mercoledì 21 novembre - Aggiornato alle 19:02

Foligno, la stagione di prosa si apre con un classico di Pirandello. Tutti gli spettacoli

Il programma al Politeama Clarici e allo Spazio Zut a partire dal 5 novembre. In cartellone anche Moni Ovadia e Serena Dandini

Sebastiano Lo Monaco in «Il berretto a sonagli», foto di Tommaso Le Pera

di A.G.

Uno spettacolo che sta riscuotendo successo in tutti i maggiori teatri italiani è stato scelto per aprire la stagione di prosa del Teatro politeama Clarici di Foligno: a partire dal 5 novembre Sebastiano Lo Monaco porterà in scena ‘Il berretto a sonagli’, capolavoro di Luigi Pirandello. In programma al Clarici fino ad aprile, tra gli altri titoli, anche Moni Ovadia e Serena Dandini, testi di Goldoni, Ibsen e Lucia Calamaro.

Il berretto a sonagli Una commedia nata e non scritta, così Pirandello ha definito il suo ‘Berretto a sonagli’. Su questo pensiero Lo Monaco, che interpreta anche Ciampa, ha costruito la regia: viva e non scritta. Tutti gli attori in questo spettacolo cercano di essere personaggi vivi e veri, alternando pianto e riso durante tutto lo svolgimento del dramma. «Mi preme però dire la ragione per la quale mi sono appassionato a questo progetto», dice Lo Monaco. «È il personaggio di Ciampa, apparentemente grottesco e in realtà straziante, ma soprattutto il più moderno degli eroi pirandelliani. Il ‘Berretto’ è la storia di un uomo giovane, poco più di quarant’anni, che tradito dalla moglie accetta la condanna e la pena di spartire l’amore della propria donna con un altro uomo, pur di non perderla. Per tradizione questo personaggio è stato affrontato da attori alla fine della propria carriera, a ogni modo avanti con gli anni. Questo travisava la forza drammatica di Ciampa, così eroico e pieno di umanità, un’umanità silenziosa e astuta che gli dà la forza di difendere la sua infelicità coniugale, contro la società ridicola di quel tempo. Un personaggio insomma apparentemente piccolo ma infinitamente grande».

Gli spettacoli  ‘Ciao amore ciao. Tenco e Dalida tra musica e amore’ sarà in scena il 22 novembre. Due vite legate da una canzone e forse da qualcosa di più. L’ultimo anno di vita di Luigi Tenco. Il rapporto con Dalida, le case discografiche e il pubblico italiano, “inconsapevole colpevole” della morte del grande cantautore italiano, strappato troppo presto all’amore e alla musica. Uno sparo. Comincia così lo spettacolo, dalla fine. Racconta la storia d’amore tra Tenco e Dalida, come si sono conoscono, come si scoprono, come si amano e come, alla fine, si lasciano. Un amore diverso, già segnato, che solo loro potevano capire. Dal 30 novembre al 2 dicembre lo Spazio Zut ospiterà ‘A Virginie. Uno spettacolo desolato’. Lucia Calamaro racconta l’itinerario di un malato terminale, attraverso l’accompagnamento, le cure e la degenza presso un ospedale X, un posto strano in cui vivono la Madre della Paziente e la Dottoressa. In questa culla di nature ibride, ingrossa e cresce il vuoto. È un non-luogo, non assomiglia a niente e alimenta con parole buie il mistero e la paura. Ci si affida a miracoli, preghiere e poi a un’ultima operazione impossibile, appiglio risolutivo che la me­dicina tende allo spirito. Un rito vitalistico, un percorso interiore in cui il tragico si trasforma in qualcosa che lo è sempre di meno, pervaso di una forte ironia che nasce dalla privazione. Il 13 dicembre sarà la volta di Moni Ovadia con ‘Dio ride. Nish Koshe’. Sei vagabondi, cinque musicanti e un narratore di nome Simkha Rabinovich. A chi sente il desiderio di ascoltare, Simkha racconta storie di una gente esiliata, ne canta le canzoni, tristi e allegre, luttuose e nostalgiche, di quel popolo sospeso fra cielo e terra e in permanente attesa, per indagarne la vertiginosa spiritualità. Un racconto in bilico tra comicità e tragedia, impossibile eppure necessario. Uno spettacolo per raccontare il bisogno di memoria, di giustizia e di pace. Il nuovo anno si apre con Serena Dandini che, il 10 gennaio 2019, porta in scena a Foligno ‘Serendipity. Memorie di una donna difettosa’. Dandini approda a teatro con un’opera buffa che mescola il reading alla musica, “disturbata” dagli interventi comici di Germana Pasquero. Una serata atipica, più che altro un happening sgangherato che si snoda tra comicità irriverente e riflessioni semi-serie, ma anche serissime, sul destino del genere femminile nel nostro paese. Un classico del teatro di Goldoni approda a Foligno il 30 gennaio: un affresco di grande leggerezza e irresistibile divertimento, ‘Le baruffe chiozzotte’, che ritrae il mondo femminile, fatto di famiglie e relazioni, di lavoro al merletto e di sogni d’amore, di attesa e di vitalità, legato alla strada, luogo di ritrovo dei popolani, del commercio, delle gelosie e delle baruffe. Spettacolo corale, popolato da personaggi irresistibili e interpretato da un cast di grandi attori che danno corpo e voce a uomini e donne innocenti e rudi, esemplari imperfetti di un’umanità straordinaria. Un altro classico, da un autore del teatro contemporaneo, sarà poi in programma al Clarici: il 27 febbraio Umberto Orsini sarà protagonista de ‘Il costruttore Solness’ di Henrik Ibsen. La storia di tanti assassinii: giovani che uccidono i vecchi spingendoli a essere giovani e vecchi che uccidono se stessi nel tentativo di raggiungere l’impossibile ardore giovanile. Una storia segnata da una grande carica erotica e da uno spregiudicato esercizio del potere. Spazio alla danza il 20 marzo con il Balletto di Milano in ‘Le mille e una notte di Shéhérazade’. Shéhérazade letteralmente significa “figlia della città” ed è proprio l’appartenenza a una comunità lo spunto dal quale sono partiti i due promettenti coreografi Mella e Torrielli. Il respiro favolistico della narrazione viene abilmente sottolineato dalle note sublimi di A. Khachaturian, che affiancano la nota suite di R. Korsakov. L’allestimento creato da Marco Pesta, particolarmente suggestivo e prezioso negli originali tessuti di scene e costumi, fa da cornice alle coinvolgenti coreografie che valorizzano le grandi qualità tecniche ed artistiche di tutti i componenti della compagnia. Vincitore del premio Scintille 2018, ‘Schifo’ chiuderà la stagione folignate il 7 aprile, presso lo Spazio Zut. Uno spettacolo che parla principalmente di immigrazione, di rapporti d’odio tra popoli con diverse culture che si trovano costretti a coabitare, di xenofobia. Un monologo più che intimo, un soliloquio con se stessi alla ricerca di una risposta, di una giustificazione alla miseria che ci circonda.

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