lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:31
8 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:49

Mercatone Uno, nessuna offerta per l’intero gruppo: verso nuovo bando

I commissari rendono noto che il bando è andato deserto ma resta ottimismo: «Ci sono manifestazioni interesse»

Mercatone Uno, nessuna offerta per l’intero gruppo: verso nuovo bando
I lavoratori di Magione

Nessuna offerta di acquisto, per ora, per l’intero complesso aziendale del Mercatone Uno. I commissari straordinari di Mercatone Uno, Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari, hanno reso noto che alla scadenza del 6 settembre non sono pervenute offerte d’acquisto dell’intero compendio aziendale (79 punti vendita in tutta Italia) nei termini previsti dal bando pubblicato lo scorso 16 giugno.

Mercatone Uno: nessuna offerta La base d’asta era 280 milioni di euro per 61 negozi operativi e 18 non operativi oltre a tutti i beni immobili della società. Tra questi 79 c’è ovviamente anche Magione, chiuso ormai da tempo mentre i suoi 40 dipendenti, in cassa integrazione, attendono di capire quale fine faranno. La vendita, comunque, resta in blocco e non ci sarà il temutissimo “spezzatino”: gli eventuali acquirenti dovranno infatti garantire l’apertura dei 79 negozi e il mantenimento degli attuali livelli occupazionali per almeno due anni.

Ci sono manifestazioni interesse I commissari sottolineano, infatti, che «le manifestazioni di interesse non vincolanti pervenute confermano l’esistenza di un’appetibilità di mercato per Mercatone Uno». Di concerto con il ministero dello Sviluppo economico, stanno quindi lavorando per un nuovo bando, caratterizzato da «maggiore flessibilità». Anche il nuovo bando, tuttavia, riguarderà l’intero gruppo e sarà «finalizzato al raggiungimento degli obiettivi della Procedura di amministrazione straordinaria: continuità aziendale, tutela occupazionale, soddisfazione dei creditori».

Si ostenta ottimismo I commissari ostentano tranquillità, in quanto «l’attività sta procedendo nel rispetto dei tempi previsti dalla Procedura» e confermano l’obiettivo di «giungere alla conclusione del percorso di rilancio e dismissione». Anche i numeri sembrano dare loro ragione: la quota di mercato di Mercatone Uno che è passata dal 6,6% del luglio 2015 al 9,4% del luglio 2016. I commissari confermano, perciò, la prospettiva di «valorizzare l’intero compendio aziendale che conta ad oggi una superficie complessiva di vendita di oltre 500 mila metri quadri».

Vicinanza ai lavoratori Sulla vicenda interviene Giacomo Chiodini sindaco di Magione. «Dobbiamo prendere atto  – afferma – della mancanza, al momento,  di offerte d’acquisto per il gruppo Mercatone Uno nei termini previsti dal bando pubblicato dal Ministero delle sviluppo economico (Mise)». « Come già annunciato dai commissari – prosegue il sindaco –  si sta già lavorando a un nuovo bando. Sarà premura dell’amministrazione comunale, del sindacato Cisl che a livello regionale segue questa delicata vertenza e dell’assessorato alle attività produttive della Regione umbria, attivarsi affinché questo nuovo tentativo di vendita contenga al suo interno specifiche tutele per i lavoratori coinvolti e per il negozio di Magione». «In particolare – continua Chiodini – va evitato lo  “spezzatino immobiliare” di una catena che ha fatto la storia del commercio in Italia e per questo mantiene ancora una grande appetibilità imprenditoriale». «Ai lavoratori del negozio Mercatone Uno di Magione – conclude – va la nostra vicinanza e solidarietà di fronte all’allungarsi dei tempi per una positiva soluzione della vertenza che li vede coinvolti».

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