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sabato 24 ottobre - Aggiornato alle 11:03

‘Boom! Tags&Comics’, arte e attenzione all’ambiente in un evento speciale a Corciano

Torna l’evento al Quasar Village tra disegno, musica e attività per bambini. Intervista all’artista Pablo

Boom! Tags&Comics

di Angela Giorgi

Parking HeART: realizzare un progetto artistico nel parcheggio sotterraneo di un centro commerciale, utilizzando vernici AirLite capaci di assorbire e annullare lo smog presente nell’area, depurandola. È questa la novità 2020 di ‘Boom! Tags&Comics – Sound and Visual Art Festival’, evento culturale itinerante gratuito che torna, con la sua sesta edizione, da venerdì 25 a domenica 27 settembre nel centro commerciale Quasar Village di Corciano.

Il festival L’opera sarà realizzata dai due storici artisti perugini Paolo e Pablo: il tema prende spunto dal progetto originario del parcheggio del Centro, dedicato alla storia paleontologica di quell’area geografica – l’attuale territorio del comune di Corciano – in era Paleozoica. L’inaugurazione pubblica della vernice murale e dello “Spazio Artistico Sotterraneo” si terrà domenica 27 settembre con il Parking HeART Vernissage. Il Festival ospiterà anche Becoming X – Art+Sound Collective, un collettivo composto da oltre 30 artisti, attivo e consolidato ormai da anni, caratterizzato dalla capacità di unire performance musicali e live drawing e da un forte senso di condivisione. Il collettivo realizzerà disegni dal vivo sulle vetrine dei punti vendita del Centro e un live drawing su pannelli da 2,20×1,80 mt sviluppando un tema in linea con quello individuato per la vernice murale. Nato per riqualificare e rivitalizzare con i linguaggi dell’arte contemporanea, del disegno dal vivo e della musica le periferie cittadine, a partire dai centri commerciali visti spesso come non-luoghi in cui è difficile coltivare la socialità, il festival del Quasar Village è organizzato da Archi’s Comunicazione.

Pablo Zanga (aka Mighty Specialist aka John Angry aka Joe Deesa) fin da piccolo sviluppa una forte attitudine creativa che nel 1996 sfocia nei graffiti. Poco incline alle categorizzazioni, da allora si muove in ambito artistico a 360° spaziando dalla scultura alla grafica, dalla pittura all’installazione, dalla stampa all’oreficeria, dal writing alla street-art. Pablo, come descriveresti il progetto Parking HeART?
Il festival promosso dal Quasar è in piedi già da anni e riesce a coinvolgere molti aspetti del mondo “giovane”: graffiti, street art, skating, break dance. Io ho partecipato saltuariamente, mentre il mio collega Paolo è di casa. Il progetto di quest’anno è particolarmente articolato: a livello tematico ci ispireremo al ritrovamento dei reperti paleontologici nell’area, mentre useremo colori particolari capaci di “mangiare” lo smog e ridurre la presenza di CO2 nell’aria.

Parlaci della tua formazione: come sei diventato uno street artist?
Sono figlio d’arte, mio padre era pittore quindi anche lui artista. Sin da piccolo sono sempre stato a stretto contatto con queste cose. Disegno sin da quando ho memoria: quando è arrivato il momento di scegliere, ho deciso di studiare arte, sono venuto a Perugia dalla Germania per frequentare le scuole superiori e qui ho trovato i contatti nell’ambiente dei graffiti. È una passione che ho sempre coltivato accanto al disegno.

Il mondo della street art è legato a doppio filo alla musica, come testimoniano anche gli interventi del collettivo Becoming-X, sempre accompagnati dall’elemento musicale. Qual è il tuo rapporto con la musica?
La musica per me è una parte fondamentale della mia quotidianità, anche come ispirazione per il mio lavoro. Non potrei vivere senza. In ogni momento c’è una musica adatta. Se parliamo di graffiti, pensiamo subito alla cultura hip hop e questo già connota molto i miei generi di riferimento: soprattutto quando ero più piccolo e legato alla cultura dei graffiti, rap e hip hop erano per me un must. Poi si cresce e si approfondiscono altri settori. I generi di musica che scelgo dipendono dal mio stato d’animo. Amo per esempio il blues, la musica elettronica, il rock e il folk, il punk e il jazz. Quando abbiamo lavorato al Fuseum, per esempio abbiamo ascoltato tantissimo jazz, mentre quando faccio graffiti e disegno lettere mi piace ascoltare funk e soul.

Progetti per il futuro?
Non mi piace troppo progettare, mi piace vivere il momento. Per esperienza so che la vita è buffa e, per quanto ti ostini a programmare, capita sempre qualcosa che scombina i piani. Sicuramente voglio continuare a disegnare ed essere attivo dal punto di vista creativo, anche intensificando la mia attività, con progetti stimolanti. Purtroppo non sempre è così: la cosa ideale è quando si trova un punto di incontro tra chi ti commissiona il lavoro e la tua libertà individuale, per esprimere la tua arte, anziché realizzare un lavoro di “artigianato”. Il mio principale progetto per il futuro è vivere serenamente.

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