lunedì 6 aprile - Aggiornato alle 20:46

Dal Giappone passando per Jim O’Rourke: Giovanni Di Domenico in concerto a Perugia

Al T-Trane il pianista presenterà il suo ultimo disco ‘Isasolo!’. Ha registrato l’album dopo un tour con Akira Sakata, O’Rourke e Tatsuhisa Yamamoto

Giovanni Di Domenico (foto Andrea Messana)

di A.G.

Un musicista eclettico, con un percorso artistico non convenzionale tra Africa, Europa e Oriente. All’interno del format ‘Gigio Costanzo Show’, sabato 8 febbraio (ore 19.00) al T-Trane Record Store il pianista Giovanni Di Domenico presenterà il suo nuovo album ‘Isasolo!’. Registrato dopo un tour insieme ad Akira Sakata, Jim O’Rourke e Tatsuhisa Yamamoto, il disco è stato realizzato nell’estate del 2018  in sole due notti, con l’aiuto dello stesso O’Rourke.

‘Isasolo!’ A mille metri di altezza, nello studio Hoshi To Niji, circondato dalle Minami Alps e sotto l’influsso del monte Fuji, il pianista e compositore romano, di base a Bruxelles, concepisce la sua prima prova per piano solo. Quattro composizioni che, in maniera asciutta e ispirata, sintetizzano quanto già espresso nelle elaborate texture elettroniche dei precedenti lavori e nelle numerose collaborazioni e progetti condivisi. Di fronte al pianoforte, Di Domenico mette ancora più a fuoco la sua visione e spinge la sua ricerca verso una direzione chiara: una “strumming music” che abbraccia complessità ritmica, melodia, attenzione alle modulazioni armoniche. Di Domenico mette in relazione e fa dialogare questi tre elementi con disinvoltura, sviluppando in maniera agile e spontanea strutture complesse, che si articolano in modo semplice e diretto. Un disco capace di fondere l’eredità del minimalismo italiano  – Franco Battiato, Francesco Messina, Luciano Cilio – con l’avanguardia contemporanea – Hans Otte, Charlemagne Palestine – e con il jazz di Keith Jarrett.

Giovanni Di Domenico, pianista, performer, compositore, è nato a Roma nel 1977 e vive a Bruxelles. Autodidatta fino all’età di 24 anni, trascorre l’infanzia in Africa, tra Libia, Camerun e Algeria. In questa fase, per Giovanni l’Italia è sinonimo di opera lirica: memorizza le arie con i suoi fratelli e sorelle per praticare la lingua e divertirsi in famiglia. Quando finalmente intraprende lo studio della musica, specializzandosi in piano jazz, acquisisce e affina un approccio enciclopedico: ritmo, armonia e tono sono ispirati a tradizioni non occidentali ma ugualmente sensibili alle ‘Préludes’ di Debussy, alle ‘Sequenze’ di Luciano Berio, all’‘ambi-ideazione’ delle registrazioni Soul Note di Borah Bergman, alla densità polisemica di Cecil Taylor, alla trasparenza ammaccata di Paul Bley e alle manifestazioni più radicali della musica pop. Negli anni ha collaborato con artisti come Nate Wooley, Chris Corsano, Arve Henriksen, Jim O’Rourke, Akira Sakata, Okkyung Lee, Tetuzi Akiyama, Manuel Mota, John Edwards, Steve Noble, DJ Sniff, Terrie Ex, David Maranha, Norberto Lobo, Tony Allen, Peter Jacquemyn, Alexandra Grimal, João Lobo, John Duncan, Rafael Toral o Toshimaru Nakamura. Di Domenico ha fondato la propria etichetta, Silent Water.

I commenti sono chiusi.