Currently set to Index
Currently set to Follow
domenica 16 gennaio - Aggiornato alle 19:57

Dancity, il festival va in scena: programma rivisto alla luce del ‘Decreto festività’

A Foligno la 14esima edizione della rassegna internazionale di cultura e musica elettronica prende forma anche se con l’annullamento di alcune performance, riprogrammate in futuro

Robert Henke a Foligno

di D.N.

Doveva essere un ritorno quasi normale. Il nuovo andamento della pandemia ha costretto però gli organizzatori a rivedere qualcosa nella programmazione pensata ed annunciata già da qualche mese. Dopo una lunga pausa forzata durata due anni torna però il Dancity Festival. Ma la quattordicesima edizione del festival internazionale di cultura e musica elettronica prenderà forma dal 28 al 30 dicembre 2021 a Foligno, grazie al sostegno di Regione Umbria, Comune di Foligno, Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, con una programmazione quindi rivista alla luce del Decreto Festività e all’annullamento di alcune performance per cause di forza maggiore (che saranno riprogrammate in futuro).

Spazi Rimangono gli stessi spazi, Auditorium S. Domenico e Palazzo Candiotti. Un ritorno fortemente voluto dagli organizzatori, che hanno messo tutto il proprio impegno per creare un evento in cui poter assistere ad innovative performance musicali e multimediali, le quali si snoderanno durante i quattro giorni, ognuno caratterizzato dal proprio mood sonoro. Il Festival si articolerà in concerti, live e DJ set presso lo splendido complesso dell’Auditorium S. Domenico, mentre al secondo piano di Palazzo Candiotti sarà concentrata la nuova sezione dedicata alle media art, denominata Dancity M.A.S. (Media Art Section), con installazioni, mostre, talk e live set.

28 dicembre L’inaugurazione di martedì 28 vedrà sul palco dell’Auditorium l’incontro di diverse culture, attraverso le sonorità eteree e ambient di una delle più importanti artiste italiane in tale ambito quale è Caterina Barbieri, insieme ad un artista misterioso, Theory of Colours, italo-tedesco attivo nel campo dell’elettronica da 10 anni. Oltre a loro la napoletana Sara Persico con il suo show audiovisivo e Astral Larvae, progetto artistico di Edoardo Locci e Lorenzo Possanzini.

Mercoledì 29 Ci sarà la prima italiana di Fabrizio Rat & Etienne Jaumet, che confronteranno i loro mondi in un set per pianoforte e sintetizzatore modulare. Il live sarà accompagnato in apertura da Macchine Nostre, coinvolgente spettacolo audio-video di Paolo F. Bragaglia e Agostino Maria Ticino sull’incredibile e oscura storia dei sintetizzatori italiani, e dalla combo elettronico-sperimentale creata con sintetizzatori, effetti, loop e campionamenti dei Cabaret Du Ciel. In chiusura uno dei più importanti artisti elettronici italiani, Lorenzo Senni, con la sua iconica “pointillistic trance”.

Giovedì 30 Il terzo giorno, giovedì 30, è quello dedicato all’avanguardia italiana: dalla batterista, percussionista e compositrice Valentina Magaletti, in continua ricerca verso nuovi materiali e suoni, alla sound designer italo-olandese Grand River con i suoi paesaggi lussureggianti; dal giovane musicista e compositore Demetrio Cecchitelli con il suo audio-visual live fino al rap industrial cibernetico degli incendiari Kinlaw & Franco Franco; in chiusura Vladimir Ivkovic, artista poliedrico che aveva già stregato il pubblico di Dancity durante l’edizione del 2018.

Dancity M.A.S. E’ il nuovo dipartimento di Dancity dedicato alle media art e ai molteplici linguaggi artistici interconnessi con la cultura contemporanea, che prenderà forma tra le splendide sale affrescate di Palazzo Candiotti. La sezione ospiterà l’installazione multi-channel “UKI VIRUS RISING” della grande artista, filmaker e networker Shu Lea Cheang, considerata una delle pioniere della NetArt; il video “Premium Connect” dell’artista contemporanea Tabita Rezaire e la live performance “Fake Ceremony” di Francis Sosta. In collaborazione con RUFA – Rome University of Fine Arts prenderà corpo EXXTRA, mostra realizzata dalle studentesse e dagli studenti del MAD in Multimedia Arts and Design RUFA. Infine saranno esposti i lavori selezionati dei partecipanti all’Open Call, il bando rivolto ad artiste ed artisti, che siano singoli candidati o collettivi ed aperto a tutte le forme di espressione artistica (pittura, scultura, fotografia, video, sound, installazione, performance), incentrato sul tema che scandisce l’intero dipartimento: “FAKE YOURSELF”. Tra le stanze del bellissimo palazzo storico folignate si potrà assistere anche ai Dancity Talks, incontri di confronto su temi specifici aperti al pubblico: Shu Lea Cheang sarà presente e regalerà ai partecipanti un approfondimento sulla sua vita e sul suo lavoro; verrà introdotto poi il primo centro di ricerca sul suono in Italia, il Sound Studies Forum.

Fake yourself Con il postmoderno e la sua matrice citazionista, il falso è diventato sinonimo di oggettività, e l’artificio veicolo di verità situate negli esseri umani. Nella nostra società, sempre più connessa e digitalizzata, il principio mimetico aristotelico secondo il quale gli esseri umani debbano necessariamente rispondere ad una natura prestabilita non esiste più. FAKE YOURSELF, tema del Dancity M.A.S., riflette sui profondi cambiamenti derivati dalla tecnologia all’interno dell’esperienza umana. Nuove creature senza genere, corpo, passato e futuro sono pronte ad ibridarsi con tutto ciò che le circonda, generando un unico organismo auto-organizzato nel rispondere alle problematiche della società capitalista. Dancity Festival vuole regalare questa opportunità di riflessione a tutti i suoi partecipanti, con l’augurio che la falsificazione possa aprire loro nuove opportunità per stabilire la propria concezione di natura.

Anteprima Il festival arriva dopo l’eccezionale anteprima andata in scena lo scorso 11 dicembre all’interno dell’Umbria factory festival. Quella che all’Auditorium San Domenico di Foligno ha visto andare in scena CBM 8032 AV, performance audiovisiva in cui il compositore, artista e sviluppatore di software Robert Henke ha fatto rivivere cinque vecchi Commodore CBM 8032. Show che è stato presentato anche la mattina alle scuole e la sera a tutto il pubblico. In entrambi in casi poi i più curiosi sono potuti salire sul palco per vedere da vicino tutta la strumentazione, con Henke a rispondere a tutte le domande del caso. Anche perchè sul palco c’erano cinque computer Commodore CBM 8032 accuratamente restaurati, su cui gira un software personalizzato sviluppato dall’artista insieme al suo team. Tre computer creano il suono, una macchina è responsabile della grafica e una controlla le altre. Una grande proiezione sul retro del palco rispecchia l’uscita del computer video. Attraverso la manipolazione di tasti, mixer ed effetti audio Robert Henke ha quindi creato anche a Foligno una performance in cui rumori digitali, profonde onde sinusoidali e alti bleep glitch si incontrano con i visual che riproducono l’output di videoterminali. Il risultato è un un’esplorazione nel mondo del suono e della grafica minimalista dei computer anni 80, che irradiano di proprio groove e fascino visivo.

I commenti sono chiusi.