sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 06:54
26 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:35

Narni intitola vie al prof Crisi, Fallaci e monsignor Cotini: «Loro opera è traccia indelebile»

Ok anche a spazi dedicati a morti sul lavoro, c'è il via libera del consiglio comunale

Narni intitola vie al prof Crisi, Fallaci e monsignor Cotini: «Loro opera è traccia indelebile»
Il consiglio comunale di Narni

Vie e piazze intitolate al prof Ludovico Crisi, alla giornalista Oriana Fallaci e a monsignor Gino Cotini, mentre spazi pubblici saranno dedicati alle persone morte sul luogo di lavoro. Questa la decisione del consiglio comunale di Narni che ha approvato una serie di proposte commemorative in favore delle tre personalià  «che – si legge in un documento – con la loro opera, hanno lasciato una traccia indelebile e si sono particolarmente distinte nella vita sociale del territorio, contribuendo a scriverne la storia».

Prof Crisi In particolare l’ok all’intitolazione di una via al prof Crisi è arrivata su input del consigliere Sandro Amici che ha interpretato il sentimento di stima e affetto che tutta la comunità narnese ha per anni nutrito nei confronti dello storico primario che fin dagli anni Sessanta ha guidato il reparto di Chirurgia generale e urologica dell’ospedale cittadino: «Grazie alla opera di Crisi – è scritto nell’atto – il nosocomio ha sicuramente toccato il momento più alto e all’epoca competeva alla pari se non in maniera superiore con ospedali di città molto più grandi».

Monsignor Cotini A voler dedicare una vita a monsignor Cotini è stato invece il presidente del consiglio Daniele Latini. Il sacerdote, archivista, scrittore e anche partigiano dopo aver preso i voti nel maggio 1940 ad appena 23 anni e aver guidato dal comunità di fedeli di Configni (Rieti), dove nel 1944 ha impedito ai nazisti la deportazione di alcuni abitanti della guerra, è tornato nel 1952 a Narni sua città natale «come – si legge nel documento –  insegnante del seminario poi come canonico della cattedrale e infine come parroco della chiesa di Sant’Agostino dove rimane fino al 1985, avviando anche importanti restauri. Grazie ai suoi importanti studi sugli statuti del 1371 e al suo impulso, nel maggio del 1969 si tenne la prima edizione moderna della Corsa all’Anello, di cui è stato uno dei soci fondatori».

Oriana Fallaci Una via sarà intitolata anche alla Fallaci così come proposto da Sergio Bruschini che ha incassato l’ok del consiglio: «La giornalista seppur non legata direttamente alla città è senza dubbio un personaggio di caratura internazionale». Infine, spazi pubblici saranno dedicati anche ai morti sul lavoro: «Il dato in Italia – spiega il testo approvato dall’assemblea di Palazzo del Podestà – recentemente è tornato a crescere, con un aumento nel 2015 del 16% rispetto al 2014, con l’impressionante frequenza di tre vittime al giorno a livello nazionale. Anche l’Umbria non è immune dall’incremento degli incidenti mortali, anche se la percentuale del 5,1% è sensibilmente inferiore a quella nazionale».

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