domenica 20 agosto - Aggiornato alle 19:05

Bernini e Velázquez, dieci autoritratti in mostra e in dialogo al Nobile Collegio del Cambio di Perugia

Due fra i maggiori protagonisti del Seicento europeo saranno a confronto, sotto gli occhi di Perugino, nello scrigno d’arte nel cuore della città. Opere in arrivo da importanti musei

La presentazione della mostra al Nobile Collegio del Cambio

di Danilo Nardoni

C’è tutta una storia affascinante sui volti d’artista da raccontare dietro l’evento ‘Bernini e Velázquez, autoritratti in mostra al Nobile Collegio del Cambio di Perugia’. Per indagare, con assoluto rigore scientifico, un tema non ancora risolto appieno dalla storia dell’arte. In questo caso ad essere analizzato è il reciproco influsso, nell’ambito della ritrattistica, anzi dell’autoritratto, tra Gian Lorenzo Bernini, l’artista famoso per aver ridisegnato la Roma Barocca e qui proposto nella sua veste di pittore, e lo spagnolo Diego Velázquez, il grande pittore ufficiale del Re di Spagna. Due fra i maggiori protagonisti del Seicento europeo, insomma, saranno a “colloquio” e a “confronto” sotto gli occhi vigili di un altro illustre autoritratto, quello del Perugino che campeggia nella sale del Collegio. L’intrigante confronto con un numero selezionatissimo di magnifiche opere (10 in tutto e provenienti da grandi musei come Uffizi e Prado e da collezioni private) andrà in scena, dal 22 giugno al 22 ottobre 2017. Tutto grazie all’iniziativa del rettore del Nobile Collegio del Cambio, Vincenzo Ansidei di Catrano, e del curatore della mostra, Francesco Federico Mancini, che martedì 23 maggio hanno annunciato i dettagli dell’iniziativa alla stampa, durante la presentazione nelle sale che ospiteranno la mostra, affiancati dall’assessore comunale alla cultura Teresa Severini.

Artisti in dialogo Bernini e Velázquez saranno quindi ospiti di Perugino, in quel magico scrigno d’arte che è il Nobile Collegio del Cambio, nel cuore di Perugia. Il pretesto è «l’autoritratto emancipato», come lo ha definito Mancini, dell’ “egregius pictor” Perugino. I due artisti vengono così messi in dialogo con l’autoritratto del Perugino, per mettere in piedi una sorta di storia di volto d’artista. «Volti d’artista – ha affermato Mancini – che erano stati occultati nella narrazione pittorica fin quando l’artista stesso non si chiama fuori dal racconto per proporsi in tutta la sua autonomia. Perugino quindi come artista consapevole ed emancipato, tutte caratteristiche che ritroveremo in due artisti del ‘600 come Bernini e Velázquez che procedono in parallelo. Con entrambi si assiste ad una costruzione parlante del ritratto che termina così di essere statico e che va a scoprire sotto pelle i moti dell’animo».

Modello consolidato Quello degli autoritratti a confronto è un modello consolidato al Nobile Collegio del Cambio. Francesco Federico Mancini nella medesima sede perugina promosse, con grandissimo seguito, il confronto tra l’artista di casa, Perugino, e il divino Raffaello e di entrambi con il Sassoferrato (artista del quale, proprio in questi mesi a Perugia, è in corso una monografica di grande qualità al Monastero di San Pietro). ‘Perugino e Raffaello, modelli nobili per Sassoferrato a Perugia’ era infatti il titolo della mostra che si è tenuta nel 2013.

Pretesto culturale In totale saranno 10 le opere presenti, che arriveranno a Perugia grazie ad una progettazione che parte da lontano come ha sottolineato Mancini: «Dietro c’è un colloquio con i direttore dei musei che va avanti da tempo e un progetto culturale che ha sconfitto la reticenza a consegnare opere di questo tipo e la concorrenza di altre città come Madrid e Vienna. La mobilità di questi capolavori poi non è mai così scontata perché ci deve essere un pretesto culturale forte alle spalle». Pretesto che in questo caso è il “trittico Martinelli”, oggi conservato nella Galleria Nazionale dell’Umbria. Francesco Federico Mancini indica infatti, a ideale punto di partenza per questa sua mostra, un’immagine fotografica: quella dello studio romano dell’insigne storico dell’arte barocca e docente all’ateneo perugino Valentino Martinelli. In questa immagine si vedono due delle tre versioni possedute da Martinelli del celeberrimo Autoritratto di Velázquez conservato nella Pinacoteca Capitolina di Roma (1629-1630). Ed è questo il «quadro centrale, uno dei capolavori della pittura europea del ‘600», come lo ha definito Mancini, «senza il quale non avrebbe avuto senso costruire la mostra». Se la prima versione, che può essere riferita al carrarese Carlo Pellegrini, allievo di Gian Lorenzo Bernini, e la seconda, attribuibile a un pittore romano della metà del Seicento, dimostrano l’attenzione riservata nel secolo XVII (e in ambiente romano) a quel superbo prototipo “straniero”, la terza, che viene realizzata nel 1876 dal veneziano Luigi Quarena, dimostra che la fortuna del modello capitolino travalicò abbondantemente il Seicento e il contesto più strettamente romano. Accanto al “trittico Martinelli” e al prototipo capitolino, verranno proposti in mostra anche l’Autoritratto a mezza figura di Bernini della Galleria degli Uffizi e l’Autoritratto di Velázquez sempre degli Uffizi. Per questi due «saranno le ultime uscite in programma da parte del museo». Ma saranno presenti anche l’Autoritratto di Bernini del Museo del Prado (che Tomaso Montanari ritiene di un anonimo seguace del Bernini, mentre secondo Martinelli si tratta invece di un “non finito” di Gian Lorenzo) e l’Autoritratto di Bernini del Musée Fabre di Montpellier (anche questo ritenuto da Montanari di un anonimo seguace del Bernini, secondo Martinelli “forse del Bernini”) .

Un regalo alla città «Vi ringrazio per questo bellissimo regalo che fate alla città» ha commentato l’assessore Severini, con il Comune di Perugia a dare il patrocinio ad un’operazione realizzata grazie alle risorse del Nobile Collegio del Cambio e con un sostegno dato anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. «Questo luogo è già un attrattore culturale di per sé ma con questa mostra lo sarà ancora di più» ha aggiunto Severini che si è unita all’auspicio sottolineato da Ansidei che l’evento possa contribuire al rilancio del turismo in Umbria. Come per la mostra del 2013, Ansidei ha annunciato che sarà mantenuto come ingresso lo stesso prezzo del biglietto normalmente applicato ai visitatori del Nobile Collegio. «Il nostro compito è quello di salvaguardare e valorizzare il patrimonio artistico del Nobile Collegio del Cambio – ha detto il rettore – ma siamo orgogliosi di promuovere anche iniziative culturali nell’interesse della città e della regione e in sinergia con le istituzioni».

Bernini e Velázquez Principale proposito della mostra, avvincente anche per l’eccezionale qualità dei pezzi presentati, è rilanciare il dibattito sulle relazioni e sulle reciproche influenze intercorse tra Bernini e Velázquez i quali sicuramente si incontrarono (e si frequentarono) fin dal primo soggiorno in Italia del maestro spagnolo, nel 1629-1630 (il secondo viaggio di Velázquez in Italia risale al 1650). «A mio parere – spiega Mancini – l’incontro romano e il conseguente, straordinario incrocio di esperienze di due fra i maggiori protagonisti del Seicento europeo produsse benefici di reciproca utilità. Velázquez, grazie a Bernini, comprese quale forza espressiva si celasse nel taglio a mezzo busto del ritratto, da lui già sperimentato sul versante della scultura, e quanta vitalità potesse scaturire dalla tizianesca contrapposizione tra la maniera abbozzata degli abiti e la maniera finita dei volti. Bernini apprese dal collega spagnolo il modo di scavare nell’intimo nei personaggi, di entrare nella loro complessità psicologica. In definitiva condivido la conclusione cui giunge Montanari, che a lungo si è occupato di questi temi, quando osserva: “E’ indubbio che i ritratti di Velázquez assumono dopo Roma una vitalità, una capacità di fissare un momento preciso, una gamma cromatica e una sprezzatura che prima non conoscevano. Ma è altrettanto vero che quelli di Bernini acquistano in profondità psicologica, in rarefazione della materia e in sobrietà. La cosa certa è che lo scambio è avvenuto, ed è probabile che il saldo vada fissato in parità”».

Info Per informazioni sulla mostra è possibile contattare il Nobile Collegio del Cambio, situato in corso Pietro Vannucci 25 a Perugia, al numero di telefono 0755728599 oppure visitando il sito www.collegiodelcambio.it.