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domenica 3 luglio - Aggiornato alle 22:40

A Terni c’è aria di Cantamaggio: tutto pronto per la sfilata dei carri

Sei colossi di cartapesta in centro per la 126esima edizione della kermesse, vice presidente Persichetti: «Voglia di ripartire»

Cantamaggio 2016

Ritorna la tradizione dopo due anni di stop, manca poco alla sfilata dei carri di maggio. In città si respira aria di festa. «C’è voglia di ricominciare – confida ai microfoni di Umbria24 Diego Persichetti, vicepresidente dell’ente Cantamaggio – l’impegno per questa edizione è stato tanto, i maggiaioli sono entusiasti, si torna in pista». Sabato sera i sei colossi di cartapesta si raduneranno in viale Mazzini alle ore 20.30. Tra le 21 e le 21.30 partirà il primo carro per la sfilata alla volta di piazza Tacito, corso Tacito, piazza della Repubblica, piazza Europa e infine piazza Ridolfi dove i carri stazioneranno fino a lunedì.

Stop alla circolazione e sosta veicoli per la sfilata dei carri: le vie interessate

Carri di maggio La cerimonia di premiazione dei carri allegorici ci sarà domenica sera alle 21.30 in piazza Europa accompagnata da uno spettacolo musicale di canzoni maggiaiole. Seguirà, sempre in piazza Europa, il tributo a Raffaella Carrà. «Il Cantamaggio – continua Persichetti – non è solo la sfilata dei carri, dietro c’è un gran lavoro di gruppo, una rete di collaborazioni fatta di piccole e grandi cose, la tradizione continua». I carri a sfilare per le vie del centro saranno sei, l’ultimo è il carro enogastronomico ‘Se magna!’ organizzato e animato dal gruppo artistico ‘Riacciu’ che concluderà la parata con la distribuzione delle tradizionali penne alla ternana.

Caciara maggiarola Il primo carro è ‘Caciara maggiarola’ del gruppo maggiaiolo gli Innammorati del Cantamaggio di Casali e Cesi, ideato da Roberto Farinelli e Sandra Bianconi. «Il Covid ci ha tolto a lungo la libertà di vederci con amici e parenti e ci ha rinchiusi in casa con la sola possibilità di sentirci a distanza. La voglia di evadere era tanta ma come fare? Ci sono venuti in soccorso fantasia e creatività. Con oggetti riciclati e mezzi di fortuna i nostri giovani hanno costruito macchine da terra e volanti e con queste usciamo finalmente in strada per fare quella ‘Caciara maggiarola’ che tanto ci è mancata. Grande festa e allegria tutti insieme per il 126esimo anno del Cantamaggio finalmente ritrovato».

Museo Maggiarolo Il secondo carro a sfilare è ‘Museo Maggiarolo’ del gruppo maggiaiolo Pallotta-Polymer-Sabbione-Centro Sociale Polymer e ideato da Emanuela Listante. «Un museo con le ruote è quello che stasera facciamo sfilare in questa città che un po’ ha dimenticato chi eravamo. Noi oggi siamo il frutto di ieri, sotto l’ombrello custodiamo i ricordi più cari. Nella sfera illuminiamo la via dove nonostante salite e discese i fiori non smettono mai di sbocciare. Quadri di ragazzi che, a modo loro, hanno espresso i loro sentimenti pensando al Cantamaggio, vivendo anche il momento difficile che stiamo subendo in seconda linea. Hanno disegnato, hanno costruito e hanno conosciuto la nostra storia. Per noi questo museo non è solo un carro, è storia e la nostra grande vincita oggi è aver visto l’impegno e l’amore che questi giovanotti hanno impiegato per un bene che appartiene solo a noi ternani».

Lu carro dei ricordi Il terzo colosso di cartapesta si chiama ‘Lu carro dei ricordi’ ed è del gruppo maggiaiolo quartiere San Giovanni, ideato e realizzato Da Romina Longo. «Durante questi ultimi due anni dove la pandemia ci ha obbligati a cambiare tutte le nostre abitudini giornaliere, abbiamo capito tante cose. Cose che avevamo perso un po’ di vista per via della nostra vita frenetica. Allora noi stasera vi riporteremo in quel tempo dove si chiacchierava in compagnia, si rideva, si scherzava intorno a un Fontanile. Dove si vendemmiava si creava uno dei momenti più belli e più festosi, è ci si poteva abbracciare gioiosamente senza aver paura di farlo. Non dimentichiamo mai le nostre origini ma cerchiamo di tenerle sempre presenti come esempio di vita».

Un viaggiu de speranza Il quarto carro in gara è ‘Un viaggiu de speranza’ del gruppo maggiaiolo giovani maggiaioli arronesi, ideato da Daniele Aiani. «Attraverso un chiaro messaggio visivo, questo carro, vuole rappresentare la speranza per mezzo delle figure simboliche esposte, è la testimonianza dell’amore che il popolo dei maggiaioli sente nei confronti della natura e della vita e vuole esprimere le umane apprensioni di fronte ai complessi segnali che si annunciano oggi per il nostro futuro. A seguito di un evidente degrado confusionale che ormai regna sulla nostra terra, è la speranza che ancora vive nell’animo dell’uomo che fa esplodere l’immaginazione, portando la nostra mente ad esplorare nuove realtà, con la convinzione che nel mondo possa tornare la pace e la tranquillità. Un simbolico veliero, carico di vita, è condotto da un equipaggio di giovani speranze, sfruttando l’aiuto del vento amico Eolo. L’imbarcazione è diretta coraggiosamente verso una sperduta isola, per cercare di salvare il pianeta terra, ormai intrappolato nella stretta morsa di Medusa, simbolo mitologico dell’odio e del male, frutto degli ideali sbagliati dell’uomo, che stanno portando la terra verso l’autodistruzione. Poseidone, Re del mare, responsabile della trasformazione di Medusa, avvenuta da parte della sua amata dea Atena per gelosia nei confronti della bellissima fanciulla, con il supporto dei gioiosi venti di Eolo, aiuterà i giovani condottieri a vincere le insidie delle enormi onde. Troppo odio è stato seminato, ma la vista all’orizzonte della terra riaccende negli animi la Speranza di pace e l’arrivo di una nuova Primavera che possa riportare nel mondo serenità e voglia di vita».

Na botta de…primavera Il quinto carro in concorso è ‘Na botta de…primavera’ del gruppo maggiaiolo Lu Riacciu, ideato da Alfonso Lauro. «Tempi difficili. Ma la Primavera non lo sa e le api e i fiori tornano a fare il loro antico mestiere. Vibra la natura di suoni e di colori. Accendono i sensi i raggi di sole e gli odori. Persa fra le nuvole, ‘la rosa, Regina de Maggiu’, apre lo scrigno delle meraviglie. Al suo tocco si spegne il boato della guerra e si fa la pace».

 

 

 

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