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Debutta ‘Una crepa’ di Lucia Guarino: spettacolo della coreografa e danzatrice umbra

Prima nazionale per il lavoro della coreografa folignate, co-prodotto da Nexus e Novara Jazz, che vede in scena un inedito terzetto composto da due danzatrici e un contrabbassista

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Una crepa, in scena due danzatrici e un contrabbassista

di Dan. Nar.

Cosa produce nei corpi la rottura? Di quali affetti siamo capaci oggi? Cosa ci fa divenire il dialogo con l’altro? Cosa significa comunicare? Come si fa a stare vicini? A partire da queste domande la coreografa e danzatrice di Foligno Lucia Guarino ha creato lo spettacolo ‘Una crepa: nostalgia dell’oro’, che sarà presentato in prima nazionale mercoledì 28 novembre alle ore 21 al Teatro Coccia di Novara. Tutto nasce da un incontro durante il festival Young Jazz nel 2016, quando la coreografa folignate viene in contatto con il musicista Matteo Bortone, ospite di quella edizione del festival. Da quel momento inizia questo viaggio che ora li ha portati sullo stesso palco. Anche se non debutterà in Umbria questo spettacolo ha un “cuore” umbro e non solo per la provenienza di Lucia ma anche perché la fase di creazione e delle residenze artistiche è stata fatta tra il Veneto, la Toscana e l’Umbria: e qui a sostenere il progetto è stato il centro di residenza CAOS di Terni.

Danza e suono Lo spettacolo, co-prodotto dall’Associazione Culturale Nexus e da Novara Jazz, vede in scena la stessa Guarino insieme alla danzatrice Elisa D’Amico e al contrabbassista Matteo Bortone: «Accanto alle due danzatrici si inserisce il contrabbasso, strumento che riporta alle vibrazioni della terra, alla sua gravità» suggerisce la coreografa: «Il suono, considerato parte integrante della struttura, muove lo spazio e si muove insieme alle ossa, alla pelle, al vuoto tra i corpi. Il duetto diventa un terzetto e la risonanza tra i tre muoverà tutto. La partitura è originale e eseguita dal vivo in un dialogo costante fra traccia scritta e improvvisazione». ‘Una crepa: nostalgia dell’oro’, che sarà presentato all’interno della programmazione invernale del Novara Jazz, è stato ideato insieme a Emma Tramontana: «Una scossa avviene improvvisamente. Lo sfasamento prodotto da oscillazioni e vibrazioni di due forze opposte apre una crepa e tutto viene sconvolto. La struttura crolla, lo spazio si modifica, la frattura diventa lo scarto necessario a creare nuove relazioni in movimento. Quali forme genera il desiderio di tornare all’origine da cui ci siamo separati? Come si fa a stare vicini? La danza e la musica si incontrano e dialogano in un territorio vivo di risonanze e deformazioni. Il corpo sonoro, emesso dal contrabbasso in acustico, è parte del paesaggio e partecipa della struttura coreografica muovendo lo spazio attraverso pratiche di avvicinamento, slittamento, oscillazioni, ripetizioni, prolungamenti, blocchi, lievi spostamenti, variazioni di ritmo».

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