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Amore, dolore, rifiuto, abbandono: esistenza e vita quotidiana in mostra. A Palazzo Lucarini torna Franko B

Temi eterni ma anche attuali come emigrazione e identità sessuale nella collettiva dal titolo ‘Young at Heart Old on the Skin’ capitanata dal noto artista

Mostra di Franko B a Trevi

di Danilo Nardoni

Continua la suggestiva collaborazione, per un legame che è tra i più interessanti nel panorama artistico contemporaneo regionale e non solo, tra Palazzo Lucarini e Franko B, uno degli artisti più incisivi e provocatori degli ultimi anni. Palazzo Lucarini Contemporary apre così alla grande la stagione espositiva autunnale, facendoci sentire «giovani nel cuore e vecchi sulla pelle». Venerdì 28 settembre alle ore 18.30, presso il Centro per l’Arte Contemporanea di Trevi, aprirà infatti i battenti ‘Young at Heart Old on the Skin’, una mostra collettiva di respiro internazionale curata dal noto artista. Si tratta di un progetto polifonico, che vede lo stesso curatore misurarsi, insieme agli altri artisti, su temi eterni, essenziali della civiltà umana – amore, dolore, rifiuto, abbandono – e motivi più legati all’attualità, come l’emigrazione, l’identità sessuale, la diffusione su scala europea delle politiche reazionarie e di estrema destra.

L’idea Tuttavia, non è certo una mostra a tema, dogmatica e militante. Gli artisti, cioè, non sono stati chiamati a dimostrare fedeltà ideologica od omologazione stilistica. Al contrario, l’idea fondante riguarda proprio l’equilibrio delle differenze, anagrafiche, somatiche, etniche, di genere. In altre parole, il fulcro è l’energia che emana dal proprio essere artisti: nel privato, nella vita di relazioni, nella ricerca estetica. Come scrive lo stesso Franko B nel catalogo stampato per l’occasione: «Young at Heart Old on the Skin riunisce un gruppo eterogeneo di artisti, ognuno dei quali affronta le questioni dell’esistenza e della vita quotidiana nel proprio personale modo. La mostra presenta l’agenda particolare, la visione e il linguaggio visivo di ciascun artista, che è il risultato della loro esperienza di vita, della loro interpretazione e risposta a quell’esperienza», perché «indipendentemente dall’età, non importa quanto giovani o vecchi, siamo tutti giovani nel cuore, fino a che crediamo che ci sia ancora una speranza».

Artisti Parteciperanno alla mostra, oltre al curatore Franko B: Valentina Aceto, Mhosen Baghernejad Moghanjooghi, Niccolo Calmistro e Marco Marasciuolo, Vittorio Campanella, Branko Jankovic, Jacopo Mandich, Raffaele Mondazzi, Navegasion (Giorgiomaria Cornelio e Lucamatteo Rossi), Jacopo Pannochia, Giorgio Pignotti, Nicholas Polari, Elena Radovix, Michele Rava, Stefano Scagliola, Chloe Wing.

Franko B Si trasferisce a Londra nel 1979 integrandosi nella locale scena anarco-punk. Inizia così a esibirsi nei nightclub e, attraverso le sue esibizioni sul sangue, introduce la body art sovversiva nelle principali istituzioni artistiche su scala internazionale. Franko B, è un artista pioneristico, che usa il suo corpo come strumento per esplorare temi legati al personale, al politico, al poetico, alla resistenza, sofferenza e al ricordo della nostra mortalità. Attingendo ai media ogni giorno, l’insieme del suo lavoro risponde alla politica contemporanea attraverso la lente dell’individuo vulnerabile. La sua pratica comprende disegno, installazione, performance, scultura e curatela artistica.

Giovani nel cuore vecchi sulla pelle Franko B spiega, in vista della mostra, perché abbiamo bisogno di arte. Ed ecco il motivo: «Indubbiamente, viviamo tempi precari. Si potrebbe dire che siamo incamminati lungo un sentiero di totale autodistruzione, un sentiero su cui siamo da lungo tempo, se non addirittura dall’inizio dell’esistenza umana». «Abbiamo bisogno dell’arte – afferma – come forma di linguaggio per fare domande e per esporre il mostro dentro di noi, non solo per distrarre o intrattenere, per riempire un vuoto culturale, o per servire qualche tipo di stile o agenda decorativa». «Amore, dolore, rifiuto, abbandono, fugaci momenti insopportabili, sopravvivenza, resistenza, appartenenza, non appartenenza, emarginazione, vittimizzazione, speranza, disperazione, le cicatrici che raccogliamo e portiamo in giro, invisibili o visibili, autoinflitte o no, tutto la nostra, breve vita, non importa quanto possa durare. Questi sono alcuni di motivi che ci fanno battere il cuore, ciò che a volte ci rende giovani, e ciò che – inevitabilmente – ci rende vecchi sulla pelle. Indipendentemente dall’età, non importa quanto giovani o vecchi, siamo tutti giovani nel cuore, fino a che’ crediamo che ci sia ancora una speranza».

Lavori ‘Young at Heart Old on the skin’ riunisce un gruppo eterogeneo di artisti diversi, ognuno dei quali affronta le questioni dell’esistenza e della vita quotidiana nel proprio personale modo. La mostra presenta l’agenda particolare, la visione e il linguaggio visivo di ciascun artista, che è il risultato della loro esperienza di vita, della loro interpretazione e risposta a quell’esperienza. Gli artisti – dice Franko B – sono stati invitati a mostrare ciò che sanno fare meglio, essere se stessi: i commoventi ritratti di rifugiati di Raffaele Mondazzi; gli studi fotografici di Nicholas Polari sulle proprietà vuote; il collettivo di Giorgiomaria Cornelio e Lucamatteo Rossi, Navegasion, che presenta fotografia, scrittura, film, oggetti trovati e storie d’archivio; il lavoro sull’oggetto trovato di Valentina Aceto, nella forma di una cornice pittorica tradizionale; la relazione viscerale e fisica di Michele Rava con il tempo; l’installazione scultorea di Stefano Scagliola che parla delle metafore del rituale e del conforto, dell’umorismo ma anche dell’identità; i disegni e alle stampe di Jacopo Pannochia, che parlano del suo esistenzialismo romantico, bohémien e punk; le performance nate per essere solo documentate mediante foto di Elena Radovix; la raccolta di storie e fotografie dell’infanzia di Branko Jankovic; il lavoro di Mhosen Baghernejad Moghanjooghi, basato sulla scrittura, usando il linguaggio in modo scultoreo, con martello e scalpello; la bellissima e vulnerabile voce di Chloe Wing, delicata in tutti i sensi, sottotono ma potente, usata come un bisturi; le installazioni interattive di Jacopo Mandich, che parlano di rischi calcolati e instabilità come metafora; le installazioni multimediali di Niccolo Calmistro e Marco Marasciuolo, che hanno una fisicità determinata dalla ricerca precisa della funzione tra lo spazio e l’oggetto che domina; le opere di Giorgio Pignotti, che confermano la sua storia d’amore con la “pittura” negli ultimi dieci anni; Vittorio Campanella, un giovane cuore che pulsa pieno di ottimismo e amore, come dovrebbe essere ogni giovane cuore. Questi percorsi, uniti magistralmente da Franko B, li hanno portati quindi tutti fino a Palazzo Lucarini. «Vorrei ringraziare per questo – commenta Franko B – il Centro per l’Arte Contemporanea Palazzo Lucarini, l’organizzazione e il Comitato Direttivo, Maurizio Coccia e Mara Predicatori, il sindaco e la città di Trevi per averci ospitati».

Info La mostra è visitabile dal 28 settembre (ore 18.30) all’ 8 gennaio 2019. Dal venerdì alla domenica, dalle ore 15:30 alle 18:30. Ingresso gratuito. Tel. 0742 381021; [email protected]

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