sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 06:54
20 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:59

Mense Perugia, nulla di fatto al Tar. Si fa strada ipotesi di mini proroga. Calabrese: «Indagatemi»

I genitori e l'avvocato del Comune optano per un rinvio in vista dell'incontro che si terrà giovedì. Post polemico dell'assessore: «Nostra refezione è di qualità»

Mense Perugia, nulla di fatto al Tar. Si fa strada ipotesi di mini proroga. Calabrese: «Indagatemi»
Una mensa scolastica (foto archivio Fabrizi)

di Dan.Bo.

Tutto rinviato in attesa di novità, che potrebbero arrivare già nel corso dell’incontro tra Amministrazione comunale e genitori che si terrà giovedì. Mercoledì al Tar dell’Umbria si sarebbe dovuto discutere il ricorso presentato proprio dai genitori attraverso i comitati mensa, e invece nulla di fatto: a chiedere il rinvio sono stati proprio questi ultimi, un’opzione di fronte alla quale l’avvocato di palazzo dei Priori, Luca Zetti, non ha alzato barricate. Dunque, tutto rinviato in attesa di capire cosa succederà ora, in particolare dopo l’inchiesta dea magistratura che riguarda anche Perugia.

LE CARTE DELL’INCHIESTA

Nuova gara La giunta comunale, dal sindaco all’assessore Dramane Waguè, in questi giorni ha taciuto con lo scopo, spiegano a palazzo dei Priori, di non aprire ulteriori fronti con i genitori in attesa del confronto che si terrà giovedì. Intorno a un tavolo i genitori dei comitati mensa, il sindaco Andrea Romizi, Waguè e la struttura comunale. L’idea che sembra farsi largo in queste ore pare essere quella di una mini proroga di tre mesi dell’appalto, che in teoria avrebbe potuto essere rinnovato per l’intero anno scolastico. Essendo ormai la fine di luglio, sono troppo stretti i tempi per dare vita a una nuova gara: ecco perché la strada potrebbe essere quella della mini proroga e poi del nuovo bando, all’interno del quale coinvolgere i genitori.

Calabrese In tutto questo interviene, sulla sua pagina Facebook, l’assessore Francesco Calabrese con un post sul quale molto si sta discutendo e scritto anche per rompere il muro di silenzio eretto in questi giorni da palazzo dei Priori: «Voglio confessare e vorrei essere indagato, vorrei un avviso di garanzia anch’io» dice riferendosi q «quella volta che dovetti portare Giovanni (suo figlio, ndr) al pronto soccorso perché non avevo pulito perfettamente la sua sogliola e gli rimase una spina conficcata sulla gola». «Vorrei essere indagato anche io – continua -, anche se mi chiedo quanti genitori pessimi come me, siamo tutti da indagare. Il maxi-processo andrebbe celebrato al Curi. Abbiamo almeno letto che l’inchiesta perugina è una minima frazione di una vasta indagine dei Nas disposta dal Ministero della Salute in giro per l’Italia. Se alziamo lo sguardo dalle solite nostre beghe perugine e andiamo a verificare cosa riscontato in giro per l’Italia, tra quanti sequestri e strutture chiuse ovunque, potremmo accorgerci che i problemi sono altrove, non da noi».

Refezione di qualità «Dopo le minuziose verifiche dei Nas a Perugia – spiega ancora -, la vera notizia è che la nostra refezione scolastica è di generale e verificata qualità, salvo alcuni isolati e fisiologici casi (tra i 4.500 pasti al giorno e gli oltre 800.000 ogni anno), che si verificano ben più frequentemente nelle nostre case. Se non vogliamo essere ipocriti. O, come al solito, politicamente strumentali. E non mi risultano precedenti verifiche così minuziose, ma non servono polemiche. Quei genitori che vogliono dare una mano per migliorare ancora la qualità della nostra refezione scolastica sono certamente una risorsa, che so la nostra amministrazione vuole e deve sempre più valorizzare. Ed era il primo anno, miglioreremo ancora sul precisissimo rispetto di quanto affidato. Tutto il resto è il solito circo». Quel che è certo è che il clima intorno al caso mense rimane bollente; e il meteo non c’entra.

Twitter @DanieleBovi

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