sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 22:37
9 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 08:02

Netflix presenta il documentario su Amanda Knox. Spietata o ingenua? Di certo oltre la cronaca nera

Il film debutta al festival di Toronto e racconta la storia della studentessa due volte condannata e due volte assolta dalla giustizia italiana. Oggi è morto il giornalista-innocentista Mario Spezi

Netflix presenta il documentario su Amanda Knox. Spietata o ingenua? Di certo oltre la cronaca nera
Amanda Knox in lacrime

di En.Ber.

Debutta al festival di Toronto il documentario di Netflix «Amanda Knox», diretto dai registi Rod Blackhurst e Brian McGinn. Il video racconta la storia della studentessa americana due volte condannata e due volte assolta dalla giustizia italiana per l’omicidio della coinquilina inglese Meredith Kercher. Il documentario si pone una domanda e si chiede se Amanda sia una spietata psicopatica che ha assassinato la sua compagna di stanza o un’ingenua studentessa straniera intrappolata in un incubo senza fine. Debutterà in tutti i paesi dove è in atto il servizio Netflix dal 30 settembre, quindi anche in Italia. «Amanda Knox» è la terza trasposizione al cinema o in tv della storia dell’omicidio di Perugia. Sulla vicenda giudiziaria di Perugia si era pronunciato perfino Donald Trump.

Morto Mario Spezi E’ morto oggi Mario Spezi. Il giornalista, noto per le inchieste sul mostro di Firenze, negli ultimi anni si era occupato del caso Meredith. Nel 2013 ha scritto il libro «Der Engel mit den Eisaugen», con Douglas Preston, pubblicato solo in Germania per il rifiuto di tutte le case editrici italiane, europee e statunitensi. La tesi era simile a quella del primo processo d’appello del 2011 che vedeva nel solo Rudy Guede il colpevole. I due autori avevano pubblicato anche un e-book dal titolo «La strega di Perugia» (2011) in cui il caso veniva riletto come una persecuzione dettata da fantasie degli inquirenti, pregiudizi, simpatie personali e misoginia nei confronti di Amanda Knox.

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  • Rosa Milà

    Questo è l’ennesimo “modo” di lucrare sulla pelle della povera Meredith e nient’altro.
    Premetto che mi sono letta le motivazioni di Massei, Hellmann, Nencini e Marasca (processi Knox-Sollecito) e di Micheli (processo a Guede) che ti danno modo, almeno inparte, di conoscere i VERI fatti al di là di tutto quel che si è detto e scritto nei media italiani, inglesi e americani. Che dire? La realtà è che questo caso era stato risolto in fretta e in modo esemplare (a parte l’errore di non aver repertato già dal primo sopralluogo il famoso gancetto, errore che però non comprometteva l’insieme delle indagini) incarcerando tutti i colpevoli (ora dovrei dire ex…colpevoli), ma avendo il caso suscitato un grande interesse nell’opinione pubblica di ben tre nazioni, questo fatto ha dato l’avvio ad ogni tipo di speculazione e distorsione dei fatti, non tanto per “difendere” la giustizia o dei presunti poveracci condannati ingiustamente, ma piuttosto per riempirsi ipocritamente le tasche. E mi riferisco soprattutto agli “americani” i quali si sono buttati a pesce sul caso creando un circo mediatico incredibile, anzi, con la scusa di sostenere una loro “figlia d’America” condannata ingiustamente (secondo loro) “dall’incompetente” sistema giudiziario italiano (peccato che nella realtà il suddetto sistema sia decisamente migliore del loro…ma questo
    non lo possono sapere) e dato che gli americani si sono limitati ad informarsi tramite i media “diretti” da un certo David Marriott, assunto e pagato dal padre della Knox, nonché a leggere il libro della stessa Knox, sono riusciti nell’impresa (ora però che dei traduttori “volontari” hanno tradotto in inglese i documenti ufficiali….molti americani si sono resi conto di essere stati intortati alla grande)…eh già, santa ingenuità, come si faccia comunque a credere che un eventuale colpevole scriva in un suo libro che …è colpevole, mi è oscuro; PERO’ ho visto che ora anche molti italiani si sono bevuti le “balle” di un Guede che dopo l’assoluzione dei suoi ex complici si è giustamente detto “perché loro sì e io no? “Infatti si sarebbe deciso a raccontare la “sua” verità dagli schermi della tv nazionale, auspicando tra l’altro la revisione del processo. Questo ha portato alcuni personaggi italiani, fiutando la ghiotta “occasione”, a sostenere la sua PRESUNTA ma smentita dai fatti: “innocenza”. E’ stata aperta una pagina facebook a nome di Guede da dove si “grida” all’errore giudiziario (seee…) e da dove alcuni sostengono addirittura che Guede sia stato condannato in quanto “povero negro” (scusate l’espressione, non è nel mio stile ma rende l’idea) a scapito dei due
    “bianchi”…..per la verità credo che mai come in questo specifico caso, non si era tenuto conto né del “ceto” sociale, della nazionalità e tantomeno del colore della pelle….ma i pregiudizi sono duri a morire, anche quelli “inversi”. Comunque la sottoscritta si era permessa di dissentire e di postare nella pagina di Guede, dei commenti riguardo ai fatti VERI (quelli scritti negli atti processuali) e….sopresa!…. mi si era permesso di scrivere, almeno fintanto che non ho iniziato a postare il link che rimanda alle motivazioni del giudice Micheli, un rapporto che smonta UNA PER UNA tutte le menzogne di Guede, RISULTATO: bannata a vita! Eh certo, meglio che la gente non conosca i fatti concreti…..altrimenti il giochetto finisce!
    Eh già, non sono solo gli “americani” che hanno fatto, o sperano di fare, i soldini tramite questo caso…….CONCLUSIONE: tutti vogliono guadagnare, l’unica che ha “perso” è Meredith e la GIUSTIZIA!

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