Currently set to Index
Currently set to Follow
sabato 26 settembre - Aggiornato alle 07:11

‘A week from monday’, ricerca sonora e visiva a Scopoli: musicisti e artisti in residenza montana

Holydays festival e Viaindustriae si uniscono con un progetto di sostegno alla produzione per un lavoro che sappia cogliere la specificità, la natura e la cultura del luogo

Un concerto di Holydays festival 2019 a Scopoli

di Danilo Nardoni

L’edizione 2020 di Holydays Festival – festival musicale che da qualche anno indaga la migliore e ricercata scena indipendente italiana ed internazionale (indie, alternative, elettronica) – che è stata sospesa a causa del Covid-19 non ha però bloccato la creatività e la voglia di fare dei suoi artefici. La decisione che hanno preso è stata comunque quella di rimanere presenti, in termini di sostegno alla produzione e alla ricerca, attraverso la costituzione di una residenza artistica. E di farlo in collaborazione con Viaindustriae, associazione culturale e casa editrice con sede a Foligno (altra bella realtà che della ricerca in campo visivo e artistico ha fatto la sua cifra stilistica) e la Comunanza Agraria di Scopoli. Il progetto di residenza si intitola “Holydays residency – A week from Monday” e si terrà dal 7 al 13 settembre 2020. L’obiettivo è la produzione di un lavoro artistico, sonoro e visivo, che verrà pubblicato grazie a Viaindustriae e successivamente presentato ‘in situ’ durante l’edizione 2021 di Holydays Festival a Scopoli, area montana nel comune di Foligno.

Residenza La residenza ospiterà, a Scopoli per una settimana, tre musicisti inizialmente in programma per l’edizione 2020 di Holydays Festival (Luca Sguera, Matteo Pennesi, Laura Agnusdei) e due artisti visivi selezionati attraverso uno specifico bando indetto da Viaindustriae (Giacomo Infantino e Francesca Ruberto). L’idea è quella di sviluppare un lavoro integrato che sappia cogliere la specificità del luogo, la sua “natura” e la sua “cultura” e cercare di restituire, in immagini e suono, ciò che Scopoli offre al festival. “Holydays Residency – A week from Monday” diventa, quindi, piattaforma attiva di produzione, interazione e sostegno ad una categoria che sta subendo con difficoltà le conseguenze di questa situazione globale. Il progetto è finanziato integralmente da Holydays Festival, con il ricavato dello shop online che sarà utilizzato a questo scopo. Il Festival è iniziato nel 2015 in forma itinerante sul territorio umbro per poi stabilirsi dal 2019 a Scopoli. Questa frazione montana del comune di Foligno si trova lungo la strada statale 77 della Val di Chienti, a fianco del corso del fiume Menotre. Il luogo ameno permette una ricerca “silenzio-sa” e concentrata nel territorio come lo scambio fertile di idee e la convivialità.

Artisti visivi Giacomo Infantino e Francesca Ruberto sono un duo di artisti italiani che lavora insieme nella creazione di video e installazioni. Le pratiche di Giacomo e Francesca si fondono insieme e attraverso la scultura, il video e il suono concependo un’esperienza immersiva e introspettiva, dalla dimensione onirica e sognante. Sono loro i vincitori del bando, curato da Viaindustriae, che mirava a selezionare artisti visivi in grado di costruire una relazione integrata con la produzione musicale ed una progettualità site-specific che allarga il contesto fisico rurale-montano allo scenario effimero-sonoro che il festival propone attraverso la sua “cassa” di risonanza. Il festival, infatti, attraverso l’evento musicale crea una comunità operante e partecipante in grado di coinvolgere “maestranze” artistiche ma anche l’audience e gli abitanti “rari” della montagna. Per tal motivo il lavoro artistico dovrà essere in grado di rispondere sia al contesto sia alla piattaforma performativo-musicale dell’evento festival. Il tema emerge dal titolo del progetto, A week from monday, che “cita non letteralmente” un libro teorico di John Cage (A Year from Monday, lectures & writings), una vera agenda di lavoro di pensiero, composizione, scrittura, paesaggio tra immagine e suono. Gli artisti dovranno scrivere con la musica e l’immagine attraverso i dispositivi ed i medium multicanale (video, fotografia, mixed media, publishing) che gli consentiranno di mettersi in dialogo con gli artisti-musicisti. In fase di produzione, il lavoro visivo potrà essere sviluppato in maniera indipendente rispetto all’avanzamento del lavoro sonoro, ma il tutoraggio garantirà una effettiva interazione con i musicisti e una collaborazione che si realizzerà all’interno del contesto del Festival. I possibili temi di lavoro su cui si dovranno applicare gli artisti sono: video-foto documento, immagine e grafica del booklet, visual project indirizzato alla performance musicale, video.

Artisti sonori Luca Sguera è un pianista, compositore ed improvvisatore. Ama investigare la composizione come stratificazione di segni e di significati, attraverso una pratica che fa del ritmo e del timbro i suoi punti chiave. È attivo in diversi progetti tra i quali AKA e She’s Analog. Matteo Pennesi è un musicista e cofondatore dell’etichetta quintomondista Artetetra. Attualmente è attivo con il duo post-esotico Babau e con Lyy sünnœtty pækkülyttï, progetto di esplorazioni plunderfoniche e umoristiche. Si interessa principalmente di: internet, musica aleatoria e software obsoleti. Laura Agnusdei è una compositrice, sassofonista e sperimentatrice elettronica. Sospesa tra l’uso della melodia e la ricerca timbrica, residui di forma canzone e squarci improvvisativi, la sua musica amalgama diverse fonti sonore (acustiche, digitali e analogiche) creando paesaggi sonori all’interno dei quali il sax rimane la principale voce narrante.

I commenti sono chiusi.