Positivi Foligno (sabato 28 marzo alle 16), dell’Empoli Jazz (domenica 29 marzo alle 12), della Cantina Bentivoglio di Bologna (giovedì 2 aprile, alle 21, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e Lepida Tv), del Piacenza Jazz Fest (domenica 5 aprile alle 11.30) e dell’Artusi Jazz Festival di Forlimpopoli (mercoledì 5 aprile alle 18), e altre “date” si stanno via via aggiungendo. Qui per gli aggiornamenti.

Tenersi in contatto «In queste settimane – sottolinea Giovanni Guidi – tutti noi siamo stati chiamati a cambiare drasticamente le nostre abitudini, a fare dei sacrifici. Come continuare a lavorare rischiando la propria incolumità per il bene di tutti, per permettere al Paese di andare avanti e affrontare questa drammatica urgenza, penso al personale medico o agli operai nelle fabbriche. O come, dall’altro lato, non poter affatto lavorare, trovarsi a rinunciare non si sa per quanto tempo a svolgere la propria professione. È il caso di noi lavoratori dello spettacolo: e se da una parte ci sono artisti che possono vivere di rendita, dall’altra c’è la stragrande maggioranza di operatori che vivono una quotidianità precaria e che ora saranno chiamati ad affrontare questa nuova ennesima sfida. Personalmente avevo in calendario una bella serie di concerti in giro per l’Italia e all’estero, appuntamenti che sono stati cancellati o rimandati a data da destinarsi. Ho pensato quindi che il modo migliore per tenersi in contatto sia andare (in rete) nei festival».

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