sabato 23 settembre - Aggiornato alle 14:50

Festival delle Nazioni di Città di Castello, per i 50 anni l’omaggio è alla cultura musicale tedesca

La Germania è protagonista della 50ma edizione della manifestazione in programma dal 29 agosto al 9 settembre. Tra i protagonisti Ute Lemper e Michael Nyman

Festival delle Nazioni, presentazione dell'edizione 2017

di Danilo Nardoni

Ute Lemper, Quartetto Prometeo, Athenäum Quartet, Beppe Servillo e Ensemble Berlin, Michael Nyman, Alexander Lonquich, Enrico Bronzi, Cristiana Morganti e Leonid Grin. Una bella lista di nomi, solo alcuni, tra gli interpreti principali del Festival delle Nazioni di Città di Castello. Manifestazione che con l’omaggio alla Germania, uno dei Paesi che hanno dato di più alla musica, festeggia la sua cinquantesima edizione. Dal 29 agosto al 9 settembre 2017, la manifestazione umbra dedicherà il suo cartellone alla cultura musicale tedesca dei primi decenni del Novecento concludendo in questo modo il progetto triennale dedicato al contesto culturale del primo conflitto mondiale, avviato due anni fa con l’Austria in occasione del centenario dall’inizio delle ostilità e proseguito nel 2016 con la Francia. Tra le novità di quest’anno anche il concorso nazionale ‘Alberto Burri’ per gruppi giovanili di musica da camera.

Diciannove eventi La Germania dunque – è stato ricordato durante la presentazione a Perugia del cartellone – sarà al centro dei tantissimi progetti musicali e non solo che animeranno i luoghi artistici di Città di Castello e dell’Alta Valle del Tevere, rinnovando quel connubio tra musica e arte che caratterizza la manifestazione. Tra grandi nomi e talenti emergenti, spaziando in repertori e generi diversi, il Festival delle Nazioni festeggia il suo anniversario anche arricchendo la sua proposta e aumentando il numero degli appuntamenti, con 19 eventi solo nel cartellone principale – contro i 16 della scorsa edizione – e numerosissime attività collaterali. «Se per Austria e Francia il filone seguito è stato soprattutto quello della musica scritta e ascoltata nel periodo a cavallo tra Otto e Novecento – ha precisato il direttore artistico Aldo Sisillo – l’edizione di quest’anno, dedicata alla Germania, si concentrerà anche sulla musica del dopoguerra, sulle diverse reazioni del mondo culturale tedesco, in particolare quello musicale, a una situazione sociale ed economica molto difficile, causata anche dalle pesanti condizioni imposte per la resa alla Germania dalle nazioni vincitrici. Si potranno ascoltare musiche dei compositori strenui sostenitori della grande tradizione tedesca, come Richard Strauss, del grande repertorio cabarettistico, e degli autori che interpretarono l’esigenza del superamento del linguaggio tardo romantico, giunto alla sua saturazione, come Paul Hindemith».

Giro di boa Oltre a Sisillo, alla presentazione della 50ma edizione del Festival sono intervenuti anche Fernanda Cecchini, assessore alla cultura della Regione Umbria, Luciano Bacchetta, sindaco di Città di Castello e Giuliano Giubilei, presidente del Festival delle Nazioni che ha ricordato anche il suo personale anniversario, quello dei 10 anni di presidenza. «Il festival – ha detto Giubilei – è ad un giro di boa importante perché 50 anni di vita significano anche che c’è stato tanto di buono e che sono stati superati brillantemente pure gli anni più difficili e che vogliamo sempre di più rilanciare il festival con l’obiettivo di offrire ancora musica di qualità ma anche apertura ad esperienze nuove». All’assessore Cecchini «fa piacere vedere che anno dopo anno c’è un radicamento maggiore tra festival e territorio». Un festival a cui la Regione, ha aggiunto, «riconosce specificità e che insieme a Umbria Jazz e Due Mondi completa un ventaglio importante di offerta culturale». Secondo Bacchetta il festival «è un patrimonio che va ancora di più valorizzato per il futuro».

Il ritorno di Nyman A quattro anni dalla sua ultima apparizione a Città di Castello, quando presentò al Festival la sonorizzazione della ‘Battleship Potemkin’, Michael Nyman e la sua band torneranno protagonisti al Festival con la prima italiana del progetto ‘War Work: 8 songs with film’, di cui il compositore inglese è autore, direttore e interprete. Si tratta di un ciclo di musiche strumentali e melodie su testi di poeti morti nella prima guerra mondiale, che scorre sulle immagini di un film realizzato a partire da sequenze selezionate negli archivi francesi, tedeschi e americani della Grande Guerra (6 settembre, ore 21, Città di Castello, Chiesa di San Domenico).

Ute Lemper e il Kabarett Cantante di grande personalità è Ute Lemper. Così il concerto per il Festival delle Nazioni è sicuramente da non perdere. In un programma artistico dedicato alla cultura musicale tedesca nel periodo tra le due guerre, non poteva mancare un concerto di musiche del Kabarett, quella forma di spettacolo storicamente nata proprio negli anni Venti per coniugare teatro, commedia e canzone. Ad interpretare alcuni dei brani più autentici di quegli anni, sarà la voce carismatica e elegante di Lemper, affiancata dal pianista Vana Gierig e dal bandoneonista Victor Villena nel concerto ‘Berlin Kabarett Songs’ (31 agosto, ore 21, Città di Castello, Chiesa di San Domenico).

Collaborazione con il Lirico di Spoleto La storica collaborazione nell’ambito del teatro musicale tra Kurt Weill e il drammaturgo, regista e scrittore Bertolt Brecht sarà l’interessante soggetto di ‘Mahagonny Songspiel’, lo spettacolo con la regia di Giorgio Sangati e l’allestimento scenico di Alberto Nonnato che segna una nuova tappa della ormai pluriennale collaborazione tra il Festival e il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto «A. Belli» (30 agosto, ore 21, Umbertide, Teatro dei Riuniti).

Alcuni appuntamenti Per festeggiare il settantesimo compleanno di Salvatore Sciarrino, il Festival tornerà nelle sale degli Ex Seccatoi del tabacco con il Quartetto Prometeo (1 settembre, ore 21, Città di Castello, Collezione Burri – Ex Seccatoi del tabacco). Confermando la sua peculiare attenzione per la nuova musica, il Festival presenterà in prima esecuzione assoluta ‘Ildegarda’, uno spettacolo prodotto insieme ad Agon Acustica Informatica Musica con musiche inedite commissionate al compositore Francesco Maria Paradiso e testi di Guido Barbieri. Si tratta di un racconto per voce recitante, soprano, flauto e live electronics incentrato sulla storia di Hildegard von Bingen, un’affascinante figura di religiosa medievale che fu anche scrittrice, musicista, compositrice, filosofa, guaritrice, naturalista e molto altro (2 settembre, ore 18, Sansepolcro, Auditorium Santa Chiara). Interamente dedicato alla grande musica tedesca – e affidato a una formazione specialista di questo repertorio – sarà anche il concerto dell’Athenäum Quartet, il quartetto d’archi composto da musicisti dei Berliner Philharmonker che proporranno il celebre Rosamund di Schubert, Minimax di Hindemith e il Quartetto in la minore op. 51 n. 2 di Brahms (4 settembre, ore 21, Città di Castello, Chiesa di San Domenico). La musica di Richard Strauss farà da ‘colonna sonora’ dello spettacolo Il borghese gentiluomo, riduzione della famosa commedia di Molière ad opera di Peppe Servillo, che sarà anche voce narrante dello spettacolo con l’Ensemble Berlin (5 settembre, ore 21, Città di Castello, Chiesa di San Domenico). L’ormai consueto appuntamento con i grandi virtuosi del pianoforte vedrà quest’anno protagonista uno tra i più importanti interpreti tedeschi, Alexander Lonquich, recentemente insignito del Premio Abbiati 2017 come solista. Il suo recital sarà interamente dedicato a Schumann (7 settembre, ore 21, Città di Castello, Chiesa di San Domenico). Spazio anche alla danza con ‘Moving with Pina’ di e con Cristiana Morganti, una conferenza danzata sulla poetica, la tecnica e la creatività della Bausch (8 settembre, ore 21, Città di Castello, Teatro degli Illuminati).

L’inizio e la conclusione Ad inaugurare la 50ma edizione sarà la Jugendorchester der Bayerischen Philharmonie con Henri Bonamy nella doppia veste di direttore e solista al pianoforte (29 agosto, ore 21, Città di Castello, Chiesa di San Domenico). Il gran finale, come da tradizione affidato all’Orchestra della Toscana, sarà con una delle pagine più importanti della letteratura sinfonica tedesca, monumento della storia della musica: la Nona Sinfonia di Beethoven, che tra l’altro da molto tempo è assente dalla programmazione del Festival. A dirigerla sarà il maestro tedesco Leonid Grin (9 settembre, ore 21, Città di Castello, Chiesa di San Domenico).

Info Dal 15 giugno partirà la vendita dei biglietti online. Per ulteriori informazioni festivalnazioni.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.