lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:46
23 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:11

Moschea di Umbertide, scontro il consiglio comunale. Il sindaco Locchi: «Tutti sapevano»

Infuocata seduta chiesta dal Movimento 5 stelle. I grillini: «Non siamo contro integrazione ma vogliamo chiarezza». Lega: «Vicenda portata in Regione»

Moschea di Umbertide, scontro il consiglio comunale. Il sindaco Locchi: «Tutti sapevano»
Consiglio comunale di Umbertide

di Barbara Maccari

Si è tenuto mercoledì pomeriggio ad Umbertide il consiglio comunale aperto, richiesto dal Movimento 5 stelle, sul tema del centro culturale islamico. Nel frattempo proseguono spediti i lavori al cantiere in via Madonna del Moro.

Coinvolgere i cittadini Il primo intervento in consiglio comunale è stato quello di Valentina Pigliapoco del Movimento 5 stelle, che assieme ad Umbertide Cambia sta portando avanti la battaglia contro l’amministrazione in merito alla costruzione del centro culturale islamico: «L’accusa che ci muove il sindaco e la sua giunta è quella di non volere l’integrazione nella nostra città – attacca la consigliera pentastellata – ma noi quest’accusa la rispediamo al mittente: in questa sede chiediamo solo chiarezza ed alcune spiegazioni sulla questione. Nelle scorse assemblee pubbliche si è cercato di spostare l’attenzione sulle questioni prettamente nazionali, come i flussi migratori o l’analisi della religione islamica, per nascondere i problemi locali. L’integrazione per noi passa attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda, quella di bloccare il dibattito che riguarda tutti i nostri compaesani è solo una tattica politica».

No asta per ampliamento terreno La Pigliapoco ha poi ricostruito la storia e l’evoluzione della vendita del terreno da parte dell’amministrazione comunale in via Madonna del Moro: «L’Associazione culturale islamica di Umbertide, dopo l’asta pubblica per la vendita dei terreni edificabili, del luglio 2011, risultò assegnataria del lotto L3. In data 28 gennaio 2013, l’Associazione ha poi inoltrato istanza all’amministrazione comunale per l’acquisizione di un’ulteriore rata di terreno, in ampliamento a quella del lotto L3, la L4 destinata al parcheggio. Chiedo di sapere oggi perché non è stata indetta nessuna gara pubblica per l’assegnazione di quell’ulteriore terreno, ma è stata fatta semplicemente una delibera di giunta, senza passare neanche per il coniglio comunale, che nulla ha potuto decidere, e perché non fu fatta nessuna variazione sul prezzo dei due lotti».

Lotto già assegnato Sindaco e giunta sostengono che «tale domanda fu accolta perché, nel corso dei mesi intercorsi dalla pubblicazione del bando di vendita si era riscontrata una stasi del mercato immobiliare, che ha determinato la mancata vendita dei terreni limitrofi e l’amministrazione non era in possesso di una graduatoria di soggetti interessati all’acquisto degli stessi. Per queste motivazioni la richiesta dell’Associazione islamica Umbertide risultò del tutto accettabile senza previa pubblicazione di un nuovo avviso d’asta, trattandosi di una richiesta di ampliamento di un lotto già assegnato a seguito di esperimento di asta pubblica in data 22 luglio 2011».

Moschea come pratica edilizia Anche Stafano Conti di Umbertide Cambia è intervenuto al dibattito, sostenendo che «mai nessuno ha messo in discussione il fatto che l’Associazione islamica necessiti di un luogo più idoneo per svolgere le sue attività, quello che noi contestiamo da mesi è la mancanza di trasparenza dell’amministrazione nella gestione della vicenda. Quello che ci chiediamo è se si può trattare la costruzione di un centro islamico, che maschera evidentemente una moschea, come fosse una semplice e banale pratica edilizia, quando in realtà il problema è più ampio». Il consigliere Conti ha poi presentato richiesta di analisi della tematica del centro culturale in commissione specifica.

Referendum E’ intervenuto al dibattito anche il consigliere regionale della Lega Nord Valerio Mancini: «Al prossimo consiglio regionale porterò il nostro documento del 25 gennaio scorso in attesa di essere trattato, in cui chiediamo la moratoria sulle costruzione di centri culturali e moschee e proponiamo un referendum sulla questione per chiedere un voto ai cittadini umbertidesi».

Tutto trasparente «Il centro culturale islamico è qui da trent’anni – ha sottolineato il sindaco Marco Locchi – cambierà solo l’edificio in cui svolgere la propria attività, visto che l’attuale non è idoneo, inoltre quell’area andava bonificata e riqualificata, in questa logica si è inserito questo progetto. Nell’ottobre 2010 il consiglio comunale ha approvato all’unanimità il cambio di destinazione dell’area, tutti sapevano, è stato fatto un avviso pubblico con i manifesti. Tutto è stato fatto in modo regolare».

 

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