venerdì 10 luglio - Aggiornato alle 05:22

Discoteche, anche in Umbria si prova a ripartire: le linee guida presentate alla Regione

Assointrattenimento ha incontrato l’assessore regionale Fioroni per illustrare il protocollo sanitario: «Locali di pubblico spettacolo migliori alleati per la tutela giovani»

Una discoteca (Foto di Pim Myten)

di D.N.

Dopo l’audizione in Regione Sicilia del 2 giugno in commissione Sanità, Assointrattenimento ha incontrato anche l’assessore allo sviluppo economico della Regione Umbria Michele Fioroni per illustrare le Linee Guida (protocollo sanitario) per la riapertura delle discoteche. A presentarle sono stati il presidente Nazionale Zanchi ed Delegato Regionale Faina. Le proposte avanzate all’assessore Fioroni sono state stilate da Assointrattenimento con la collaborazione di esperti sanitari e passano attraverso la “formazione del personale” proseguendo per il “test al personale” e “regole di comportamento per il personale per i Clienti”.

Controllo dell’aggregazione Nel corso dell’incontro, riferisce con una nota Assointrattenimento, sono state analizzate numerose questioni e, in modo particolare, è stato sottolineato che la cosiddetta “movida”, nulla ha a che fare con le discoteche e il pubblico spettacolo in generale. Nei fatti, la movida «è un assembramento incontrollato e incontrollabile che si svolge nelle piazze, nelle pubbliche vie e comunque in luoghi dove la presenza di numerosi pubblici esercizi attraggono clientela di tutti i generi che si assembra senza alcun controllo: diversamente le serate in discoteca sono organizzate e controllate in tutta la loro esecuzione da imprenditori esperti nella gestione di una moltitudine di persone protese al divertimento, coadiuvati da personale qualificato appositamente addestrato». «E’ evidente che l’aggregazione sociale di un grande numero di persone – che come ben abbiamo potuto vedere in questi ultimi giorni è irrinunciabile per i cittadini, ha aggiunto il delegato regionale Faina – potrà essere meglio controllata nelle discoteche, concentrando dopo un certo orario serale la cittadinanza nelle stesse, piuttosto che frazionandola in una moltitudine di piazze, vicoli ove i controlli risulterebbero inapplicabili e il contagio da virus potrebbe nuovamente espandersi».

Riaprire pienamente Il presidente Zanchi ha infine chiarito la posizione degli imprenditori delle discoteche che, a differenza di proposte che tendevano a fare diventare le discoteche dei bar o ristoranti utilizzando le piste da ballo come refettori, «si dissociano fermamente da tale pratica, che con tutta probabilità sfocerà in una situazione di dilagante illegalità e chiedono invece che le discoteche vengano riaperte nella loro pienezza, nella loro funzione sociale, nell’ambito di regole certe e di precise predeterminate condizioni». Tutti i gestori delle discoteche, e non solo gli associati ad Assointrattenimento, «non devono essere spinti e costretti ad esercitare attività abusiva a causa dell’inerzia delle istituzioni ma, oggi più che mai, è necessaria la collaborazione tra imprenditori e autorità. È necessario porre in essere delle strategie di prevenzione che siano però concretamente attuabili e che non vadano, ancora una volta, ad appesantire burocraticamente le nostre aziende cosi da essere percepite come soluzioni illogiche, utili solo per prestare il fianco all’applicazione di sanzioni e/o provvedimenti interdettivi. Solo in questo modo si potrà consentire la sopravvivenza delle nostre aziende, cosi da preservare anche l’esistenza di quei luoghi, preordinati dalla legge, a essere sicuri ed idonei all’aggregazione. I nostri locali non sono un nemico da combattere ma sono il miglior alleato che lo Stato possa avere per la tutela dei nostri giovani e un avamposto di legalità nel mondo della notte e dell’intrattenimento».

Protocollo sanitario Questo il protocollo sanitario anti-covid-19 presentato e da utilizzarsi in discoteche e locali di pubblico spettacolo. L’azienda, mediante una attenta opera di informazione, forma il proprio personale in ordine alle disposizioni delle Autorità, consegnando agli avventori e/o affiggendo nei luoghi maggiormente visibili e fruibili dei propri locali appositi dépliant informativi. Tra le informazioni fornite:
– l’obbligo di restare a casa con temperatura corporea superiore ai 37,5°. In presenza di febbre o altri sintomi influenzali obbligo di rimanere al proprio domicilio e di chiamare il proprio medico di famiglia o la competente autorità sanitaria;
– la consapevolezza e conseguente accettazione di non poter entrare o permanere nei locali (dovendolo dichiarare tempestivamente) nell’ipotesi in cui, anche successivamente all’ingresso, insorgano circostanze di potenziale pericolo: sintomi di influenza, malessere, innalzamento della temperatura corporea, provenienza da zone a rischio e/o contatti con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc.;
– l’impegno da parte degli avventori e dei dipendenti al rispetto di tutte le disposizioni delle Autorità e della direzione del locale. In particolare: l’obbligo di mantenere la distanza di sicurezza, l’osservanza delle regole di idonea pulizia ed igienizzazione delle mani e il mantenimento di comportamenti corretti sul piano dell’igiene.
Per i test al personale:
-Test sierologici a tutti i dipendenti.
– Nell’ipotesi di individuazione di anticorpi compatibili con il virus a seguito delle risultanze dei test sierologici, il soggetto sarà sottoposto a tampone e, se positivo, non potrà riprendere l’attività lavorativa fino al secondo tampone negativo consecutivo.

Protocollo di comportamento
Regole per il personale:
– Il personale dovrà essere dotato di mascherine chirurgiche (o FFP2 senza valvola) e di guanti protettivi; In ambedue i casi trattasi di una tutela per il personale stesso e per la clientela;
– Ogni qualvolta si farà accesso al locale, ciascun dipendente sarà soggetto alla misurazione della temperatura;
– Se la temperatura eccedesse i 37.5° il dipendente dovrà rientrare alla propria abitazione e segnalarsi al personale medico.
Regole per la clientela:
– Gli avventori che arrivano nel locale contemporaneamente dovranno rimanere distanziati tra loro, in modalità similare a quanto avviene per le code di accesso ai supermercati;
– Ogni avventore, prima dell’accesso al locale, sarà soggetto alla presa di temperatura. Se la temperatura eccedesse 37.5 gradi centigradi il cliente non sarà ammesso all’ingresso;
– L’accesso ai bagni avviene con modalità contingentata, a seconda dei servizi igienici presenti, e con accesso similare all’accesso ai supermercati;
– L’avventore che dovesse infrangere le regole di accesso e di contenimento del virus sarà immediatamente allontanato dal locale;
– Saranno installati punti di sanificazione con presenza di gel disinfettanti per le mani all’ingresso, nei bagni, ai banconi bar e al guardaroba;
– L’affluenza massima sarà parametrata alle capienze dei locali stabiliti dalla Commissione di vigilanza come da autorizzazione di Pubblica Sicurezza già in nostro possesso;
– Tavoli e poltrone diretti ad ospitare i clienti saranno posizionati ad una distanza di almeno due metri uno dall’altro e delimitati da opportune barriere;
– Gli alimenti e le bevande saranno somministrati in bicchieri e stoviglie monouso.

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