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31 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:45

Terremoto, dolore e cultura a Narni per l’addio a Floriana: «Amavi l’arte e avevi un cuore d’oro»

L’addio alla 59enne morta sotto le macerie ad Amatrice tra citazioni di Auden e Raffaello

Terremoto, dolore e cultura a Narni per l’addio a Floriana: «Amavi l’arte e avevi un cuore d’oro»

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di Massimo Colonna

«I momenti più brutti erano quando chiedevamo notizie di te e notizie non c’erano». C’è anche la nipote adolescente nella cattedrale di San Giovenale a Narni per l’ultimo saluto a Floriana Svizzeretto, la 59enne rimasta uccisa dal crollo della sua abitazione ad Amatrice durante l’ultimo terremoto. La Svizzeretto dal 2002 lavorava nel museo civico del paesino, il Cola Filotesio. «Era tutta la tua vita»: una vita trascorsa sui libri per studiare, cercare di capire, mossa da una sana passione per la conoscenza. Questo il quadro che emerge dalle testimonianze di parenti e amici.

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Chiesa gremita Tra le navate della concattedrale di San Giovenale anche il prefetto Angela Pagliuca e il sindaco Francesco De Rebotti. A celebrare il rito don Giorgio Brodoloni, su mandato diretto del vescovo Giuseppe Piemontese. «Floriana era una donna irremovibile per le sue idee – ha spiegato il cugino Luca in una lettera letta da un amico – ma sotto la sua scorza dura nascondeva un animo pieno di passione e di sentimenti. Era una donna che sapeva voler bene e che sapeva amare gli altri. Studiosa accanita, sin da giovane ha voluto seguire la strada della conoscenza che lei metteva sempre in primo piano, sia nella vita personale che con gli amici. Per questo aveva intrapreso con grande gioia l’esperienza al museo di Amatrice. Quel paesino era il suo amore».

Gli studi rimarranno «Ora ci piace pensare – ha proseguito – che i tanti studi che ha iniziato e che ha portato a termine lì saranno analizzati e serviranno ad altre persone nel futuro. Anche questo sarà un modo per non dimenticarti». Prima dell’omelia di don Giorgio a prendere la parola sono stati Roberto e Monica, due amici della vittima, che hanno letto una lettera per conto delle sorelle di Floriana. «Siamo di fronte ad una morte ingiusta e crudele. Lasci un vuoto improvviso e ora noi siamo costretti a chiederci come potremo andare avanti. Sei volata in cielo troppo presto per raggiungere tuo padre e tua madre. Hai lasciato un vuoto, ma nello stesso tempo sarai sempre in mezzo a noi, a noi che ti conoscevamo di più e con cui avevi un rapporto speciale. E’ vero che avevi un carattere a volte duro, ma una volta che decidevi di aprire il tuo cuore a qualcuno tu poi per quella persona eri sempre presente. Quando qualcuno di noi si voltava indietro per cercarti, tu c’eri sempre».

La poesia di Auden A salutarla anche la nipote adolescente. «Ciao zia, tu avevi una pazzia magica, mi piace ricordarti così. Ogni volta che ci ritrovavamo insieme mi raccontavi le cose belle e quelle brutte che ti erano successe ultimamente. Avevi una corazza dura ma anche un cuore tenero. Mi ricordo ancora quei giorni terribili ad Amatrice e non li dimenticherò mai: il momento più brutto non è stato quando sei stata ritrovata, ma i momenti in cui aspettavamo notizie e non c’erano. Ma comunque zia, tu sei morta una prima volta quando ti è stata tolta la direzione del museo nel 2014» Poi la poesia ‘Funeral Blues’ di Auden tratta dal film ‘Quattro matrimoni e un funerale’. E le citazioni di Martin Luther King e Raffaello prima dell’ultimo saluto.

@tulhaidetto     

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