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domenica 27 settembre - Aggiornato alle 08:28

Brunori sul Monte Cucco: «Il mio pubblico è abituato a soffrire. Dopo le mie canzoni ora anche questa scalata»

I mille ‘scalatori’ ripagati del viaggio fino in vetta per il concerto del cantautore che a ‘Suoni Controvento’ ha chiuso il minitour dei ‘Concertini acustici’

Brunori Sas e il pubblico del Monte Cucco (foto Andrea Adriani)

di Danilo Nardoni

«Il pubblico di Brunori ama soffrire. Prima di tutto perché ascolta le mie canzoni ed ora perché ha scalato il Monte Cucco per questo concerto». Scherza subito, come suo solito, Dario Brunori dal palco allestito a Pian di Spilli in vetta del Monte Cucco. L’Umbria da una parte e le Marche dall’altra. Panorama mozzafiato, sole e tanta bella musica. La fatica per la scalata è tutta ripagata. Il cantautore Brunori Sas è “planato” sul Monte Cucco con un ensemble composto dai suoi storici musicisti (compresa la violinista umbra Lucia Sagretti), per chiudere a Suoni Controvento, festival estivo di arti performative, il suo minitour di “Concertini Acustici”.

FOTOGALLERY DEL CONCERTO

In mille fino in cima «È bello ripartire con concerti di questo tipo – ha affermato ancora Brunori dal palco – e proprio per promuovere un disco come Cip, nato per stare insieme e cantare in coro certe cose, soprattutto quelle che riguardano l’aver cura delle cose e delle persone. Questo periodo in cui abbiamo ricominciato a suonare dopo lo stop me lo ha fatto capire meglio». E “bello appare il mondo in cima a una montagna coi fiumi nelle valli e le strade di campagna”, come recita una delle canzoni del suo nuovo album “Cip!”. E proprio in questa frase è raccolta tutta l’emozione in note che il 2 agosto ha contagiato i mille “scalatori” che sono arrivati fino a Pian di Spilli per ascoltare il cantautore.

Concerto bucolico Una tappa che, come lo scorso anno con Marco Mengoni, ha di nuovo visto il palcoscenico naturale del monte gremito di persone – ovviamente, visto lo spazio ampio, suddivise in linea con le norme governative che regolano la prevenzione del diffondersi del Covid 19 e comunque molte meno che per Mengoni (circa 9mila persone erano arrivate lo scorso anno prima della pandemia) – che hanno potuto immergersi in un contesto bucolico molto suggestivo, in un viaggio musicale tra vecchi e nuovi successi, insieme all’artista che, tra musica e parole, ha creato un continuo dialogo con il suo pubblico, accorciando le distanze e creando la solita atmosfera d’intimità. Dall’iniziale ‘Il mondo si divide’ alla conclusiva, e sempre emozionante, ‘La verità’, in mezzo altri 16 brani come ‘Capita così’, ‘Come stai’, ‘Per due che come noi’, ‘Uomo nero’, ‘Diego e io’, oltre ai bis ‘Kurt Cobain’ e ‘Canzone contro la paura’.

Organizzatori soddisfatti Molto soddisfatti gli organizzatori che con caparbietà, in un momento complesso come quello che stiamo vivendo, sono riusciti, nonostante le avversità, a mettere in piedi una quarta edizione del Festival di grande qualità (qui gli appuntamenti fino al 6 settembre), dimostrando che la musica, l’arte e la cultura possono pian piano riconquistare il proprio posto, seppur a volte in forma diversa da quella a cui siamo abituati. «Il concerto di ieri – commentano – è stata la dimostrazione che possiamo tornare a vivere grandi emozioni, che sono impagabili solo se condivise insieme in un contesto dal vivo. C’è necessità di adeguarsi ai tempi che stiamo vivendo, andando avanti con fiducia, anche se a volte non è facile. Solo così potremo essere tutti artefici di un cambiamento che riporterà la cultura ai massimi livelli».

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