martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:27
2 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:00

Meningite alla Giornata mondiale della gioventù, decine al Pronto soccorso. Asl: «Non serve»

Dopo il decesso della 19enne di Roma raffica di accessi anche negli ospedali dell'Umbria da parte di ragazzi e ragazze che hanno partecipato alle celebrazioni di Cracovia

Meningite alla Giornata mondiale della gioventù, decine al Pronto soccorso. Asl: «Non serve»
Ospedale di Terni (foto Rosati)

Raffica di accessi «impropri» ai Pronto soccorso degli ospedali umbri dopo il caso di meningite che ha ucciso una diciannovenne di Roma di ritorno da Cracovia dove aveva partecipato alla Giornata mondiale della Gioventù. Sarebbero circa 800 i giovani tornati nelle città e nei borghi della regione dopo aver partecipato alle celebrazioni in Polonia che in queste ore si stanno recando nei presidi sanitari chiedendo di essere sottoposto ai controlli e ai trattamenti del caso. A mettersi in moto anche la Conferenza episcopale italiana che attraverso i responsabili delle pastorali diocesane martedì ha invitato tutti giovani, sacerdoti, suore e laici che hanno avuto accesso a Casa Italia a prendere le precauzioni del caso. A sottoporsi a profilassi anche il vescovo di Spoleto, Renato Boccardo.

Meningite alla Giornata mondiale della gioventù In questo senso l’Asl Umbria 2 interviene per fornire una serie di indicazioni e raccomandazioni: «La meningite meningococcica si trasmette per via aerea da persona a persona e, pertanto, si considerano a rischio i conviventi e coloro che hanno contatti stretti con la persona malata, in particolare bambini piccoli o adulti che abbiano avuto esposizione diretta alle secrezioni della persona malata attraverso baci, condivisione di posate ecc., o che abbiano mangiato o dormito nella stessa abitazione. Solo ed esclusivamente per tali soggetti è raccomandata la chemioprofilassi, cioè un trattamento antibiotico che risulta efficace se eseguito entro 48 ore dall’ultimo contatto con il caso, in quanto la malattia ha un periodo di incubazione di circa 3-4 giorni (da 2 a 10). La chemioprofilassi non è raccomandata nei casi in cui non ci sia stata esposizione diretta alle secrezioni del malato. In tali casi è necessaria solo una sorveglianza per dieci giorni dall’ultimo contatto, nel corso dei quali, in caso di febbre, è opportuno contattare il proprio medico curante».

Asl: «Non serve recarsi al Pronto soccorso» Sempre dalla direzione generale dell’Asl Umbria 2: «Dalle notizie che si hanno risulta che tutti i contatti a rischio, contatti del gruppo di appartenenza della ragazza, siano già stati sottoposti a profilassi antibiotica. Per ulteriori e più complete informazioni, oltre che al medico di medicina generale, ci si può rivolgere ai Servizi di igiene pubblica delle Ausl o alle strutture di Malattie infettive delle due aziende pspedaliere di Perugia e Terni».

©Riproduzione riservata

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