martedì 21 maggio - Aggiornato alle 23:29

Dunk, live esclusivo al Riverock tra l’anteprima del disco d’esordio e l’omaggio ai Radiohead: «Siamo carichi»

Intervista a Carmelo Pipitone, chitarrista della band composta anche dai fratelli Giuradei e Luca Ferrari dei Verdena. Attesi in esclusiva al festival nella Lyrick arena di Assisi

dunk fotografati da simone cargnoni
I Dunk in concerto (foto Simone Cargnoni)

di D.N.

I Dunk sono un nuovo “super gruppo”. Termine quanto mai appropriato in questo caso. Sono sicuramente una delle novità più interessanti della scena musicale indipendente italiana. Nascono dall’incontro tra i fratelli Ettore e Marco Giuradei, Luca Ferrari (Verdena) e Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi; O.R.K.). Il 26 agosto saranno tra i protagonisti del Riverock festival, ospiti anche loro dell’ultima serata della manifestazione ad ingresso gratuito: quella di tributo ai Radiohead insieme ad altri protagonisti dell’universo indie nazionale. In occasione della ‘Ko Computer night: la musica italiana omaggia i Radiohead’, la loro quindi sarà una straordinaria partecipazione «perché unica apparizione live prima dell’uscita del disco d’esordio» come ricordano ai microfoni di Umbria24. Il concerto è in programma nella nuova Lyrick Summer Arena, un nuovissimo spazio outdoor dedicato ai grandi eventi estivi attiguo all’omonimo teatro Lyrick di Santa Maria degli Angeli.

Esperimento in progress L’occasione per capire perché sono nati, cosa vogliono portare all’interno della scena musicale e cosa faranno al Riverock, anche per omaggiare i Radiohead è tanta. A parlare è Carmelo Pipitone, il «cialtrone» per sua stessa ammissione. «Ettore è il poeta, Marco è l’orso buono, Luca è una specie di folletto delle foreste e tutti e tre avevano bisogno di compensare con un cialtrone, ed eccomi qui con loro» afferma Pipitone. I Dunk per i Dunk sono «un esperimento in progress al limite della performance». Le nuove liriche di Ettore Giuradei si sposano con la batteria corposa e materica di Ferrari, i giri di chitarra di Pipitone regalano sfumature inedite, le tastiere di Marco Giuradei intessono la struttura profonda dei brani. Dunk è quindi ricerca di una forma, è lasciarsi alle spalle la canzone, è avanzare verso un’opera, dentro la meraviglia. Il progetto Dunk, come racconta Pipitone «nasce tutto da una idea di Ettore, nonché cantante, chitarrista e poeta del gruppo che ad un certo punto ha pensato bene o pensato male, ai posteri giudicare, di farmi entrare nella band dove c’erano già suo fratello e Luca». «Avevano già una bella struttura di canzoni ma, ripeto, gli mancava un cialtrone» aggiunge il chitarrista dei Marta sui Tubi.

https://www.youtube.com/watch?v=ODQcRDvP4N4

«Indie, termine stuprato» La scena musicale indipendente italiana ultimamente non sembra vivere di qualità. L’assenza di contenuti, musicali e di scrittura, sembra un problema molto serio. Finalmente a scuotere questo momento di torpore arriva un progetto davvero degno di attenzione. «La scena attuale non la seguo parecchio – osserva Pipitone – so solo che l’indie sta prendendo una piega mainstream ma nell’accezione più negativa del termine. Per me il termine indipendente significava dire che non volevi ascoltare cose che ti imponeva la massa con l’obiettivo di scoprire delle cose più di nicchia, di andare contro il sistema. Scopro invece che ultimamente l’indie è stato un po’ stuprato come termine. C’è un po’ di roba che non riesco a collocare, roba anche anni ’90 ma che negli anni ’90 faceva particolarmente schifo e ce ne eravamo già accorti allora. Non c’è contenuto non si sta suonando e non si sta dicendo niente in particolare. Si sta parlando in maniera frivola: quando mi chiami, perché non mi chiami, ci vediamo al mare. Questi sono i contenuti che l’indie nuovo vuole imporre alle masse».

«Tanto da dire» A 38 anni Pipitone si ritrova a dire “ai tempi miei”. Ma poi capisce subito che c’è qualcosa che non va: «Ma cavolo questi discorsi si facevano quando uno aveva 80 anni. Il frivolo c’è sempre stato, lo abbiamo sempre avuto in radio e cose interessanti dentro il calderone pop si sono sempre ascoltate. Ma in questo periodo è un po’ tutto devastato da una sorta di bomba nucleare che sembra aver distrutto i pensieri. Sembra essere successo qualcosa senza che me ne sono accorto. Dove sono stato? Perché nessuno me lo ha detto? Sarei sceso in piazza a protestare altrimenti». In questo contesto arrivano oggi i Dunk e Pipitone svela cosa vogliono fare: «Siamo un gruppo che ha tanto da dire in termini di testi, che vuole sporcare tutto qua e la con del sano punk e con della musica suonata con il cuore, con della psichedelia. Insomma con tutta una serie di cose che in qualche maniera hanno influenzato ognuno di noi. Non so se è una cosa nuova ma certamente è divertente per chi la suona e spero lo sarà anche per chi ascolta».

Serata Radiohead Dopo le sole due ‘date zero’ a Resta in Festa (Palazzolo – BS) e al Campeggio Resistente (Valloriate – CN), i Dunk tornano quindi sul palco per questa speciale esibizione prima dell’uscita del disco, prevista nei prossimi mesi (seguirà un tour ad inizio 2018). L’occasione che vedrà i Dunk nuovamente on stage è quindi la ‘Ko Computer night: la musica italiana omaggia i Radiohead’ organizzata dal Riverock Festival 2017 in collaborazione con King Kong Radio1 e Radio1 Rai (media partner ufficiale del festival). «Nasce tutto – racconta Pipitone – da Jacopo Cardinali (presidente Riverock, ndr) che tempo fa ci ha scritto se volevamo suonare al festival in occasione di questa serata. Noi non abbiamo partecipato al disco di omaggio, anche perché siamo nati da pochissimo. Ma ci hanno contattato ugualmente per far suonare anche a noi un pezzo dei Radiohead. Ovviamente siamo molto onorati oltre che felici di suonare qualsiasi cosa di quel disco». Al momento bocche cucite sul brano che suoneranno: «Sarà una sorpresa ma non sarà tra le canzoni più gettonate. Abbiamo trovato un compromesso e chi ci sarà potrà ascoltarlo dal vivo il 26 agosto».

Gli altri artisti sul palco Accompagnati da Silvia Boschero, alcuni fra gli esponenti principali della scena indipendente italiana si racconteranno attraverso la loro musica e la loro personale rilettura dei brani del capolavoro dei Radiohead ‘Ok Computer’. Una sola notte, un evento esclusivo e ad ingresso gratuito creato ad hoc per la chiusura del Festival a venti anni precisi dall’uscita dell’album dei Radiohead ‘Ok Computer’ (1997-2017). L’evento prende ispirazione dalla compilation ‘Ko Computer’ (progetto ideato proprio da King Kong Radio1) uscita lo scorso 16 giugno in free download. I Dunk, dopo aver anche loro omaggiato i Radiohead con un brano tratto dal disco, chiuderanno una serata piena di grandi artisti, tra cui: Paolo Benvegnù, Diodato, Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Adriano Viterbini (BSBE).

Dischi importanti ‘Ok Computer’ è considerato un disco di svolta per la musica rock. Ha influenzato anche ogni singolo componente dei Dunk. «Certo, ha influenzato tutti noi anche se in maniera diversa. Ha stravolto la musica dell’epoca anche in maniera concettuale. I Radiohead imponevano il loro pensiero dicendo tra le righe: “se vi piace è così se non vi piace ce ne faremo una ragione”. Loro vengono citati spesso quando si parla di evoluzione e di non avere paura di affrontare un percorso nuovo e una strada nuova, cosa che tanti gruppi spesso non fanno per non deludere i fan». Per riguarda invece la musica italiana, tra gli album considerati di svolta Pipitone dice la sua: «Ce ne sono stati tantissimi, così al volo posso dire i Catartica e Il vile dei Marlene Kuntz, oppure Germi degli Afterhours o Sentimento westernato di Bugo. Roba che in qualche maniera ha scosso le fondamenta della musica dell’epoca visto che in Italia non esisteva una cosa del genere, non esisteva nessuno che usasse il noise a proprio favore. C’era tanta roba pulitina, uscivamo dagli anni patinati degli ‘80 ed entravamo nei ‘90 che stavano prendendo quella strada. Ma fortunatamente ci fu chi pensò di stravolgere un po’ la situazione. Quelli sono dischi che rimangono nella storia perché durano nel tempo: ancora adesso se vai ad ascoltarli senti l’attualità anche in termini di suono, senti raccontare sensazioni interiori che oggi non si trovano più».

Live ad Assisi Al Riverock i Dunk faranno il loro ultimo live prima di pensare alla registrazione. «Sul palco di Assisi faremo sostanzialmente tutto l’album. Quindi 40 minuti di concerto più il pezzo dei Radiohead. Noi in questo momento stiamo provando tutto il lavoro che poi vogliamo catturare live in presa diretta visto che è questa la dimensione che ci piace. Insomma lo testeremo live prima di pensare alla registrazione e se vuoi questa è anche una cosa strana: prima di registrare si propone al pubblico. Successivamente dai primi mesi del 2018 inizieremo il tour vero e proprio».

Marta sui tubi Sul finale una domanda anche per il futuro dei Marta sui tubi non poteva mancare: « Al momento siamo fermi ed è la prima volta che ci succede dopo 15 anni. Un periodo di stop deciso insieme agli altri ed era necessario per tutti anche per fare altro. Questa cosa con i Dunk vuole proprio essere una deviazione del percorso con i Marta. Non abbiamo deciso delle tempistiche per il ritorno, ma al momento non abbiamo fretta».

Riverock Festival Il Riverock festival è organizzato dall’omonima associazione culturale con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Assisi. Ormai da tempo punto di riferimento dell’estate musicale umbra, il Riverock festival di Assisi quest’anno propone due grandi nomi del pop d’autore italiano come Ermal Meta e Niccolò Fabi (uniche date in Umbria rispettivamente il 24 e 25 agosto con prevendite in corso nei circuiti TicketOne e Ticket Italia). Il festival completa il cartellone con la serata in esclusiva nazionale (ingresso gratuito) ‘Ko Computer night: la musica italiana omaggia i Radiohead’ in programma il 26 agosto: tra i protagonisti quindi, come detto, anche i Dunk.

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