domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 07:25
3 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:48

Narni celebra il patrono San Giovenale, vescovo: «Elettro è ferita viva, basta umiliazioni»

Padre Piemontese di fronte a massime istituzioni locali: «Le persone non sanno più chi implorare per avere uno straccio di lavoro, imprenditori ed enti intervengano»

Narni celebra il patrono San Giovenale, vescovo: «Elettro è ferita viva, basta umiliazioni»
Le celebrazioni in cattedrale

«È viva la ferita di Elettrocarbonium e non posso non invocare l’aiuto di San Giovenale per i tanti, troppi, che non sanno più a chi rivolgersi per implorare uno straccio di lavoro. Invito gli enti locali e nazionale, ma anche gli imprenditori a fare qualcosa per spezzare queste catene umilianti e schiavizzanti della disoccupazione». Questo un passaggio dell’omelia del vescovo Giuseppe Piemontese che nella cattedrale di Narni ha celebrato il solenne pontificale per il santo patrono, San Giovenale, di fronte a una folla di fedeli di ogni età e alle maggiori autorità civili e militari del comprensorio, tra questi il sindaco Francesco De Rebotti e il prefetto Angela Pagliuca.

Cattedrale gremita: fotogallery

Narni celebra San Giovenale Nell’ambito della celebrazioni è stato rinnovato il messaggio del santo fatto di solidarietà, unità e concordia, tanto più importante in un momento difficile per la comunità, che ormai da settimane soffre la crisi di Elettrocarbonium, l’azienda che ha tentato di rilanciare la produzione di elettrodi di grafite nella storica fabbrica di Sgl Carbon. Una festa che rinnova la memoria di san Giovenale quale «defensor civitatis, il pastore che si prende cura di tutto il popolo» e che alla sua sequela invita ad essere testimoni cristiani nel mondo di oggi «in una società avvolta da neo paganesimo: senza Dio o con molti idoli – ha aggiunto padre Piemontese – che fa fatica a comprendere e ad affermare il rispetto della vita umana, contro la quale vengono perpetrate violenze ancora primitive: sui minori, sulle donne, contro il patrimonio, contro la collettività attraverso la corruzione e i metodi mafiosi. Siamo testimoni, attraverso i media, di fatti molto gravi. Ma il rischio di essere contaminati è reale per tutti e anche per ciascuno di noi».

Vescovo: «Serve benessere spirituale e materiale» Ed infine il vescovo ha ricordato questo particolare anno santo giubilare: «È una grande opportunità per ognuno di ripensare la propria vita, ritrovare la propria relazione con Dio, la fede, riscoprendo abitudini cristiane del passato, che forse sono passate in secondo piano. Tutti possiamo fare qualcosa per creare spazi di libertà e di umanità nuova attraverso le opere di misericordia corporali e spirituali». Al termine della celebrazione è seguita la processione per le vie del centro di Narni con il busto di San Giovenale, accompagnato dalla rappresentanza del corteo storico in costume d’epoca, dai sacerdoti della forania di Narni, dai cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dalle autorità cittadine e fedeli. Davanti al palazzo comunale, nella piazza cuore e teatro della vita civile, sulla quale si affaccia la tribuna da cui hanno parlato oratori illustri tra i quali è annoverato San Bernardino da Siena, il vescovo Piemontese ha rivolto il suo augurio alla città «di vivere nella giustizia, nella concordia civile e nella pace; di benessere spirituale e materiale alle famiglie, ai bambini, ai giovani, a tutti coloro che si trovano in uno stato di precarietà; di un lavoro dignitoso e adeguato ai disoccupati; della salute ai malati e il conforto a tutti coloro che sono angustiati. San Giovenale continui ad essere al centro del vostro affetto e dei vostri pensieri, per la difesa di questa città e della sua nobile tradizione civile e cristiana».

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