martedì 23 luglio - Aggiornato alle 19:52

Dall’Umbria all’Islanda, Capaccioni spopola sui social: «Grazie alla fotografia ho visitato posti meravigliosi»

Intervista al fotografo di Selci Lama che si fa chiamare Kdallasteppa. Ha 55 mila follower su Instagram: «Ci tengo che le mie foto trasmettano emozioni, in ogni scatto c’è molto di me»

Francesco Capaccioni, in arte Kdallasteppa

di Alessandro Cascianelli

Quella della fotografia è una passione sempre più diffusa, soprattutto nell’era dei social, ma in pochi riescono a trasformarla in un lavoro. Kdallasteppa, nome d’arte di Francesco Capaccioni, fotografo umbro che vanta più di 55 mila follower su Instagram, non solo ce l’ha fatta, ma è anche riuscito a girare il mondo grazie al suo amore per gli scatti.

Personaggio Nato e cresciuto a Selci Lama, il fotografo umbro sin da piccolo ha avuto un rapporto speciale con la creatività: «Ho sempre cercato un modo per esprimermi: da bambino amavo disegnare – racconta –, poi alle medie mi sono innamorato della scrittura e da lì non ho mai smesso». Il suo account di Instagram si chiama @kdallasteppa: all’interno del nickname c’è una parte del suo cognome e una citazione al suo romanzo preferito ‘Il lupo della steppa’ di Hermann Hesse, un libro che racchiude la sua voglia di vivere senza mezzi termini, seguendo i propri sentimenti e cercando di realizzarli appieno. Nonostante le 1900 fotografie pubblicate online, per Francesco l’amore per la fotografia è scoppiato per caso. «Fino a quattro anni fa facevo le foto con il cellulare, lo trovavo divertente, ma non sentivo l’esigenza di comprare una macchinetta professionale – confessa il fotografo – poi mi sono laureato e degli zii mi hanno regalato una Reflex: è stato un colpo di fulmine». I mesi passati a preparare i concorsi legati al suo percorso di studi, lo hanno spinto ad approcciarsi a nuove attività e la fotografia è stata quella che l’ha coinvolto di più. «All’inizio lavoravo con tutti gli oggetti che mi ispiravano, l’unica cosa che desideravo era sentire il rumore dell’otturatore in funzione – spiega Capaccioni – con il passare del tempo la macchinetta è diventata il mio terzo occhio: mi aiuta a vedere la realtà da un altro punto di vista».

Viaggi Il successo riscosso sui social, ha consentito all’umbro di intraprendere alcune importanti collaborazioni con delle agenzie di viaggi, grazie alle quali, ha visitato dei posti molto affascinanti in giro per il mondo. «Amo la fotografia paesaggistica, mi piace l’idea che la gente attraverso le mie foto sia spinta a visitare un luogo e ad esplorarlo – sottolinea l’artista umbro – nei miei scatti c’è molto di me: dalla gestione delle ombre a quella dei colori, ci tengo che trasmettano delle emozioni». Due viaggi in Islanda, uno in Lapponia e tante altre mete fredde visitate, il giovane viaggiatore preferisce i posti con le temperature proibitive a quelli caldi. «Dopo qualche viaggio mi sono innamorato della montagna e delle sue temperature difficili – commenta il fotografo – spesso nella nostra vita quotidiana viviamo senza assaporare il gusto dell’avventura, in questi posti, invece, c’è una natura selvaggia, pronta a divorarti. Sono luoghi in cui se dai tanto, ricevi sempre altrettanto». Nel cuore di Francesco c’è, però, un grande spazio occupato dall’Umbria: «Quello che mi affascina della nostra regione è l’equilibrio che c’è tra natura e architettura – svela Kdallasteppa – credo che ancora sia una terra da far scoprire: ci sono moltissimi luoghi incantevoli che purtroppo sono ignorati dai turisti, nel mio piccolo ce la sto mettendo tutta per farglieli conoscere».

Futuro Da quando ha iniziato a pubblicare i suoi scatti, Kdallasteppa non si è fermato un attimo e, per il futuro, ha in mente grandi cose: «Il progetto principale a cui sto lavorando è la realizzazione del mio blog, pubblicherò molti articoli, sperando di aumentare ulteriormente il mio pubblico». Nella pentola del giovane bollono anche altri importanti novità: «Sto studiando insieme a Yallers, la community di fotografi di cui faccio parte, l’organizzazione di alcuni viaggi nei posti che meritano di essere visitati: sarebbe una bellissima cosa e, perché no, potrei inserire tutto in un libro, sarebbe un ottimo modo per ispirare i lettori a visitare il mondo e ad inseguire i propri sogni, proprio come ho fatto io».

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