lunedì 22 aprile - Aggiornato alle 12:33

‘Calabria sound system’: musiche tradizionali, lessico, oralità contemporanea. Il libro di Antonello Lamanna

Dopo Campania, Puglia, e Umbria, la collana ‘La voce del Folk’, diretta da Lamanna, e grazie al progetto ‘Voxteca’, arriva in Calabria per esplorare le nuove oralità musicali e linguistiche

Antonello Lamanna durante la presentazione del libro

di Dan. Nar.

Un libro tutto da leggere, oltre che da guardare e ascoltare. C’è un selezionato corpus etnofotografico, due cd e un dvd: ‘Calabria sound system – Musiche tradizionali, lessico, oralità contemporanea’ è il nuovo lavoro di Antonello Lamanna (edizioni Morlacchi) frutto di una lunga ricerca, iniziata oltre vent’anni fa, sulla lingua, il dialetto, la musica tradizionale, l’oralità contemporanea, il lessico della ritualità e la lingua dei pastori. Il libro nasce dal progetto di ricerca ‘Voxteca’ dell’Università per Stranieri di Perugia che dal 2001 sta esplorando in tutta Italia la situazione linguistica e musicale. Dopo la Campania, la Puglia, e l’Umbria, ora per Lamanna è arrivata la volta della Calabria in cui si esplora il mondo delle sonorità tradizionali con una particolare approfondimento agli aspetti linguistici, alla lingua della musica.

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Voxteca L’indagine, iniziata negli anni Novanta, fa parte di una ricerca molto più ampia, che ha documentato ampiamente, sia da un punto di vista linguistico che etnomusicale, una vasta area della Calabria, con un focus sulla comunità di un paese del Crotonese (Mesoraca, kr), e s’inserisce nell’ambito del progetto di ricerca scientifica ‘Voxteca’ del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università per Stranieri di Perugia.

Tradizione e oralità «Dopo le prime e storiche ricerche etnomusicologiche svolte sul campo lo scenario è totalmente mutato. Nonostante le modificazioni nell’assetto economico-sociale e negli equilibri di egemonia e di potere, così come nei modelli sociali, sono rimasti vitali alcuni elementi di carattere folclorico», spiega Lamanna che aggiunge: «Questi, oltre che nella memoria dei più anziani, sono presenti in alcune forme rituali, anche se rispetto al passato hanno sostanzialmente cambiato funzione, collocazione e significato. Le loro tracce sono visibili ad un orecchio attento nelle riproposte dei nuovi gruppi e nei sporadici revivalismi che comunque corrispondono alle nuove esigenze di radicamento, di protagonismo e di socialità. La memoria e la stessa pratica dell’antico patrimonio musicale risulta ancora abbastanza evidente; queste eterogenee manifestazioni, pertanto, presentano un forte interesse in un’epoca di veloci e imponenti trasformazioni socioculturali, di estesi processi di mobilità, di frequente spaesamento e di collettive solitudini».

Dischi e documentario Il lavoro si compone di un documentario in dvd e di due cd audio attraverso i quali, anche se con modalità differenti, si vuole dare un’idea della sfera acustica e presentare gli elementi chiave della ricerca: l’analisi della lingua e del dialetto come chiave di lettura per interpretare e leggere il territorio anche attraverso l’ascolto del repertorio musicale dei canti tradizionali; della narrazione orale, dei riti funebri; degli spazi sonori del mito/rito del Venerdì̀ santo e del lessico della settimana santa fino alla lingua dei pastori. Nell’antica Messurga, un paese del Marchesato di Crotone, in Calabria il tempo e tutte le attività quotidiane sono scandite da un mosaico di riti, feste cerimoniali, pratiche arcaiche, dalla farsa del Carnevale ai rosari cantati della Quaresima, alla processione del Venerdì Santo du Segnùre mùertu e dalle suonate di Natale con la zampogna fino allo scampanìo funebre, di festa e di pericolo delle campane delle chiese. La sonorità dei campanacci delle greggi, accordati e riconosciuti a diversi chilometri di distanza dagli abili pastori dotati di orecchio assoluto, presente e ininterrotta in tutto l’arco dell’anno. Un complesso sistema sonoro che ne fanno di questo paesaggio un unicum della tradizione popolare italiana. ‘Calabria Sound System’ comprende una selezionata raccolta di 50 tracce tra voci, suoni e canti tradizionali, satirici, polifonici, liturgici, d’amore, canti sulla zampogna, tarantelle, pastorali, narrazioni popolari, favole, racconti, ninna nanne, brindisi, preghiere, rosari cantati, frammenti d’interviste, lamenti funebri, litanie, ma anche dei suoni di tamburelli, fisarmoniche, fischietti, delle tocche tocche e della trombetta del Venerdì Santo.

Lingue naturali «Al Centro dell’attenzione di questa ricerca – sottolinea Lamanna– ci sono state quelle varietà linguistiche di tradizione orale che l’abitudine ci induce a definire ‘dialetti’. Si tratta, invece, di lingue ‘naturali’ affidate alla competenza dei ‘parlanti’ e non a grammatiche e apparati normativi codificati dall’esterno. La trafila dell’oralità su cui si basa la loro trasmissione, e che per secoli è stata la loro forza, col mutare dei modelli sociali e culturali e l’avvento di tecnologie che rivoluzionano i sistemi di comunicazione, rischia di diventare motivo di debolezza. Oggi, perciò è fondamentale riflettere – continua Lamanna– sull’importanza di varietà linguistiche che hanno rappresentato un forte strumento di coesione, inscindibilmente legate all’interpersonalità dei rapporti, al gruppo e al territorio. Raccogliendo le testimonianze dei protagonisti, che rifiutano di interrompere la continuità generazionale – conclude Lamanna – alcune parlate, altrimenti condannate all’oblio, potranno forse tornare ad essere protagoniste»

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