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Al Rework torna ‘60sec freestyle contest’: «Ragazzi coltivano una forte passione con il fuoco negli occhi»

Intervista a Yama Petricciuolo, fondatore del contest che dà spazio ai giovani mc italiani: «Fiero di dare un microfono a chiunque voglia usarlo per dire la sua»

60 sec freestyle

di Alessandro Cascianelli

Tutto pronto per il grande ritorno del 60sec, il noto contest di freestyle umbro, che mette a confronto le nuove leve del rap italiano. L’evento sarà presentato da Yama Petricciuolo, con la presenza in consolle di Dj Tool e avrà due ospiti d’eccezione: Mr Phil e Il Turco. Appuntamento sabato 9 marzo al Rework di Perugia.

Come è nata l’idea di 60sec?
«Il nostro contest nasce nell’estate del 2012, con alcuni amici stavamo riflettendo su quanto fosse difficile per un rapper emergente poter suonare. Perugia era poco attiva sul versante rap e, oltre a serate sporadiche con artisti affermati, mancava un elemento di aggregazione. C’erano molti ragazzi che avevano voglia di esibirsi, ma non c’era nessuno che gli desse un microfono in mano, senza aspettarsi di vedere il locale pieno. Con un po’ di spensieratezza, abbiamo deciso di provarci, con il solo spirito di mettere un microfono a disposizione di chiunque lo volesse usare».

Qual è secondo te l’aspetto più affascinante del freestyle?
«Direi l’equilibrio che c’è tra goliardia e serietà. Gli mc prendono davvero sul serio le battaglie, si fanno anche centinaia di chilometri per giocarsela tutta in pochi minuti. Mi piace vederli con il fuoco negli occhi, ma la cosa che mi colpisce ancora di più è la loro rapidità di pensiero e di elaborazione della risposta. Credo che sia affascinante, potrebbe essere interessante anche per un neurologo».

Il vostro format punta molto sui valori dell’hip hop, come vedi la situazione attuale italiana?
«Estremamente sviluppata, ci sono iniziative di tutti i tipi e mi fa molto piacere. Certo, si sono sviluppate correnti che sono un po’ distanti dai valori tradizionali di questa cultura, ma rispetto a qualche anno fa c’è molta più offerta ed è molto positivo».

Credi che con il boom del rap, si siano dimenticati i valori della cultura hip hop?
«I valori o li hai o non li hai. L’hip hop può essere un ottimo modo per incanalarli e condividerli, ma credo che sia un errore vederlo come una religione e cadere negli annessi dogmi che ne derivano, è una deformazione che non ho mai condiviso molto. La commercializzazione del rap, in alcuni casi, lo ha svuotato di contenuti, ma ha anche abbattuto molte barriere e potenzialmente avvicinato molte persone a questo genere, poi ovviamente i gusti sono gusti ed ognuno è libero di ascoltare quello che preferisce».

All’interno della serata si esibiranno anche Il Turco e Mr.Phil, come mai li avete scelti?
«Sono cresciuto con i loro dischi, vale la pena di venirli a sentire perché portano sonorità schiette e parole dirette. Sono artisti con anni di esperienza, sanno come tenere un palco e come far divertire il pubblico: la loro filosofia si sposa perfettamente con la nostra serata».

Che cosa bolle in pentola per il futuro?
«Sono orgoglioso di poter annunciare che Murubutu sarà con noi il 5 aprile, sempre al Rework. Per il 60 sec, invece ci saranno molte novità, alcune le potrete vedere già da sabato. Abbiamo portato il freestyle in tantissimi luoghi e, soprattutto, ci siamo divertiti molto, vogliamo continuare a farlo più che mai».

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