mercoledì 12 dicembre - Aggiornato alle 15:32

Baustelle, l’amore vince sulla violenza. Il palco di Foligno lancia il tour della band toscana

In un San Domenico sold out da mesi i Baustelle conquistano il pubblico umbro e svelano, con l’anteprima nazionale, la scaletta dei brani per il nuovo ‘L’amore e la violenza tour’

francesco bianconi dei baustelle in concerto a foligno
Francesco Bianconi dei Baustelle (foto Riccardo Ruspi)

di Danilo Nardoni

C’è un mondo, quello dei Baustelle datati 2017, fatto di amore (molto) e violenza (poca). Ma il mondo, quello esterno, dove entrambi gli aspetti convivono, la band toscana lo sa raccontare e molto bene. Perché si può narrare l’amore anche in tempo di guerra. Con il solito stile, la consueta eleganza, l’abituale dose di pessimismo, ma tutto in assoluto relax e in modo comunque rassicurante, i Baustelle giocano, e sono bravi a farlo, con ‘L’amore e la violenza’, titolo del loro nuovo disco che tuttavia sa trasformare il non ottimismo in qualcosa di bello. Album che è stato presentato nella versione live in anteprima nazionale a Foligno domenica 26 febbraio. Un Auditorium San Domenico gremito ha accolto così la data zero di una tournée che prenderà il via ufficialmente il 4 marzo da Varese.

FOTOGALLERY CONCERTO BAUSTELLE A FOLIGNO – foto di Riccardo Ruspi 

La scaletta «Siamo troppo snob? Siamo troppo pessimisti? Beh un po’ lo siamo». Sono le poche parole che regala al pubblico umbro Francesco Bianconi. Anzi non sono lasciate sole. «Mi sono sempre promesso di non scrivere mai due tipi di canzoni: quelle sul Natale e quelle per un figlio. Il prossimo brano mette insieme le due cose in un colpo solo», afferma ancora il cantante della band prima di lanciare ‘Ragazzina’. È questo il pezzo che chiude il nuovo album e la prima parte del concerto che si è caratterizzata con la stessa scaletta del disco: dopo l’intro con ‘Love’ sono seguite quindi ‘Il vangelo di Giovanni’, ‘Amanda lear’, ‘Betty’, ‘Eurofestival’, ‘Basso e batteria’, ‘La musica sinfonica’, ‘Lepidoptera’, ‘La vita’, ‘Continetal stomp’, ‘L’era dell’acquario’ e, appunto, ‘Ragazzina’. Ad interrompere il primo tempo una scritta bianca su sfondo nero: «non muovetevi relax». Dopo cinque minuti Francesco Bianconi (voce, chitarre, tastiere), Claudio Brasini (chitarre) e Rachele Bastreghi (voce, tastiere, percussioni) – accompagnati in tour da Ettore Bianconi (elettronica e tastiere), Sebastiano de Gennaro (percussioni), Alessandro Maiorino (basso), Diego Palazzo (tastiere e chitarre) e Andrea Faccioli (chitarre) – ripartono con una carrellata di vecchi successi e qualche chicca come ‘Bruci la città’ eseguita da Bianconi voce e tastiere. Canzone che lo stesso Bianconi ha scritto per Irene Grandi e portata al successo dalla cantante toscana. Il secondo tempo inizia con ‘Charlie fa surf’ (qui qualche pecca sull’arrangiamento è stata evidente, con la canzone che non decolla come invece dovrebbe) e poi a seguire: ‘Monumentale’, ‘Un romantico a Milano’, ‘Gomma’, ‘Bruci la città’, ‘La canzone del parco’, ‘Aeroplano’, ‘La moda del lento’, ‘La canzone del riformatorio’, ‘La guerra è finita’. C’è tempo anche per i bis con ‘Il futuro’ e ‘Le rane’.

Nove tastiere sul palco Chi è sul palco non è proprio sciolto. È evidente un po’ la tensione e la concentrazione per la prima data live. Ma del resto le date zero servono proprio a questo. Il palco-salottino vintage dei Baustelle accoglie anche 9 tastiere e sintetizzatori. Lavoro arduo per i fonici mettere tutto in fila e far uscire il suono caratterizzato anche da molti campionamenti. Se l’impianto dei nuovi brani ritorna allo stile pop degli inizi un passo avanti è invece nei testi e nella scrittura di Bianconi, meno classica e più catartica, per un disco tutto sommato politico ma travestito da non politico. E comunque i Baustelle a Foligno hanno confermato di essere una delle più belle cose successe alla “musica leggera pesante” italiana negli ultimi tempi.

Legame con l’Umbria Tra la fine anni ’90 e i primi Duemila, provenienti dalla vicina Montepulciano, i Baustelle si esibivano al confine tra la Toscana e l’Umbria in posti e piccoli locali come il Due Lune e la Darsena. Ora per loro – dopo essere tornati da star dalle nostre parti negli anni successivi anche in spazi come il Norman di Perugia, ad Umbertide per Rockin’Umbria, e al teatro Lyrick di Assisi per il tour nel 2013 del precedente ‘Fantasma’ – si è aperto anche il sipario dell’Auditorium San Domenico grazie all’organizzazione curata dall’Associazione Culturale Riverock con il patrocinio del Comune di Foligno. Ed i Baustelle hanno quindi voluto fare ancora uno straordinario regalo alla nostra regione scegliendo proprio Foligno per presentare in anteprima nazionale il loro nuovo lavoro. Dal 23 febbraio hanno infatti “sostato” nella città umbra per mettere a punto con varie prove il loro spettacolo. E a quanto pare si sono trovati molto bene.

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