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Festival Ciclopica, i «Giganti» tornano in collina ad Amelia per la terza edizione

La quattro giorni di letteratura, filosofia e arte, in programma a giugno, ha tra gli ospiti anche il filosofo Massimo Cacciari

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Il manifesto dell'edizione 2017 di Ciclopica

di Danilo Nardoni

Letteratura, filosofia e arte saranno ancora al centro di ‘Ciclopica – Giganti in collina’. Il festival di quattro giorni, dopo i successi del 2015 e del 2016, torna con una terza edizione ricca di incontri, conferenze, dibattiti e eventi. Il dialogo filosofico e letterario sarà movimentato dalle voci di molti studiosi, scrittori e artisti, di diversa provenienza e formazione. I Giganti, insomma, stanno risalendo la Collina e aspettano il loro pubblico ad Amelia, dal 1 al 4 giugno. Giovedì 18 maggio è stato presentato a Perugia, nella sala Partecipazione di Palazzo Cesaroni, il programma: ad illustrarlo – alla presenza della presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi – sono stati Giacomo Petrarca, presidente dell’associazione AmeliaCiclopica e direttore artistico del festival, il vicepresidente David Passerini e la responsabile della segreteria organizzativa Maria Virginia Leonori.

Nessuno vive in terra senza nome Il tema che, come un filo delicato, terrà insieme questa rete di dibattiti sarà quello della parola, del nome e della loro insita ambiguità. ‘Ciclopica – Giganti in collina’, nell’edizione 2017 vuole rievocare il Ciclope per eccellenza, il gigante che «non con la forza» viene ucciso, ma con l’inganno del nome. Il tema di quest’anno richiama quindi l’inganno di Ulisse a Polifemo, l’ambiguità del nome, correlata a quella insita nella parola stessa. A spiegare le iniziative il direttore artistico Petrarca: «Dalla parola doppia di un eroe controverso, alla parola figurata dei fumetti di oggi, dalla “parola mala” del linguaggio vissuto, alla parola musicata della più nobile delle arti, fino alla parola “mangiata”, che ci entra dentro e ci fa essere ciò che siamo. E, per concludere, la parola del potere, che può ingannare e può salvare, fino alla parola del linguaggio riscoperto, rinato, riformato, dell’Italia dell’Umanesimo».

Gli ospiti Tra i protagonisti di questa terza edizione ci saranno Maurizio Maggiani (scrittore), Giuseppe Palumbo (fumettista), Giacomo Marramao (filosofo), Gennaro Carillo (filosofo), Massimo Donà (filosofo), Leo Sanfelice (musicista), Andrea Tagliapietra (storico delle idee), Monica Centanni (grecista), Vincenzo Vitiello (filosofo), Enrica Lisciani Petrini (filosofa), Massimo Cacciari (filosofo) e molti altri. Per maggiori informazioni è disponibile e aggiornato il sito www.ameliaciclopica.it.

Musica, teatro e fotografia Non mancheranno parole cantate, né parole recitate. A percorrere le suggestioni del panorama musicale italiano, ibridato dai ritmi della bossa nova, sarà Patrizia Laquidara, accompagnata dal liuto di Ilaria Fantin. Novità della terza edizione sarà l’apertura del Teatro Sociale di Amelia, per ospitare uno spettacolo più che mai in tema: ‘Cosa c’è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo’. Il ‘Romeo e Giulietta’ della compagnia teatrale BezoarT, per la regia di Davide Gasparro. Uno spazio speciale sarà inoltre riservato all’arte e alla fotografia, con l’esposizione artistica di Alessandro Prayer, presso ‘L’Atelier del Ciclope’. Come ogni anno saranno organizzati laboratori per i bambini presso il Museo Archeologico. L’edizione 2017 vedrà inoltre la partnership, ormai consolidata, con l’evento enogastronomico AmeliaDoc, una delle più importanti realtà di promozione e valorizzazione del patrimonio enologico in Umbria (che si terrà dal 9 all’11 giugno).

Amelia Ciclopica L’associazione AmeliaCiclopica, organizzatrice del festival, nasce dall’incontro delle ambizioni e delle esperienze in giro per il mondo di alcuni giovani di Amelia, intenzionati a fare della città un polo culturale competitivo, moderno e visionario. La promozione del territorio di origine passa attraverso la contaminazione delle arti, la collina diventa lo spazio di confluenza di queste energie. «Ciclopica è il nostro tentativo di mostrare un’Umbria “che ce la fa”, a livello nazionale – ha spiegato Petrarca –; le mura ciclopiche che circondano Amelia definiscono il perimetro geografico e simbolico di un’esperienza che guarda però all’Italia, come dimostra un programma punteggiato di ospiti di primo piano». Anche la presidente Porzi ha elogiato programma e l’architettura del festival, «costruito da forze locali ma con uno sguardo che si apre agli orizzonti italiani», confermando e rinnovando il sostegno delle istituzioni.