giovedì 17 agosto - Aggiornato alle 13:38

In 1.700 a Terni per i quattro main event di Umbria Jazz: «Edizione zero con grandi potenzialità»

Vicepresidente della Fondazione abbozza bilancio sul ritorno in città con l’edizione spring: bene Fresu e il duo Servillo-Rea, delude Incognito

Paolo Fresu a San Francesco (foto Rosati)

«Ci sono dei lati positivi come i 1.700 spettatori registrati per i quattro concerti principali e ci sono lati che invece dovranno essere affinati, ma il dato certo è che Umbria Jazz recupera Terni, una città che è legata a momenti importanti della sua storia».

Promossi i concerti serali Così all’indomani del grande ritorno a Terni della manifestazione, il vicepresidente della Fondazione, Stefano Mazzoni, che fornisce per l’appunto i dati sulla biglietteria e abbozza un primo bilancio in attesa di una conferenza stampa che dovrebbe tenersi a stretto giro con gli organizzatori e le istituzioni per tracciare più accuratamente il bilancio di quella che per Mazzoni è «l’edizione zero e da questo presupposto – osserva – deve essere compiuta qualsiasi valutazione». Ma intanto la promozione a pieni voti viene riconosciuta «senza dubbio all’apertura con il bellissimo progetto di Paolo Fresu e la chiusura col duo Peppe Servillo-Danilo Rea, le street parade dei Funk Off e il magnifico London community gospel choir, mentre maggiori – ammette il vicepresidente di UJ – erano le attese per Incognito».

Al vaglio periodo e appuntamenti pomeridiani Sotto la lente degli organizzatori passeranno «i concerti pomeridiani dei giorni di Pasqua e Pasquetta, soprattutto se di nicchia come può esserlo un evento jazz», fermo restando che per il programma della quattro giorni è stato necessario compiere «scelte artistiche compatibili con l’atmosfera delle cerimonie religiose della settimana santa e quindi con la Pasqua», tanto più che grazie alla diocesi si sono potute utilizzare le cornici di San Francesco e il Duomo.

Attese le prossime mosse In attesa che UJ, Regione e Comune individuino la direzione per il futuro della manifestazione a Terni, che ha aiutato non poco gli operatori turistici del comprensorio a tamponare le emorragia di visitatori provocata dal terremoto, il vicepresidente Mazzoni non tarda a riconoscere «le grandi potenzialità dell’edizione Spring», definita una prova generale di tempi, luoghi, formule e feeling con la città e della città» a cui, peraltro, si dà il merito di aver «risposto con grande partecipazione». La stessa riconosciuta anche alle istituzioni della città e alla stessa macchina organizzativa che attraverso il proprio staff «con grande umiltà e disponibilità ha imparato a confrontarsi con un ambiente diverso da Perugia e Orvieto». Ora però sono attese le prossime mosse.