giovedì 28 maggio - Aggiornato alle 17:43

‘Come conchiglie’, l’urlo sussurrato di dolore e speranza dei Fask: nuovo singolo per la band perugina

In epoca di pandemia, senza concerti e rapporti diretti con i fan, il gruppo mette in musica sentimenti personali e collettivi

'Come conchiglie', nuovo brano dei Fask

di Danilo Nardoni

Il dolore, le sofferenze e le angosce di tutti che si mischiano a quelle personali, con grandi perdite anche quando a lasciarci è una piccola ma coraggiosa vita che «respira più forte di un uomo». In soccorso arriva sempre la musica, in questo caso come una conchiglia, come uno scudo per proteggersi nei momenti più bui. È nei periodi difficili, personali e collettivi dati soprattutto da questo momento epocale che stiamo vivendo, che chi deve trovare l’ispirazione per andare avanti, grazie al sostegno delle note e delle parole. I perugini Fast Animals and Slow Kids (Aimone Romizi, Alessandro Guercini, Alessandro Guercini, Alessio Mingoli) anche se con i necessari distanziamenti hanno pensato di restare uniti facendo uscire un nuovo brano. Come reagire al presente quindi? Per citare un altro pezzo del gruppo musicale. La band lo ha fatto pubblicando un nuovo singolo dal titolo ‘Come conchiglie’. «Una canzone figlia di questo periodo e di una serie di esperienze che purtroppo non sono felici. E come spesso accade in momenti particolarmente intensi e personali ci siamo tuffati nella musica scrivendo tante canzoni tra cui una molto importante per noi» affermano i Fask.

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Nuovo brano Il giorno in cui hanno pubblicato il brano, che si può ascoltare nelle varie piattaforme social e web, sarebbero dovuti salire sul palco dell’Alcatraz a Milano. Una delle tappe del tour che, anche loro come tutto il mondo della musica, sono stati costretti ad annullare a causa dell’emergenza sanitaria. In epoca di pandemia quindi, senza concerti e rapporti diretti con i fan, il gruppo ha messo in musica sentimenti personali e collettivi. Non potendo suonare dal vivo la band, oltre a scrivere molto, ha deciso di pubblicare un pezzo nuovo. «Forse per accorciare le distanze, forse per non impazzire. Non so bene il perché, so solo che mi fa stare meglio» spiega Aimone Romizi per poi aggiungere: «Vorrei solo che foste nella mia testa per farvi capire quanto la pubblicazione di questo pezzo mi stia facendo sentire un po’ più leggero».

Come una terapia Per i Fask quindi il pezzo è stato «come una terapia». «Non sappiamo – dice ancora il cantante della band – se l’abbiamo fatto uscire per farlo ascoltare o per non sbroccare. Brano nato velocemente, uscito dall’anima e vogliamo vedere se è in grado di toccare qualcun altro». Registrata home made, con ognuno dei Fask nelle stesse condizioni, la canzone l’hanno voluta pubblicare «perché quando hai voglia di dire qualcosa è meglio dirla subito». «Una canzone di passaggio importante – sottolinea Romizi – che racconterà per sempre questo periodo che tutti hanno vissuto in maniera personale. Ci teniamo a precisare che è una canzone che non racconta il covid-19 ma tutti noi, quello che abbiamo vissuto come esseri umani anche confrontandoci, per tenere insieme i pezzi di una relazione umana che al momento sembra così distante. Far uscire una canzone triste in un periodo triste è proprio da masochisti lo sappiamo, però la realtà è questa e come sempre abbiamo fatto anche in questo caso la nostra canzone è vera».

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