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Arte radicale per una realtà socioeconomica alternativa: a Palazzo Lucarini arriva l’artista russo Davydtchenko

Da non perdere la mostra dell’artista, prima personale italiana, che ha deciso di sostenersi con gli scarti prodotti dalla società e che a Trevi esporrà i risultati di questa inedita prassi artistica

Mostra a Palazzo Lucarini di Petr Davydtchenko

di Danilo Nardoni

Senza “opporsi” al sistema attuale capitalistico e senza essere “governati” da gerarchie passate, si può comunque trovare, decentrandosi da tutto e in modo autonomo, una maniera diversa di vivere? Influenzato dall’avanzata distruttiva prodotta dal crollo economico successivo al 2008, Petr Davydtchenko sembra averla trovata. E provocatoriamente, solo come l’arte può fare. L’artista russo vive infatti ai margini del sistema economico globale, completamente “fuori rete” e politicamente non allineato. Dal novembre 2016 sta conducendo un esperienza artistica estremamente radicale. Da quel momento, infatti, ha deciso di sostenersi solamente con gli scarti prodotti dalla società. In altri termini, ha cominciato a vivere cibandosi esclusivamente di erbe spontanee e animali morti violentemente, raccolti nelle zone circostanti il villaggio di Maubourguet, dove attualmente vive presso The Foundry, una ex-fonderia che, negli ultimi anni, è diventata il centro di una nuova comunità creativa nel Sud della Francia. Dal 16 marzo (inaugurazione alle ore 18.30, alla presenza dell’artista), e fino al 5 maggio, Davydtchenko esporrà i risultati di questa lunga e inedita prassi artistica nelle sale del Centro per l’Arte Contemporanea Palazzo Lucarini, a Trevi, in una mostra, dal titolo ‘Millennium Worm’, curata da Maurizio Coccia, e prodotta in collaborazione con a/politcal (Londra) e iaspis (Stoccolma).

Installazione ambientale A Trevi saranno presentati video, fotografie e gli eterogenei manufatti che documentano tutta l’esperienza dell’artista. Ma non solo. L’edificio espositivo sarà infatti interessato, in tutta la sua estensione, da una complessa installazione ambientale multimediale, appositamente ideata per l’occasione da Davydtchenko con lo scopo di orientare e ritmare la ricezione di tutte le opere. L’installazione sarà presenterà in anteprima e sarà la prima del suo genere da quando ha cominciato a vivere esclusivamente con una dieta di animali trovati morti uccisi lungo la strada. La routine quotidiana dell’artista include il ciclismo lungo le strade per il ritrovamento di animali morti; mangiare solo la carne di animali uccisi lungo le strade, raschiando carcasse e attraverso il riuso d’esse per cibo, coperte e sapone. Invece di opporsi al sistema attuale, Davydtchenko offre un modo di vivere alternativo e non diretto dal potere capitalista.

Petr Davydtchenko

Tra arte e vita Per sfidare l’isteria della metropoli, Davydtchenko si trasferì da Londra a Maubourguet, un villaggio post-industriale nel sud della Francia, nel 2015. L’artista ha strutturato la sua vita come un “virus”, sfruttando l’ecosistema agricolo come farebbe un parassita dipendente dai suoi rifiuti. Attraverso la sua pratica, Davydtchenko traduce il più recente modello economico in una nuova forma di esistenza, come un ponte fra arte e vita. Durante la mostra, l’artista soggiornerà a Palazzo Lucarini, continuando con il suo consueto stile di vita. Egli, infatti, costruirà il proprio ambiente con materiali trovati o barattati. La struttura minimalista che realizzerà sarà un rifugio ed un archivio, rivelando il processo della sua condizione quotidiana attraverso la forma e i materiali, pelli di animali, coperte militari, video e oggetti eterogenei. Il prossimo anno, inoltre, Davydtchenko aprirà un ristorante pop-up, utilizzando le competenze che ha sviluppato negli ultimi tre anni di pratica artistica. Come lui stesso afferma: «Lavorerò per ottenere qualche stella Michelin. Penso che il pubblico sarà sorpreso di quello che posso portare sul tavolo dalla strada».

Anteprima a Brera La prima mostra personale italiana di Davydtchenko che aprirà quindi il 16 marzo a Trevi è stata anticipata il 6 marzo scorso con una anteprima dal titolo ‘Language of Catastrophe’ che si è tenuta all’Accademia di Brera: Petr Davydtchenko ha incontrato studenti, docenti e operatori artistici per raccontare la sua esperienza, ma mettendosi anche a disposizione per un dibattito franco e aperto sui temi più controversi della sua proposta artistica, provocatoriamente all’incrocio fra estetica, sostenibilità, politica. Come afferma infatti l’autore stesso: «Penso che oggigiorno siamo scollegati dalla realtà, nessuno è davvero dentro il mondo reale. Trascorrere tutti i miei giorni con animali morti mi riallaccia alla sostanza del mondo reale. Questa sensazione di realtà è importante per me».

Davydtchenko Classe 1986 è nato in Arzamas, una città militare in Russia. Davydtchenko ha conseguito una laurea in Belle Arti presso il Konstfack University College of Arts di Stoccolma e un Master in scultura presso il Royal College of Art di Londra. Ha esposto alla 5a Biennale internazionale di Mosca per l’arte giovane, dove ha ricevuto il plauso della critica per il suo lavoro. Successivamente, opere sue sono state acquisite da NCCA a Mosca. Nel 2017 è stato nominato per il premio Kandinsky. Petr Davydtchenko è il protagonista di Autonomous, un lungometraggio documentario diretto da Ian Henry, che sarà pubblicato nella primavera 2019. Petr Davydtchenko, infine, crescendo a San Pietroburgo ha sperimentato l’ostilità dei gruppi di estrema destra, prima di trasferirsi in Europa occidentale, dove ha sviluppato una pratica che reinterpreta i codici sociali attraverso l’estetica totalitaria. La sua pratica archivistica si è trasformata in un caso di studio ideologico, utilizzato da accademici interdisciplinari che teorizzano una realtà socioeconomica alternativa.

Palazzo Lucarini Contemporary Prosegue il suo percorso espositivo, unico nel panorama regionale ed italiano, questo importante centro di arte contemporanea situato a Trevi, nato con l’obiettivo di produrre, promuovere e diffondere l’arte e la cultura di oggi nelle sue molteplici manifestazioni, preferibilmente mediante residenze artitiche. Orientato verso forme di espressione radicale e socialmente impegnate, Palazzo Lucarini privilegia le esperienze internazionali più sperimentali e di ricerca, in grado di unire arte, educazione e impegno civico.

a/political E’ uno dei più vivaci soggetti presenti sulla scena artistica internazionale. Le sue molteplici attività privilegiano la curiosità intellettuale e il discorso intorno alle preoccupazioni sociali e politiche attraverso l’arte contemporanea e le pratiche culturali più radicali. a/political incoraggia l’esplorazione di conoscenze sperimentali, le voci che interrogano criticamente le narrazioni dominanti del nostro tempo. Attraverso una rigorosa ricerca interdisciplinare, a/political collabora su progetti di larga scala precedentemente pensati irragionevoli a causa della loro portata, complessità logistica e/o materiale. I progetti, poi, sono esposti e viaggiano in tutto il mondo. Oltre a ciò, a/political continua ad acquisire opere storiche per la sua collezione.

The Foundry È uno spazio nato come officina e laboratorio di idee che si pongono oltre i parametri del mercato dell’arte contemporanea. Situato a Maubourguet, a ovest di Tolosa, The Foundry si trova a 50 km dalla catena montuosa dei Pirenei e copre una superficie di oltre 4.500 mq. Fondata nel 1870 da Jules Fabre, la fonderia di ferro fu mobilitata durante la prima guerra mondiale per produrre armamenti e attrezzature militari per la difesa nazionale. Dopo la guerra, una comunità internazionale di immigrati si sviluppò come diaspora di individui emigrati dai regimi fascisti di Franco e Mussolini per lavorare insieme sotto un’identità e un’ideologia condivisa. Recentemente trasformato in un sito di produzione artistica, è vissuto da artisti provenienti da diverse parti del mondo, che lavorano e condividono spazi e ideali, come fossero un aggiornamento creativo di quella originaria comunità.

Info mostra Per informazioni, ingressi e orari: Palazzo Lucarini Contemporary, Trevi, www.palazzolucarini.it; [email protected]; 338 6772711. Ente patrocinatore: Comune di Trevi. Con il sostegno di: a/politcal (Londra), iaspis (Stoccolma), The Foudry (Maubourguet), Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno.

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