venerdì 26 aprile - Aggiornato alle 18:00

Dall’Umbria ai mondiali di yo-yo, Fraolini gira il mondo per gareggiare: «Passione nata per caso, tante le soddisfazioni»

Intervista al giocatore di Montefalco che tra video sui social e competizioni sta spopolando: «Spero che in futuro sempre più persone si avvicinino a questo mondo meraviglioso»

Riccardo Fraolini

di Alessandro Cascianelli

Tutti hanno visto almeno una volta qualcuno giocare con lo yo-yo, il celebre attrezzo di giocoleria composto da due coppette unite da un asse centrale e da un sottile cordino di cotone. In pochi però conoscono il mondo affascinante che c’è dietro. Riccardo Fraolini, umbro di trentasei anni, è tra i pochissimi italiani ad aver partecipato ai mondiali di yo-yo e ad essersi innamorato di questo gioco, che pratica, ormai, da più di dieci anni.

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Passione «Tutto è nato per caso – spiega Riccardo – nel 2009 ero in vacanza a Parigi e sono entrato in un negozio di giocoleria, mi sono imbattuto in uno yo-yo e da lì è sbocciato l’amore». In Italia, quella degli amanti del noto giocattolo, è una nicchia composta da un numero esiguo di persone, ma da subito è stata fondamentale per il percorso dell’agonista di Montefalco. «All’inizio, per provare ad imparare, ho studiato qualche video su YouTube – racconta il giocatore – la svolta, però, è arrivata quando ho conosciuto Yoyo Maniacs: un’associazione, che è stata importantissima nella mia crescita». Dopo undici mesi di pratica, Riccardo pubblica il suo primo video in cui mostra numerose abilità e, sorprendentemente, ottiene un riscontro molto positivo, che lo spinge ad andare avanti.
«La cosa che da subito mi ha colpito è che si tratta di un gioco infinito – confessa l’umbro – si possono inventare costantemente figure diverse e, soprattutto, ognuno riesce ad esprimere la propria personalità attraverso lo stile che adotta».

Competizioni Con il successo sui social, arrivano inaspettatamente le prime sponsorizzazioni, inizialmente con un’azienda francese, produttrice del famoso giocattolo e, in un secondo momento, con una ditta canadese, con la quale collabora tuttora, occupandosi anche della progettazione dei prodotti. Parallelamente, decide di cimentarsi nei campionati italiani, organizzati proprio da Yo-Yo Maniacs. «Ho iniziato quasi subito a mettermi in gioco con le gare – evidenzia l’agonista – sono delle esperienze fantastiche in cui si ha la possibilità di confrontarsi con altri appassionati e, alla fine, il vincitore viene decretato considerando più criteri: il numero di rimbalzi sulla corda, la creatività della performance e la manualità». Nella sua carriera, l’umbro ha gareggiato per quattro volte ai mondiali, partecipando anche a diverse edizioni degli europei: «A livello internazionale dominano gli americani e i giapponesi, ma, in Europa, i più forti sono i cechi – sottolinea il trentaseienne – c’è chi per preparare le gare si allena anche otto ore al giorno, ma, sotto questo punto di vista, cerco di non esagerare: al massimo mi alleno un paio d’ore, certo è che per diventare bravi serve molta costanza».

Futuro L’amore per lo yo-yo ha fatto sì che Riccardo arrivasse a ricoprire, con il tempo, la carica di vicepresidente di Yoyo Maniacs, con cui più volte, nel corso dell’anno, va a fiere del giocattolo per cercare di promuovere il meraviglioso mondo di cui è appassionato. «Una volta c’era molta più gente che si divertiva a giocare, ma nell’ultimo periodo, anche a causa degli smartphone, il numero delle persone interessate sta progressivamente calando sempre di più – afferma Fraolini – con l’associazione stiamo cercando di riavvicinare i ragazzi a questo gioco, che oltre ad essere divertente, è un ottimo strumento di aggregazione». Il giocatore umbro per il futuro ha le idee chiare: «Ormai ho ottenuto moltissime soddisfazioni, decisamente più di quelle che potessi immaginare. Ora è il momento di trasmettere la mia passione ad altri aspiranti giocatori».

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